Il saggio parte dalla difficoltà dei nostri tempi di mettersi in contatto con le parti pensanti del nostro sé invitati sempre più da una società che stimola a non riflettere, a non cercare nel proprio spazio mentale il senso profondo della propria identità e della propria esistenza. Questa situazione provocherebbe uno schiacciamento del mondo interno degli individui che rimarrebbe sempre più scisso dal loro mondo esterno. In questo senso il corpo, simbolicamente inteso come confine tra soggettività ed oggettività, a cui nella nostra cultura è sempre stato dato un ruolo marginale, acquista un posto rilevante tanto da trasformarsi in oggetto fondamentale di ogni forma di comunicazione invadendo continuamente il nostro campo percettivo. Attraverso utilizzazione delle chat-line il corpo diviene fantasma, oggetto di una narrata idealizzazione, gonfiato nelle sue fattezze e trasformato. Non abitando il mondo della relazione l’Io si trova in un non-luogo, si decorporizza e si separa dal reale. Il corpo subisce una perdita, quella dell’Io. Ma quest’ultimo è anche il corpo stesso. Lo sviluppo dell’immagine corporea ha una grande rilevanza nella costituzione del senso di identità: essa è un elemento fondante dell’esperienza del sé. Per Merleau-Ponty la soggettività è incarnata nel corpo ed è riferibile alla Lebens-welt – il mondo della vita. Corpo e mente sono parte integrante dell’esperienza conscia e inconscia del sé a tal punto che l’individuo agisce come unità cropo-mente. Come nell’inconscio anche nel corpo , si conservano i segni della storia genetica e familiare. Esso è lo specchio del transgenerazionale, delle vicende sensoriali arcaiche della propria esperienza, depositate nel protomentale, e degli intricati eventi biografici. Con le parole di Anzieu possiamo dire che la mente si costruisce sulla propria esperienza del corpo. Corpo e pelle sono fondamentali per lo sviluppo del bambino entrambi rappresentano i cardini primordiali dei contenuti psichici individuali. Tra gli involucri pelle, corpo e pensiero esiste continuità e circolarità: la pelle protegge e contiene il corpo, l’Io organizza i processi psichici e il pensare stabilisce una catena associativa che conduce ad assimilare e a trasformare in concetti informazioni e dati. Quando il corpo è investito dalla negazione, l’organo che ha subito il diniego incarna lo spazio in cui l’Io non è riuscito a tollerare i vissuti angosciosi. Nei disturbi psicosomatici il corpo si fa contenitore di proiezioni interne perché la mente si libera di ciò che non è possibile mentalizzare. Il corpo svela con il suo linguaggio le intollerabili esperienze di annientamento che l’Io psichico tenta di liberare. L’ascolto del corpo in terapia diviene ascolto della sensorialità che si traduce in parola metabolizzata dando vita alla possibilità per il paziente di riuscire a trasformare in dolorosa pensabilità ciò che non poteva essere conosciuto.

L’ascolto del corpo

SCHIRONE, TIZIANA
2005-01-01

Abstract

Il saggio parte dalla difficoltà dei nostri tempi di mettersi in contatto con le parti pensanti del nostro sé invitati sempre più da una società che stimola a non riflettere, a non cercare nel proprio spazio mentale il senso profondo della propria identità e della propria esistenza. Questa situazione provocherebbe uno schiacciamento del mondo interno degli individui che rimarrebbe sempre più scisso dal loro mondo esterno. In questo senso il corpo, simbolicamente inteso come confine tra soggettività ed oggettività, a cui nella nostra cultura è sempre stato dato un ruolo marginale, acquista un posto rilevante tanto da trasformarsi in oggetto fondamentale di ogni forma di comunicazione invadendo continuamente il nostro campo percettivo. Attraverso utilizzazione delle chat-line il corpo diviene fantasma, oggetto di una narrata idealizzazione, gonfiato nelle sue fattezze e trasformato. Non abitando il mondo della relazione l’Io si trova in un non-luogo, si decorporizza e si separa dal reale. Il corpo subisce una perdita, quella dell’Io. Ma quest’ultimo è anche il corpo stesso. Lo sviluppo dell’immagine corporea ha una grande rilevanza nella costituzione del senso di identità: essa è un elemento fondante dell’esperienza del sé. Per Merleau-Ponty la soggettività è incarnata nel corpo ed è riferibile alla Lebens-welt – il mondo della vita. Corpo e mente sono parte integrante dell’esperienza conscia e inconscia del sé a tal punto che l’individuo agisce come unità cropo-mente. Come nell’inconscio anche nel corpo , si conservano i segni della storia genetica e familiare. Esso è lo specchio del transgenerazionale, delle vicende sensoriali arcaiche della propria esperienza, depositate nel protomentale, e degli intricati eventi biografici. Con le parole di Anzieu possiamo dire che la mente si costruisce sulla propria esperienza del corpo. Corpo e pelle sono fondamentali per lo sviluppo del bambino entrambi rappresentano i cardini primordiali dei contenuti psichici individuali. Tra gli involucri pelle, corpo e pensiero esiste continuità e circolarità: la pelle protegge e contiene il corpo, l’Io organizza i processi psichici e il pensare stabilisce una catena associativa che conduce ad assimilare e a trasformare in concetti informazioni e dati. Quando il corpo è investito dalla negazione, l’organo che ha subito il diniego incarna lo spazio in cui l’Io non è riuscito a tollerare i vissuti angosciosi. Nei disturbi psicosomatici il corpo si fa contenitore di proiezioni interne perché la mente si libera di ciò che non è possibile mentalizzare. Il corpo svela con il suo linguaggio le intollerabili esperienze di annientamento che l’Io psichico tenta di liberare. L’ascolto del corpo in terapia diviene ascolto della sensorialità che si traduce in parola metabolizzata dando vita alla possibilità per il paziente di riuscire a trasformare in dolorosa pensabilità ciò che non poteva essere conosciuto.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/1890065
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