L’acquisizione di terre e lo sfruttamento agricolo su larga scala furono parte integrante della conquista coloniale in Africa del Nord, sia francese sia italiana. In questo capitolo fondiario della colonizzazione sono compresi una serie di istituti, pratiche, valenze simboliche e culturali che hanno strettissimo rilievo nelle definizioni (e continue ridefinizioni) delle appartenenze. L’agire sulla risorsa territorio, per operare sul patrimonio locale e su sentimenti di appartenenza per renderli coerenti con il nuovo quadro coloniale, è stato intento consapevole ed esplicito delle politiche coloniali sulla terra in Africa del Nord. Il rapporto delle popolazioni con il territorio, le istituzioni che regolamentano tale rapporto ed i codici che lo esprimono – sia linguistici sia giuridici – sono sempre al centro delle transizioni politiche e a maggior ragione sono stati oggetto di intervento per le politiche di colonizzazione. In tal senso, le manipolazioni delle istituzioni locali hanno dovuto tenere in conto l’impatto sulle popolazioni e sull’appartenenza. Con la fine del colonialismo in Libia, l’Italia usciva di scena portando con sé la liquidazione di fatto di larga parte del patrimonio fondiario sanussita in Cirenaica, senza aver potuto né predisporre né accompagnare, nonostante le ambizioni della sua politica «islamica», un coerente disegno di superamento del waqf fondiario e prolungando al di là della fase coloniale il suo impatto sulla ridefinizione del territorio, così sottratto alle immediate rideterminazioni dello Stato indipendente.

Politiche dell’appartenenza in Africa del Nord. Colonialismo italiano e welfare islamico in Cirenaica

MEDICI, ANNA MARIA
2008

Abstract

L’acquisizione di terre e lo sfruttamento agricolo su larga scala furono parte integrante della conquista coloniale in Africa del Nord, sia francese sia italiana. In questo capitolo fondiario della colonizzazione sono compresi una serie di istituti, pratiche, valenze simboliche e culturali che hanno strettissimo rilievo nelle definizioni (e continue ridefinizioni) delle appartenenze. L’agire sulla risorsa territorio, per operare sul patrimonio locale e su sentimenti di appartenenza per renderli coerenti con il nuovo quadro coloniale, è stato intento consapevole ed esplicito delle politiche coloniali sulla terra in Africa del Nord. Il rapporto delle popolazioni con il territorio, le istituzioni che regolamentano tale rapporto ed i codici che lo esprimono – sia linguistici sia giuridici – sono sempre al centro delle transizioni politiche e a maggior ragione sono stati oggetto di intervento per le politiche di colonizzazione. In tal senso, le manipolazioni delle istituzioni locali hanno dovuto tenere in conto l’impatto sulle popolazioni e sull’appartenenza. Con la fine del colonialismo in Libia, l’Italia usciva di scena portando con sé la liquidazione di fatto di larga parte del patrimonio fondiario sanussita in Cirenaica, senza aver potuto né predisporre né accompagnare, nonostante le ambizioni della sua politica «islamica», un coerente disegno di superamento del waqf fondiario e prolungando al di là della fase coloniale il suo impatto sulla ridefinizione del territorio, così sottratto alle immediate rideterminazioni dello Stato indipendente.
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