Il volume propone una lettura originale del nuovo modello di sviluppo che caratterizza i sistemi produttivi a industrializzazione diffusa, tipici dell’economia italiana. La visione proposta non coincide né con il modello dell’innovazione senza ricerca, né con l’impostazione tradizionale fondata sulla sequenza obbligata: “Big Science-big industrial research”. Semmai, l’attenzione è focalizzata su una capacità innovativa diffusa fondata su impegnativi investimenti a livello di sistema e su reti di interazione fra molteplici soggetti. Questo modello ha il vantaggio di essere aperto ad un’ampia gamma di percorsi innovativi, ciascuno soggetto ad un tasso di rischio piuttosto circoscritto, che rende il modello maggiormente sostenibile per il sistema produttivo locale. Il valore aggiunto complessivo può invece essere molto elevato perché vengono messe in rete le capacità individuali dei singoli soggetti. Si tratta di un modello che richiede l’esistenza di un nucleo di imprese che fanno ricerca strutturata e formalizzata, inserite in contesti ricchi di infrastrutture e di capacità infratecnologiche che ne favoriscono lo sviluppo e accentuano le opportunità di diffusione e commercializzazione dell’innovazione. L’esame ravvicinato delle attività innovative in un particolare contesto territoriale permette di cogliere segnali di evoluzione del sistema produttivo che caratterizza gran parte del nostro Paese. Si sottolinea in particolare il ruolo che possono svolgere le infratecnologie nello sviluppo di un sistema produttivo come quello italiano, caratterizzato da un ritardo relativo in termini di ricerca e innovazione, specie se misurate con gli indicatori tradizionali. Investire nelle infratecnologie significa puntare innanzitutto sull’innalzamento della base formativa e sulle capacità di creare e avvalersi in modo integrato di conoscenze trasversali e di un insieme di pratiche e tecniche, dati di base, metodi di misurazione e concetti correlati, che incrementano la produttività o l’efficienza di ciascuna fase della ricerca e dello sviluppo, della produzione, ma anche degli stadi di sviluppo di mercato dell’attività economica. Questo approccio “infratecnologico” si adatta a interpretare i fenomeni innovativi in contesti ben diversi, caratterizzati da minore concentrazione industriale e da una diffusa presenza dell’imprenditoria minore. Infatti, tale approccio sottolinea l’importanza di porre in sinergia capacità diffuse e diversificate, ponendo in circolazione tra i protagonisti i frutti dell’elaborazione e della codificazione delle conoscenze. Il volume propone una specificazione delle diverse attività che caratterizzano le infratecnologie, dallo sviluppo di metriche per stabilire le priorità, per valutare i costi e i benefici, per testare le caratteristiche e le prestazioni delle tecnologie, agli strumenti per la selezione e valutazione dei progetti, per la definizione di standard e di procedure; fino all’organizzazione dei sistemi di raccolta ed elaborazione dei dati necessari per gestire problemi complessi. Si tratta di attività essenziali per rendere efficaci ed efficienti i processi innovativi di cui necessitano particolarmente i sistemi di piccole imprese, che incontrano maggiori difficoltà a intraprendere percorsi di ricerca strutturati e istituzionalizzati. Sotto il profilo delle politiche per la ricerca, ciò significa dedicare risorse per rafforzare i processi di creazione delle infratecnologie all’interno dei sistemi locali, dando vita a processi che estendano le basi scientifiche e le competenze tecniche volte a incrementare la produttività della ricerca, della produzione di tecnologie e a favorire l’innovazione di prodotto, oltre che le capacità imitative e di adattamento delle tecnologie esistenti.

Ricerca e innovazione in un sistema a industrializzazione diffusa

FAVARETTO, ILARIO;ZANFEI, ANTONELLO
2007

Abstract

Il volume propone una lettura originale del nuovo modello di sviluppo che caratterizza i sistemi produttivi a industrializzazione diffusa, tipici dell’economia italiana. La visione proposta non coincide né con il modello dell’innovazione senza ricerca, né con l’impostazione tradizionale fondata sulla sequenza obbligata: “Big Science-big industrial research”. Semmai, l’attenzione è focalizzata su una capacità innovativa diffusa fondata su impegnativi investimenti a livello di sistema e su reti di interazione fra molteplici soggetti. Questo modello ha il vantaggio di essere aperto ad un’ampia gamma di percorsi innovativi, ciascuno soggetto ad un tasso di rischio piuttosto circoscritto, che rende il modello maggiormente sostenibile per il sistema produttivo locale. Il valore aggiunto complessivo può invece essere molto elevato perché vengono messe in rete le capacità individuali dei singoli soggetti. Si tratta di un modello che richiede l’esistenza di un nucleo di imprese che fanno ricerca strutturata e formalizzata, inserite in contesti ricchi di infrastrutture e di capacità infratecnologiche che ne favoriscono lo sviluppo e accentuano le opportunità di diffusione e commercializzazione dell’innovazione. L’esame ravvicinato delle attività innovative in un particolare contesto territoriale permette di cogliere segnali di evoluzione del sistema produttivo che caratterizza gran parte del nostro Paese. Si sottolinea in particolare il ruolo che possono svolgere le infratecnologie nello sviluppo di un sistema produttivo come quello italiano, caratterizzato da un ritardo relativo in termini di ricerca e innovazione, specie se misurate con gli indicatori tradizionali. Investire nelle infratecnologie significa puntare innanzitutto sull’innalzamento della base formativa e sulle capacità di creare e avvalersi in modo integrato di conoscenze trasversali e di un insieme di pratiche e tecniche, dati di base, metodi di misurazione e concetti correlati, che incrementano la produttività o l’efficienza di ciascuna fase della ricerca e dello sviluppo, della produzione, ma anche degli stadi di sviluppo di mercato dell’attività economica. Questo approccio “infratecnologico” si adatta a interpretare i fenomeni innovativi in contesti ben diversi, caratterizzati da minore concentrazione industriale e da una diffusa presenza dell’imprenditoria minore. Infatti, tale approccio sottolinea l’importanza di porre in sinergia capacità diffuse e diversificate, ponendo in circolazione tra i protagonisti i frutti dell’elaborazione e della codificazione delle conoscenze. Il volume propone una specificazione delle diverse attività che caratterizzano le infratecnologie, dallo sviluppo di metriche per stabilire le priorità, per valutare i costi e i benefici, per testare le caratteristiche e le prestazioni delle tecnologie, agli strumenti per la selezione e valutazione dei progetti, per la definizione di standard e di procedure; fino all’organizzazione dei sistemi di raccolta ed elaborazione dei dati necessari per gestire problemi complessi. Si tratta di attività essenziali per rendere efficaci ed efficienti i processi innovativi di cui necessitano particolarmente i sistemi di piccole imprese, che incontrano maggiori difficoltà a intraprendere percorsi di ricerca strutturati e istituzionalizzati. Sotto il profilo delle politiche per la ricerca, ciò significa dedicare risorse per rafforzare i processi di creazione delle infratecnologie all’interno dei sistemi locali, dando vita a processi che estendano le basi scientifiche e le competenze tecniche volte a incrementare la produttività della ricerca, della produzione di tecnologie e a favorire l’innovazione di prodotto, oltre che le capacità imitative e di adattamento delle tecnologie esistenti.
2007
9788843041909
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2510302
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