La teoria sociologia di Erving Goffman, considerata tra le più lucide a anticonformiste, trova la sua più completa esposizione nell’opera più lunga e ambiziosa qui presentata. In Frame Analysis Goffman si occupa del modo in cui noi organizziamo e plasmiamo la nostra esperienza della vita e del mondo che ci circonda, nonché del modo in cui il self che esperisce e agisce può essere suddiviso in molteplici sé parziali, ciascuno dei quali rappresenta un potenziale fattore nella produzione dell’esperienza. La natura complessa del compito che Goffman si prefigge è il primo motivo per cui questa opera, oltre ad essere la più lunga è anche la più complessa. Sono inoltre presenti riferimenti teorici ai diversi ambiti (dalla psicologia cognitiva alla fenomenologia, dall’antropologia alla filosofia del linguaggio) e sono introdotti, in grande quantità, tipi di materiali piuttosto insoliti come prove delle argomentazioni che egli va producendo sempre nell’orizzonte dei suoi interessi microsociologici. Fedele all’impegno assunto di una impresa chiarificatrice condotta incessantemente per tutta l’opera, Goffman in questo compito attribuisce un ruolo privilegiato alla rappresentazione teatrale e alla conversazione, le quali figurano largamente non come semplici metafore del comportamento ma come paradigmi della condotta sociale, le sfere di realtà a cui guardare per capire in modo non illusorio e disincantato l’individuo e il suo agire.

Frame Analysis. L'organizzazione dell'esperienza, Traduzione dall'inglese e cura dell'opera di Erving Goffman

MATTEUCCI, IVANA
2001-01-01

Abstract

La teoria sociologia di Erving Goffman, considerata tra le più lucide a anticonformiste, trova la sua più completa esposizione nell’opera più lunga e ambiziosa qui presentata. In Frame Analysis Goffman si occupa del modo in cui noi organizziamo e plasmiamo la nostra esperienza della vita e del mondo che ci circonda, nonché del modo in cui il self che esperisce e agisce può essere suddiviso in molteplici sé parziali, ciascuno dei quali rappresenta un potenziale fattore nella produzione dell’esperienza. La natura complessa del compito che Goffman si prefigge è il primo motivo per cui questa opera, oltre ad essere la più lunga è anche la più complessa. Sono inoltre presenti riferimenti teorici ai diversi ambiti (dalla psicologia cognitiva alla fenomenologia, dall’antropologia alla filosofia del linguaggio) e sono introdotti, in grande quantità, tipi di materiali piuttosto insoliti come prove delle argomentazioni che egli va producendo sempre nell’orizzonte dei suoi interessi microsociologici. Fedele all’impegno assunto di una impresa chiarificatrice condotta incessantemente per tutta l’opera, Goffman in questo compito attribuisce un ruolo privilegiato alla rappresentazione teatrale e alla conversazione, le quali figurano largamente non come semplici metafore del comportamento ma come paradigmi della condotta sociale, le sfere di realtà a cui guardare per capire in modo non illusorio e disincantato l’individuo e il suo agire.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/1878581
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