Il volume miscellaneo ("Homo utens"), in cui si inserisce l'articolo, analizza il termine che le società e gli individui hanno adottato per autodefinirsi nei nuovi ruoli e nelle relazioni socio-culturali. L'articolo analizza il termine e la sua storia, sia sotto l'aspetto formale e semantico, sia da prospettiva lessicologica e lessicografica, con riguardo alla comparazione in lingue europee geneticamente affini (fr. usager, ingl. user, ted. Benutzer/Abnehemer), sia da prospettiva socioculturale, con particolare attenzione alle dinamiche dei prestiti, dell'ideologia di lingua, dell'economia comunicativa, nei diversi contesti culturali nazionali. Utente, documentato ufficialmente per la prima volta nella stampa milanese del 1811, è un recupero dotto dal latino, ma la sua fortuna nell'uso italiano esorbita dall'ambito esclusivamente tecnico per investire quello più esteso, quasi sinonimico, di "cittadino (in quanto soggetto giuridico che gode di servizi)". • La simmetria morfologica con altri termini, dotti come genesi ma di largo uso, reggente, dirigente, consulente, esercente, ma anche, con maggiore estensione, docente, studente, ecc., • la sua 'facilità' fonetica (rispetto p.e. a utilizzatore) • la sua autonomia semantica (anche senza determinanti), da cui la sua potenziale funzione iperonimica ne hanno determinato la grande fortuna nel contesto italiano, in parziale analogia con i corrispondenti europei, dove ragioni linguistiche e ideologiche diverse hanno determinato una diversa storia.

""UTENTE", "UTENZA" E FORME EUROPEE COMPARABILI

DEL TUTTO, LORETTA
2004

Abstract

Il volume miscellaneo ("Homo utens"), in cui si inserisce l'articolo, analizza il termine che le società e gli individui hanno adottato per autodefinirsi nei nuovi ruoli e nelle relazioni socio-culturali. L'articolo analizza il termine e la sua storia, sia sotto l'aspetto formale e semantico, sia da prospettiva lessicologica e lessicografica, con riguardo alla comparazione in lingue europee geneticamente affini (fr. usager, ingl. user, ted. Benutzer/Abnehemer), sia da prospettiva socioculturale, con particolare attenzione alle dinamiche dei prestiti, dell'ideologia di lingua, dell'economia comunicativa, nei diversi contesti culturali nazionali. Utente, documentato ufficialmente per la prima volta nella stampa milanese del 1811, è un recupero dotto dal latino, ma la sua fortuna nell'uso italiano esorbita dall'ambito esclusivamente tecnico per investire quello più esteso, quasi sinonimico, di "cittadino (in quanto soggetto giuridico che gode di servizi)". • La simmetria morfologica con altri termini, dotti come genesi ma di largo uso, reggente, dirigente, consulente, esercente, ma anche, con maggiore estensione, docente, studente, ecc., • la sua 'facilità' fonetica (rispetto p.e. a utilizzatore) • la sua autonomia semantica (anche senza determinanti), da cui la sua potenziale funzione iperonimica ne hanno determinato la grande fortuna nel contesto italiano, in parziale analogia con i corrispondenti europei, dove ragioni linguistiche e ideologiche diverse hanno determinato una diversa storia.
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