Questo saggio è la versione riveduta ed ampliata della relazione tenuta dall’Autore il 16 agosto 2004 presso il Max–Planck–Institut für Wissenschaftsgeschichte di Berlino — una delle sedi più prestigiose della ricerca scientifica europea — nell’ambito del Convegno “Zur Kritik des mechanischen Weltbildes: Kant, Hegel, Marx und die Folgen”, organizzato dalla Prof. Renate Wahsner. Il proposito di questo scritto è l’identificazione della specifica connessione teoretico–sistematica tra il concetto della “finalità interna” , formulato da Kant nella Critica del giudizio, e la categoria logico–metafisica hegeliana della Teleologia, sviluppata nella Scienza della Logica, e la più precisa comprensione, resa da essa possibile, del significato della transizione dalla prospettiva idealistico–critica di Kant a quella idealistico–assoluta di Hegel. Il risultato conseguito è che la seconda deve considerarsi, anche in rapporto alla problematica del giudizio teleologico, come nel contempo l’inveramento e il superamento delle ambiguità e dei limiti della pur originale ed innovatrice concezione kantiana. La dottrina speculativa della finalità interna formulata da Hegel svolge un ruolo di primario rilievo nell’ambito del suo sistema, perché tale categoria è l’espressione adeguata (sia pur ancora immediata) dell’Idea o Ragione speculativa, che è, com’è noto, la più alta definizione logica hegeliana dell’Assoluto. La rilevanza teoretica del suo contenuto sta nel fatto che essa, da un lato, tien fermo alle positive acquisizioni teoretiche del criticismo kantiano, e cioè la distinzione della finalità interna dalla finalità esterna, ritenuta giustamente priva di verità, e la concezione della prima come prodotto del giudizio riflettente (e non già di quello determinante), ma, dall’altro, respinge il limite della soluzione kantiana, reso inevitabile, nell’ambito della filosofia critica, da due erronei presupposti gnoseologici: l’opposizione tra pensare e conoscere e la teoria dei limiti insuperabili della ragione umana. Questo saggio, insieme alle altre relazioni lette durante il detto Convegno, è stato pubblicato nel 2005 nel volume, curato da R. Wahsner, Hegel und das mechanistische Weltbild. Vom Wissenschaftsprinzip Mechanismus zum Organismus als Vernunftbegriff dall’Editore europeo delle scienze, Peter Lang, nella collana “Hegeliana. Studien und Quellen zu Hegel und zum Hegelianismus” diretta da Helmut Schneider, che ospita i più avanzati contributi storico-filologici della Hegelforschung contemporanea.

Innere und äußere Teleologie bei Kant und Hegel

RINALDI, GIACOMO
2005

Abstract

Questo saggio è la versione riveduta ed ampliata della relazione tenuta dall’Autore il 16 agosto 2004 presso il Max–Planck–Institut für Wissenschaftsgeschichte di Berlino — una delle sedi più prestigiose della ricerca scientifica europea — nell’ambito del Convegno “Zur Kritik des mechanischen Weltbildes: Kant, Hegel, Marx und die Folgen”, organizzato dalla Prof. Renate Wahsner. Il proposito di questo scritto è l’identificazione della specifica connessione teoretico–sistematica tra il concetto della “finalità interna” , formulato da Kant nella Critica del giudizio, e la categoria logico–metafisica hegeliana della Teleologia, sviluppata nella Scienza della Logica, e la più precisa comprensione, resa da essa possibile, del significato della transizione dalla prospettiva idealistico–critica di Kant a quella idealistico–assoluta di Hegel. Il risultato conseguito è che la seconda deve considerarsi, anche in rapporto alla problematica del giudizio teleologico, come nel contempo l’inveramento e il superamento delle ambiguità e dei limiti della pur originale ed innovatrice concezione kantiana. La dottrina speculativa della finalità interna formulata da Hegel svolge un ruolo di primario rilievo nell’ambito del suo sistema, perché tale categoria è l’espressione adeguata (sia pur ancora immediata) dell’Idea o Ragione speculativa, che è, com’è noto, la più alta definizione logica hegeliana dell’Assoluto. La rilevanza teoretica del suo contenuto sta nel fatto che essa, da un lato, tien fermo alle positive acquisizioni teoretiche del criticismo kantiano, e cioè la distinzione della finalità interna dalla finalità esterna, ritenuta giustamente priva di verità, e la concezione della prima come prodotto del giudizio riflettente (e non già di quello determinante), ma, dall’altro, respinge il limite della soluzione kantiana, reso inevitabile, nell’ambito della filosofia critica, da due erronei presupposti gnoseologici: l’opposizione tra pensare e conoscere e la teoria dei limiti insuperabili della ragione umana. Questo saggio, insieme alle altre relazioni lette durante il detto Convegno, è stato pubblicato nel 2005 nel volume, curato da R. Wahsner, Hegel und das mechanistische Weltbild. Vom Wissenschaftsprinzip Mechanismus zum Organismus als Vernunftbegriff dall’Editore europeo delle scienze, Peter Lang, nella collana “Hegeliana. Studien und Quellen zu Hegel und zum Hegelianismus” diretta da Helmut Schneider, che ospita i più avanzati contributi storico-filologici della Hegelforschung contemporanea.
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