L’immigrazione in Italia è caratterizzata da una diffusione territoriale capillare, spesso silenziosa, fatta di piccoli rivoli comparativamente poco visibili rispetto al numero di persone che si contano nelle aree metropolitane, ma con un peso assai rilevante sulla quotidianità delle piccole società locali (Barberis 2007). Però troppo spesso la rapidità di questa evoluzione e le sue conseguenze sono ignorate o sottovalutate nella gestione della questione migratoria. Non è infrequente che i “centri” economici del sistema produttivo locale beneficino di una forza lavoro flessibile e a buon mercato, mentre aree più marginali o di transizione si vedano addossate, come ‘effetti collaterali’ del funzionamento dei liberi mercati della casa e del lavoro, gli oneri di gestione e di riproduzione di tale forza di lavoro, spesso eccedenti le risorse e le competenze della singola comunità locale (Bordandini & Cartocci 2009; Bressan & Tosi Cambini 2011). La carenza di modelli di risposta predefiniti a livello nazionale fa sì che la dimensione locale dell'integrazione assuma un ruolo di primissimo piano. In questo contributo presentiamo un caso che può esemplificare alcune forme che può assumere il modello italiano di insediamento migratorio.

Urbino 2. Doppi muri ai margini dei distretti industriali

BARBERIS, EDUARDO;
2012-01-01

Abstract

L’immigrazione in Italia è caratterizzata da una diffusione territoriale capillare, spesso silenziosa, fatta di piccoli rivoli comparativamente poco visibili rispetto al numero di persone che si contano nelle aree metropolitane, ma con un peso assai rilevante sulla quotidianità delle piccole società locali (Barberis 2007). Però troppo spesso la rapidità di questa evoluzione e le sue conseguenze sono ignorate o sottovalutate nella gestione della questione migratoria. Non è infrequente che i “centri” economici del sistema produttivo locale beneficino di una forza lavoro flessibile e a buon mercato, mentre aree più marginali o di transizione si vedano addossate, come ‘effetti collaterali’ del funzionamento dei liberi mercati della casa e del lavoro, gli oneri di gestione e di riproduzione di tale forza di lavoro, spesso eccedenti le risorse e le competenze della singola comunità locale (Bordandini & Cartocci 2009; Bressan & Tosi Cambini 2011). La carenza di modelli di risposta predefiniti a livello nazionale fa sì che la dimensione locale dell'integrazione assuma un ruolo di primissimo piano. In questo contributo presentiamo un caso che può esemplificare alcune forme che può assumere il modello italiano di insediamento migratorio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2596614
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