Il presente contributo inserito nel prestigioso volume curato dal Prof. A. Canevaro per ricordare le conquiste e gli elementi di problematicità ancora esistenti dopo trent’anni d’inclusione dei disabili nella scuola italiana, compie un’attenta riflessione critica sulla qualità del processo di integrazione scolastica del bambino sordo grave ripercorrendo luci ed ombre delle più attuali esperienze inclusive nazionali ed europee. Il lavoro intende valorizzare le buone prassi educativo-didattiche progettate per favorire sia i processi di socializzazione che di apprendimento dell’alunno sordo. L’inclusione del bambino sordo nella comune organizzazione e vita della scuola di tutti non è un traguardo ancora completamente raggiunto: per queste ragioni il saggio prende in considerazione tempi, spazi, modalità didattiche e funzionali strategie, allo scopo di legittimare gradualmente il fondamentale ruolo giocato da una didattica speciale di qualità, che utilizza le risorse umane, tecnico-professionali e tecnologiche in modo da superare dannose logiche emarginanti del sordo, fornendo interessanti indicazioni operative sui principali metodi rieducativi (orale, gestuale, bimodale, LIS, metodo verbo-tonale, etc).

“Per un’integrazione scolastica di qualità del bambino sordo: problemi e attuali prospettive”, in (a cura di ) A. Canevaro, L’integrazione scolastica degli alunni disabili. Trent’anni di inclusione nella scuola italiana, Erickson, Trento, 2007.

GASPARI, PATRIZIA
2007

Abstract

Il presente contributo inserito nel prestigioso volume curato dal Prof. A. Canevaro per ricordare le conquiste e gli elementi di problematicità ancora esistenti dopo trent’anni d’inclusione dei disabili nella scuola italiana, compie un’attenta riflessione critica sulla qualità del processo di integrazione scolastica del bambino sordo grave ripercorrendo luci ed ombre delle più attuali esperienze inclusive nazionali ed europee. Il lavoro intende valorizzare le buone prassi educativo-didattiche progettate per favorire sia i processi di socializzazione che di apprendimento dell’alunno sordo. L’inclusione del bambino sordo nella comune organizzazione e vita della scuola di tutti non è un traguardo ancora completamente raggiunto: per queste ragioni il saggio prende in considerazione tempi, spazi, modalità didattiche e funzionali strategie, allo scopo di legittimare gradualmente il fondamentale ruolo giocato da una didattica speciale di qualità, che utilizza le risorse umane, tecnico-professionali e tecnologiche in modo da superare dannose logiche emarginanti del sordo, fornendo interessanti indicazioni operative sui principali metodi rieducativi (orale, gestuale, bimodale, LIS, metodo verbo-tonale, etc).
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