Abstract: La disabilità fisica Dati recenti rilevano che solamente in Italia esistono circa 1.100.000 persone con disabilità fisica, ossia, genericamente portatori di un disturbo che può essere a livello del tono muscolare, della postura o del movimento. Queste ultime denotazioni, in effetti, rappresentano gli aspetti principali che caratterizzano la disabilità motoria, non fosse altro perché sono quelli che maggiormente si vedono e che non lasciano spazio ad “interpretazioni” circa la sua presenza o meno in un individuo. Si potrebbe, infatti, opinare circa la “integrità” cognitiva di qualcuno, ma non certo sul fatto che qualcun altro sia o no emiparetico o claudicante! La presenza di un disturbo del movimento, quindi, è qualche cosa su cui non si “discute” e la sua percezione e rilevanza, naturalmente, muta a secondo dell’ambiente sociale in cui si dimostra. Il fatto, per esempio, che un individuo in conseguenza di un incidente domestico non possa più flettere un dito non ha grande rilevanza in assoluto o meglio, nessuno, crediamo, se la sentirebbe di “classificare” quel soggetto come un disabile. Però, se l’ambiente sociale a cui quel soggetto fa riferimento fosse quello dei Conservatori Musicali e il Nostro fosse un pianista, le cose cambierebbero notevolmente e quel soggetto sarebbe, dal momento dell’incedente, percepito e considerato come un disabile vero e proprio. In altre parole, il concetto di handicap, che afferisce prioritariamente all’aspettativa sociale nei confronti del soggetto, verrebbe ampiamente confermato. Alla luce di queste ed altre considerazioni, il lavoro prende in esame le principali forme di disabilità fisica prioritariamente ascrivibili alle paralisi cerebrali infantili con una descrizioni anche della forme minori dei disturbi del movimento.

LA DISABILITA' MOTOTORIA

BIANCALANA, VINCENZO
2008

Abstract

Abstract: La disabilità fisica Dati recenti rilevano che solamente in Italia esistono circa 1.100.000 persone con disabilità fisica, ossia, genericamente portatori di un disturbo che può essere a livello del tono muscolare, della postura o del movimento. Queste ultime denotazioni, in effetti, rappresentano gli aspetti principali che caratterizzano la disabilità motoria, non fosse altro perché sono quelli che maggiormente si vedono e che non lasciano spazio ad “interpretazioni” circa la sua presenza o meno in un individuo. Si potrebbe, infatti, opinare circa la “integrità” cognitiva di qualcuno, ma non certo sul fatto che qualcun altro sia o no emiparetico o claudicante! La presenza di un disturbo del movimento, quindi, è qualche cosa su cui non si “discute” e la sua percezione e rilevanza, naturalmente, muta a secondo dell’ambiente sociale in cui si dimostra. Il fatto, per esempio, che un individuo in conseguenza di un incidente domestico non possa più flettere un dito non ha grande rilevanza in assoluto o meglio, nessuno, crediamo, se la sentirebbe di “classificare” quel soggetto come un disabile. Però, se l’ambiente sociale a cui quel soggetto fa riferimento fosse quello dei Conservatori Musicali e il Nostro fosse un pianista, le cose cambierebbero notevolmente e quel soggetto sarebbe, dal momento dell’incedente, percepito e considerato come un disabile vero e proprio. In altre parole, il concetto di handicap, che afferisce prioritariamente all’aspettativa sociale nei confronti del soggetto, verrebbe ampiamente confermato. Alla luce di queste ed altre considerazioni, il lavoro prende in esame le principali forme di disabilità fisica prioritariamente ascrivibili alle paralisi cerebrali infantili con una descrizioni anche della forme minori dei disturbi del movimento.
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