Il volume, a cura di Gervasio Antonelli, Gian Italo Bischi e Elena Viganò, raccoglie alcuni dei risultati di una ricerca su “Le interazioni tra settore ittico e ambiente: modelli di sviluppo sostenibile e impatto delle politiche di settore. Situazione e prospettive con riferimento alle attività in un’area del litorale romagnolo-marchigiano”, coordinata da Gervasio Antonelli. La ricerca è stata finanziata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali – Direzione Generale per la Pesca e l’Acquacoltura - nell’ambito del V Piano Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura in acque marine e salmastre. Gervasio Antonelli è autore/coautore, oltre che dell’introduzione (pp. 9-12), del capitolo 1 (pp. 13-31), del capitolo 3 (pp.65-100) e del capitolo 6 (pp.187-217). Il volume è articolato in tre parti. La prima, che comprende i capitoli 1 e 2, presenta un quadro sugli approcci teorici alla sostenibilità e illustra i diversi modelli elaborati per lo studio delle relazioni tra economia e ambiente e per l’individuazione degli strumenti di politica economica necessari per la correzione dei problemi legati allo sfruttamento delle risorse naturali e, in particolare, della pesca. Inoltre, conduce una riflessione sull’uso dei modelli matematici bioeconomici. L’analisi viene condotta con riferimento a un concetto di sostenibilità che prende in esame sia l’obiettivo della conservazione degli stock ittici, sia le problematiche connesse con gli aspetti economici e sociali della pesca. In particolare, il capitolo 1 (di Gervasio Antonelli, Paolo Polidori e Elena Viganò, pp. 13-31) illustra i diversi approcci teorici per l’analisi delle relazioni tra attività produttive e ambiente, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Quindi, con riferimento specifico alle problematiche della sostenibilità dell’ambiente marino, si sofferma, in particolare, sui modelli di gestione ambientale integrata, analizzandone le potenzialità e le difficoltà applicative. Il capitolo 2 (di Gian Italo Bischi, Fabio Lamantia e Lucia Sbragia, pp. 33-63) illustra alcuni modelli matematici che, a partire dagli anni ’50, sono stati sempre più utilizzati per fornire un valido supporto alle decisioni sulla gestione sostenibile delle risorse naturali. Si tratta di modelli costruiti, com’è noto, con l’ausilio di strumentazioni matematiche basate sul formalismo della teoria dei sistemi dinamici e della teoria dei giochi, che permettono di studiare sistemi fortemente interrelati, ovvero che si influenzano a vicenda attraverso meccanismi non lineari. Come viene messo in luce nel capitolo, anche attraverso la presentazione di alcune esemplificazioni, questi modelli forniscono un’efficace e rigorosa formulazione dei problemi concernenti lo sfruttamento controllato delle risorse ittiche e, in alcuni casi, forniscono importanti suggerimenti sulle politiche da intraprendere (e quelle da evitare) per regolamentare l’attività della pesca commerciale. La seconda parte del volume presenta un’analisi del quadro normativo ed istituzionale europeo e nazionale in cui il settore pesca si trova ad operare. Il capitolo 3 (di Gervasio Antonelli, pp. 65-100) analizza l’evoluzione degli obiettivi e degli strumenti della Politica della pesca dell’Unione Europea (Politica comune della pesca) dalla sua origine, avvenuta nei primi anni 1980, con l’approvazione del Regolamenti (CEE) n. 2057/82 e n. 170/83, sino alla riforma del 2002 (Regolamento (CE) n. 2371/2002). Nel capitolo si richiama l’attenzione sul fatto che l’obiettivo della Politica comune della pesca è quello di realizzare uno sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche, intendendo con ciò una politica volta alla conservazione degli stock naturali delle diverse specie e alla corretta gestione commerciale delle risorse ittiche. Per quanto riguarda gli strumenti, la normativa europea prevede l’attivazione, da una parte, di una serie di misure tecniche volte a prevenire lo sfruttamento eccessivo delle risorse, dall’altra, la stipula di accordi con paesi terzi che consentano l’accesso della flotta comunitaria nelle acque sotto la loro giurisdizione, ma anche di accordi a carattere multilaterale nel quadro delle organizzazioni internazionali del settore. Il capitolo analizza, altresì, le principali modifiche che hanno caratterizzato la Politica comune della pesca nel corso degli anni, enfatizzando, il particolare, il tentativo di rafforzarne la dimensione ambientale. Va osservato che la Politica comune della pesca avviata nei primi anni ‘80 faceva riferimento, per quanto riguarda gli obiettivi e gli strumenti, in particolare, alle problematiche della pesca nelle realtà dell’Atlantico e del Mare del Nord. Solo nel 1994, con il Regolamento (CE) n. 1626/94, è stata avviata una politica di conservazione e di gestione delle risorse della pesca a livello comunitario per il