Il contributo è dedicato allo studio di una collezione ottocentesca e a un dipinto, oggi conservato presso la Pinacoteca Vaticana, raffigurante l’Immacolata Concezione, eseguito dal pittore Giovanni Battista Salvi. Lo studio dell’inventario dei beni dell’abate Giovanni Rayn di Fano, che accompagna il suo testamento redatto nel 1855, anno in cui l’abate muore per un improvviso attacco di colera, ha portato alla identificazione di diverse opere importanti come a un San Tommaso di Villanova di Simone Cantarini (conservato nella Pinacoteca Civica di Fano), un San Luca evangelista del Guercino (oggi a New York in collezione privata) e la tela della Pinacoteca Vaticana. La quadreria raccolta dall’abate, perito ed esperto conoscitore d’arte, fu lasciata in eredità alle Missioni estere della compagnia di Gesù e quindi dispersa. Il dipinto del Salvi fu invece acquistato dallo Stato Pontificio per la Pinacoteca Vaticana, presumibilmente per il soggetto a cui era particolarmente devoto l’allora Pontefice Pio IX, per una cifra molto alta. Del dipinto del Sassoferrato - pittore abile nel rielaborare opere già famose - è stato in questa occasione individuato anche il prototipo, modificato in alcuni dettagli, riconducibile all’ambito del bolognese Francesco Albani.

Un dipinto del Sassoferrato per la Pinacoteca Vaticana dalla collezione dell'abate Rayn

PRETE, CECILIA
2012-01-01

Abstract

Il contributo è dedicato allo studio di una collezione ottocentesca e a un dipinto, oggi conservato presso la Pinacoteca Vaticana, raffigurante l’Immacolata Concezione, eseguito dal pittore Giovanni Battista Salvi. Lo studio dell’inventario dei beni dell’abate Giovanni Rayn di Fano, che accompagna il suo testamento redatto nel 1855, anno in cui l’abate muore per un improvviso attacco di colera, ha portato alla identificazione di diverse opere importanti come a un San Tommaso di Villanova di Simone Cantarini (conservato nella Pinacoteca Civica di Fano), un San Luca evangelista del Guercino (oggi a New York in collezione privata) e la tela della Pinacoteca Vaticana. La quadreria raccolta dall’abate, perito ed esperto conoscitore d’arte, fu lasciata in eredità alle Missioni estere della compagnia di Gesù e quindi dispersa. Il dipinto del Salvi fu invece acquistato dallo Stato Pontificio per la Pinacoteca Vaticana, presumibilmente per il soggetto a cui era particolarmente devoto l’allora Pontefice Pio IX, per una cifra molto alta. Del dipinto del Sassoferrato - pittore abile nel rielaborare opere già famose - è stato in questa occasione individuato anche il prototipo, modificato in alcuni dettagli, riconducibile all’ambito del bolognese Francesco Albani.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2540988
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