Dopo il volume del 2005 su Federico Barocci e la sua scuola, curato dall’autrice con Marina Cellini, gli studi sul tema hanno condotto a nuovi risultati. Il saggio in esame affronta una spinosa tematica storico-artistica, vale a dire l’influenza di Federico Barocci sull’arte Bolognese, tradizionalmente negata, a favore di una più generica riscoperta del Correggio, quale motore di molte delle scelte stilistiche che conducono alla determinante rivoluzione ‘naturalistica’ dei Carracci e quindi al rinnovamento della pittura in Italia, considerando il ruolo centrale che Annibale Carracci avrà a Roma. Sulla base di una nuova lettura dell’opera e delle relazioni di Federico Barocci da una parte e dei Carracci dall’altra, di Ludovico ma anche, con documenti figurativi inediti, di Annibale, l’autrice offre significative tracce di un importante peso avuto dal pittore urbinate in questi profondi mutamenti, dimostrando come i Carracci conoscessero la grafica e la pittura di Barocci molto più e molto meglio di quanto fino ad oggi considerato. Sempre sulla base di una nuova lettura delle opere e presentando diversi importanti inediti, si comprova la persistenza del magistero baroccesco nella cultura figurativa bolognese, appunto, come dice il titolo, dai Carracci a Crespi, con una nuova, fresca e indubbiamente ormai ineludibile interpretazione di quel segmento così pregnante di storia dell’arte italiana.

Appunti su Barocci e Bologna, dai Carracci a Crespi

AMBROSINI MASSARI, ANNA MARIA
2009-01-01

Abstract

Dopo il volume del 2005 su Federico Barocci e la sua scuola, curato dall’autrice con Marina Cellini, gli studi sul tema hanno condotto a nuovi risultati. Il saggio in esame affronta una spinosa tematica storico-artistica, vale a dire l’influenza di Federico Barocci sull’arte Bolognese, tradizionalmente negata, a favore di una più generica riscoperta del Correggio, quale motore di molte delle scelte stilistiche che conducono alla determinante rivoluzione ‘naturalistica’ dei Carracci e quindi al rinnovamento della pittura in Italia, considerando il ruolo centrale che Annibale Carracci avrà a Roma. Sulla base di una nuova lettura dell’opera e delle relazioni di Federico Barocci da una parte e dei Carracci dall’altra, di Ludovico ma anche, con documenti figurativi inediti, di Annibale, l’autrice offre significative tracce di un importante peso avuto dal pittore urbinate in questi profondi mutamenti, dimostrando come i Carracci conoscessero la grafica e la pittura di Barocci molto più e molto meglio di quanto fino ad oggi considerato. Sempre sulla base di una nuova lettura delle opere e presentando diversi importanti inediti, si comprova la persistenza del magistero baroccesco nella cultura figurativa bolognese, appunto, come dice il titolo, dai Carracci a Crespi, con una nuova, fresca e indubbiamente ormai ineludibile interpretazione di quel segmento così pregnante di storia dell’arte italiana.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2503228
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