Oltre a prendere in considerazione il pensiero effettivamente prodotto dai personaggi, il racconto storico erodoteo concede spazio anche ad altri suoi aspetti ‘negativi’: pensieri che non sono mai stati formulati, o che sono stati formulati, ma che riguardano eventi che non si sono verificati. Questo pensiero virtuale, che può essere accessibile ai personaggi, o solo retrospettivamente al narratore, è dotato di gradi diversi di possibilità: dalla quasi-realtà di un pensiero effettivamente formulato e che per poco non si è realizzato, alla quasi-impossibilità di un pensiero che non è mai stato formulato. Oltre a costituire uno strumento politico e retorico per i personaggi, il pensiero ‘negativo’ e virtuale rappresenta un arricchimento semantico della realtà storica e, per questa stessa ragione, uno strumento prezioso per lo storico, che per comprendere un evento considera anche le possibilità alternative che non si sono concretizzate. Affrontando questo fenomeno all’interno del quadro teorico della Possible Worlds Theory e della Text World Theory, il saggio prende in considerazione tre temi principali: la proiezione da parte dei personaggi o del narratore di scenari ipotetici, che, anche se non realizzati, hanno influenzato il corso degli eventi; il pensiero controfattuale in senso stretto (con particolare attenzione a Hdt. VII, 139); il non-pensiero (i casi nei quali il narratore riferisce i pensieri che un personaggio non ha avuto in determinate circostanze, ma che avrebbe potuto avere).

Scenari virtuali, pensiero controfattuale e non-pensiero nelle Storie di Erodoto

DORATI, MARCO MASSIMO
2013-01-01

Abstract

Oltre a prendere in considerazione il pensiero effettivamente prodotto dai personaggi, il racconto storico erodoteo concede spazio anche ad altri suoi aspetti ‘negativi’: pensieri che non sono mai stati formulati, o che sono stati formulati, ma che riguardano eventi che non si sono verificati. Questo pensiero virtuale, che può essere accessibile ai personaggi, o solo retrospettivamente al narratore, è dotato di gradi diversi di possibilità: dalla quasi-realtà di un pensiero effettivamente formulato e che per poco non si è realizzato, alla quasi-impossibilità di un pensiero che non è mai stato formulato. Oltre a costituire uno strumento politico e retorico per i personaggi, il pensiero ‘negativo’ e virtuale rappresenta un arricchimento semantico della realtà storica e, per questa stessa ragione, uno strumento prezioso per lo storico, che per comprendere un evento considera anche le possibilità alternative che non si sono concretizzate. Affrontando questo fenomeno all’interno del quadro teorico della Possible Worlds Theory e della Text World Theory, il saggio prende in considerazione tre temi principali: la proiezione da parte dei personaggi o del narratore di scenari ipotetici, che, anche se non realizzati, hanno influenzato il corso degli eventi; il pensiero controfattuale in senso stretto (con particolare attenzione a Hdt. VII, 139); il non-pensiero (i casi nei quali il narratore riferisce i pensieri che un personaggio non ha avuto in determinate circostanze, ma che avrebbe potuto avere).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2552375
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