L’articolo “La potenza delle tenebre” nella fiction televisiva italiana degli anni Sessanta del XX sec. è dedicato alla ricezione del dramma di Tolstoj La potenza delle tenebre in Italia negli anni Sessanta del XX sec., ed in particolare, alla riduzione televisiva La potenza delle tenebre, tratta dall’opera omonima di Tolstoj per la regia di Vittorio Cottafavi del 1965. L’obiettivo di tale lavoro consiste nel rilevare ciò che è rimasto –se è rimasto- dell’originale russo nella versione televisiva italiana, cercando di valutare l’impatto del mezzo televisivo sul dramma di Tolstoj. In quale misura il mezzo televisivo influisce sulla prosa di Tolstoj? Per poter rispondere a tale quesito Antonella Cavazza esamina innanzitutto la traduzione-adattamento di Gerardo Guerrieri, che è alla base del dramma televisivo, e la presentazione del drammaturgo Diego Fabbri, che introduce il programma televisivo. Si sofferma poi a considerare alcune riflessioni di Gianfranco Bettetini, secondo cui la ripresa televisiva favorisce un contatto con la realtà presentata che è “più diretto e analiticamente più profondo” di quello consentito dalla visione teatrale. Tuttavia negli anni Sessanta del XX sec. la regia dello spettacolo può riflettere più o meno direttamente un’impostazione teatrale. Ciò emerge proprio dalla comparazione fra il dattiloscritto del copione La potenza delle tenebre, oggi custodito nell’archivio Guerrieri, e il testo finale del programma televisivo omonimo. Il copione dattiloscritto è infatti una versione volta a favorire un lavoro di regia incentrato sulla recitazione teatrale. Una ricerca nell’archivio della Rai ha confermato che questo copione venne effettivamente approntato da Guerrieri, in origine, per uno spettacolo teatrale registrato il 6 febbraio del 1961 e trasmesso dal programma nazionale della Radio, il 7 febbraio del 1961, alle ore 21.00, nel cinquantenario della morte di Tolstoj.

“La potenza delle tenebre” nella fiction televisiva italiana degli anni Sessanta del XX sec.

CAVAZZA, ANTONELLA
2012-01-01

Abstract

L’articolo “La potenza delle tenebre” nella fiction televisiva italiana degli anni Sessanta del XX sec. è dedicato alla ricezione del dramma di Tolstoj La potenza delle tenebre in Italia negli anni Sessanta del XX sec., ed in particolare, alla riduzione televisiva La potenza delle tenebre, tratta dall’opera omonima di Tolstoj per la regia di Vittorio Cottafavi del 1965. L’obiettivo di tale lavoro consiste nel rilevare ciò che è rimasto –se è rimasto- dell’originale russo nella versione televisiva italiana, cercando di valutare l’impatto del mezzo televisivo sul dramma di Tolstoj. In quale misura il mezzo televisivo influisce sulla prosa di Tolstoj? Per poter rispondere a tale quesito Antonella Cavazza esamina innanzitutto la traduzione-adattamento di Gerardo Guerrieri, che è alla base del dramma televisivo, e la presentazione del drammaturgo Diego Fabbri, che introduce il programma televisivo. Si sofferma poi a considerare alcune riflessioni di Gianfranco Bettetini, secondo cui la ripresa televisiva favorisce un contatto con la realtà presentata che è “più diretto e analiticamente più profondo” di quello consentito dalla visione teatrale. Tuttavia negli anni Sessanta del XX sec. la regia dello spettacolo può riflettere più o meno direttamente un’impostazione teatrale. Ciò emerge proprio dalla comparazione fra il dattiloscritto del copione La potenza delle tenebre, oggi custodito nell’archivio Guerrieri, e il testo finale del programma televisivo omonimo. Il copione dattiloscritto è infatti una versione volta a favorire un lavoro di regia incentrato sulla recitazione teatrale. Una ricerca nell’archivio della Rai ha confermato che questo copione venne effettivamente approntato da Guerrieri, in origine, per uno spettacolo teatrale registrato il 6 febbraio del 1961 e trasmesso dal programma nazionale della Radio, il 7 febbraio del 1961, alle ore 21.00, nel cinquantenario della morte di Tolstoj.
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