Mediterraneo. Infine, il capitolo presenta una rassegna delle diverse problematiche ancora aperte sulla politica comune della pesca che emergono dal dibattito avviato dalla pubblicazione del “Libro verde: Il futuro della politica comune della pesca” (Commissione delle Comunità Europee, COM (2001) 135, Bruxelles, 20.03.2001) e da altri documenti della Commissione sulla materia. Ne emerge un quadro in cui, nonostante i vari aggiornamenti apportati nel corso degli anni alla Politica comune della pesca, questa è ancora in una fase che viene definita di working in progress e, quindi, continua a porre una serie di sfide sia sul piano operativo che su quello scientifico. Il capitolo 4 (di Elena Viganò, pp. 101-139) presenta un’analisi dei provvedimenti legislativi nazionali in materia di pesca, a partire dal R.D. n. 1604 del 1931 (Testo Unico delle leggi sulla pesca). In questo quadro, vengono analizzati gli obiettivi e gli strumenti della normativa, nonché la loro evoluzione nel tempo. Una particolare attenzione viene dedicata alle proposte elaborate per la promozione di un modello di gestione sostenibile delle risorse ittiche, sia nei Piani Nazionali che nei provvedimenti normativi specifici, relativi ai sistemi di pesca, al rilascio delle licenze, al fermo biologico, all’istituzione di zone di tutela biologica, alle emergenze ambientali e al pesca-turismo. La terza parte del volume presenta i risultati di un’analisi condotta sul sistema pesca nei compartimenti marittimi di Rimini e di Pesaro Il capitolo 5 (di Roberta Borgognoni e Elena Viganò, pp. 141-186), utilizza varie fonti statistiche indirette per definire il quadro socio-economico del sistema pesca nei due compartimenti marittimi analizzati, con riferimento agli anni 2002 e 2003. Infine, il capitolo 6 (di Gervasio Antonelli, Gian Italo Bischi, Roberta Borgognoni e Elena Viganò, pp. 187-217), riporta i risultati di un’analisi condotta mediante la somministrazione di un questionario a rappresentanti di cooperative ed associazioni, a responsabili dei centri di ricerca, a direttori dei mercati ittici, nonché ad un campione di pescatori ed armatori dei compartimenti marittimi di Rimini e di Pesaro, volta a evidenziare la percezione della problematiche ambientali da parte degli operatori stessi.

La sostenibilità nel settore della pesca. Modelli, politiche, esperienze in un'area del litorale romagnolo-marchigiano

ANTONELLI, GERVASIO;BISCHI, GIAN ITALO;VIGANO', ELENA
2005-01-01

Abstract

Il volume, a cura di Gervasio Antonelli, Gian Italo Bischi e Elena Viganò, raccoglie alcuni dei risultati di una ricerca su “Le interazioni tra settore ittico e ambiente: modelli di sviluppo sostenibile e impatto delle politiche di settore. Situazione e prospettive con riferimento alle attività in un’area del litorale romagnolo-marchigiano”, coordinata da Gervasio Antonelli. La ricerca è stata finanziata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali – Direzione Generale per la Pesca e l’Acquacoltura - nell’ambito del V Piano Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura in acque marine e salmastre. Gervasio Antonelli è autore/coautore, oltre che dell’introduzione (pp. 9-12), del capitolo 1 (pp. 13-31), del capitolo 3 (pp.65-100) e del capitolo 6 (pp.187-217). Il volume è articolato in tre parti. La prima, che comprende i capitoli 1 e 2, presenta un quadro sugli approcci teorici alla sostenibilità e illustra i diversi modelli elaborati per lo studio delle relazioni tra economia e ambiente e per l’individuazione degli strumenti di politica economica necessari per la correzione dei problemi legati allo sfruttamento delle risorse naturali e, in particolare, della pesca. Inoltre, conduce una riflessione sull’uso dei modelli matematici bioeconomici. L’analisi viene condotta con riferimento a un concetto di sostenibilità che prende in esame sia l’obiettivo della conservazione degli stock ittici, sia le problematiche connesse con gli aspetti economici e sociali della pesca. In particolare, il capitolo 1 (di Gervasio Antonelli, Paolo Polidori e Elena Viganò, pp. 13-31) illustra i diversi approcci teorici per l’analisi delle relazioni tra attività produttive e ambiente, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Quindi, con riferimento specifico alle problematiche della sostenibilità dell’ambiente marino, si sofferma, in particolare, sui modelli di gestione ambientale integrata, analizzandone le potenzialità e le difficoltà applicative. Il capitolo 2 (di Gian Italo Bischi, Fabio Lamantia e Lucia Sbragia, pp. 33-63) illustra alcuni modelli matematici che, a partire dagli anni ’50, sono stati sempre più utilizzati per fornire un valido supporto alle decisioni sulla gestione sostenibile delle risorse naturali. Si tratta di modelli costruiti, com’è noto, con l’ausilio di strumentazioni matematiche basate sul formalismo della teoria dei sistemi dinamici e della teoria dei giochi, che permettono di studiare sistemi fortemente interrelati, ovvero che si influenzano a vicenda attraverso meccanismi non lineari. Come viene messo in luce nel capitolo, anche attraverso la presentazione di alcune esemplificazioni, questi modelli forniscono un’efficace e rigorosa formulazione dei problemi concernenti lo sfruttamento controllato delle risorse ittiche e, in alcuni casi, forniscono importanti suggerimenti sulle politiche da intraprendere (e quelle da evitare) per regolamentare l’attività della pesca commerciale. La seconda parte del volume presenta un’analisi del quadro normativo ed istituzionale europeo e nazionale in cui il settore pesca si trova ad operare. Il capitolo 3 (di Gervasio Antonelli, pp. 65-100) analizza l’evoluzione degli obiettivi e degli strumenti della Politica della pesca dell’Unione Europea (Politica comune della pesca) dalla sua origine, avvenuta nei primi anni 1980, con l’approvazione del Regolamenti (CEE) n. 2057/82 e n. 170/83, sino alla riforma del 2002 (Regolamento (CE) n. 2371/2002). Nel capitolo si richiama l’attenzione sul fatto che l’obiettivo della Politica comune della pesca è quello di realizzare uno sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche, intendendo con ciò una politica volta alla conservazione degli stock naturali delle diverse specie e alla corretta gestione commerciale delle risorse ittiche. Per quanto riguarda gli strumenti, la normativa europea prevede l’attivazione, da una parte, di una serie di misure tecniche volte a prevenire lo sfruttamento eccessivo delle risorse, dall’altra, la stipula di accordi con paesi terzi che consentano l’accesso della flotta comunitaria nelle acque sotto la loro giurisdizione, ma anche di accordi a carattere multilaterale nel quadro delle organizzazioni internazionali del settore. Il capitolo analizza, altresì, le principali modifiche che hanno caratterizzato la Politica comune della pesca nel corso degli anni, enfatizzando, il particolare, il tentativo di rafforzarne la dimensione ambientale. Va osservato che la Politica comune della pesca avviata nei primi anni ‘80 faceva riferimento, per quanto riguarda gli obiettivi e gli strumenti, in particolare, alle problematiche della pesca nelle realtà dell’Atlantico e del Mare del Nord. Solo nel 1994, con il Regolamento (CE) n. 1626/94, è stata avviata una politica di conservazione e di gestione delle risorse della pesca a livello comunitario per il Mediterraneo. Infine, il capitolo presenta una rassegna delle diverse problematiche ancora aperte sulla politica comune della pesca che emergono dal dibattito avviato dalla pubblicazione del “Libro verde: Il futuro della politica comune della pesca” (Commissione delle Comunità Europee, COM (2001) 135, Bruxelles, 20.03.2001) e da altri documenti della Commissione sulla materia. Ne emerge un quadro in cui, nonostante i vari aggiornamenti apportati nel corso degli anni alla Politica comune della pesca, questa è ancora in una fase che viene definita di working in progress e, quindi, continua a porre una serie di sfide sia sul piano operativo che su quello scientifico. Il capitolo 4 (di Elena Viganò, pp. 101-139) presenta un’analisi dei provvedimenti legislativi nazionali in materia di pesca, a partire dal R.D. n. 1604 del 1931 (Testo Unico delle leggi sulla pesca). In questo quadro, vengono analizzati gli obiettivi e gli strumenti della normativa, nonché la loro evoluzione nel tempo. Una particolare attenzione viene dedicata alle proposte elaborate per la promozione di un modello di gestione sostenibile delle risorse ittiche, sia nei Piani Nazionali che nei provvedimenti normativi specifici, relativi ai sistemi di pesca, al rilascio delle licenze, al fermo biologico, all’istituzione di zone di tutela biologica, alle emergenze ambientali e al pesca-turismo. La terza parte del volume presenta i risultati di un’analisi condotta sul sistema pesca nei compartimenti marittimi di Rimini e di Pesaro Il capitolo 5 (di Roberta Borgognoni e Elena Viganò, pp. 141-186), utilizza varie fonti statistiche indirette per definire il quadro socio-economico del sistema pesca nei due compartimenti marittimi analizzati, con riferimento agli anni 2002 e 2003. Infine, il capitolo 6 (di Gervasio Antonelli, Gian Italo Bischi, Roberta Borgognoni e Elena Viganò, pp. 187-217), riporta i risultati di un’analisi condotta mediante la somministrazione di un questionario a rappresentanti di cooperative ed associazioni, a responsabili dei centri di ricerca, a direttori dei mercati ittici, nonché ad un campione di pescatori ed armatori dei compartimenti marittimi di Rimini e di Pesaro, volta a evidenziare la percezione della problematiche ambientali da parte degli operatori stessi.
9788846466501
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2507099
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