Scopo di questo progetto era valutare le risposte elettromiografiche di superficie (sEMG) e la percezione dello sforzo (RPE) all’esecuzione dell’esercizio contro resistenza di panca piana effettuato con differenti posizionamenti del carico, con differenti carichi relativi e con differenti velocità medie di sollevamento. Undici studenti universitari di sesso maschile hanno partecipato a sette sessioni sperimentali, le quali erano state disegnate per misurare i segnali sEMG (grande pettorale e capo lungo del tricipite di entrambi i lati) e i valori di RPE (scala OMNI-RES) per tutte le ripetizioni dell’esercizio effettuato combinando 2 posizionamenti del carico (largo e stretto), 3 carichi relativi (50%, 65%, e 80% di 1 ripetizione massima; 1-RM), e 3 potenze relative (50%, 70% e 90% della potenza massima; Pmax). L’area sotto la curva totale (AUCt) dei segnali sEMG tempo normalizzati è stata calcolata con il metodo dei trapezoidi, mentre la RPE all’insorgenza della fatica (RPEf) e la percentuale di ripetizioni alla fatica (%Rf) sono state determinate quando all’ispezione visiva delle ripetizioni si verificava un’involontaria riduzione della velocità di sollevamento (cioè la fatica). Sono state lanciate tre ANOVA a 3 vie per misure ripetute e le comparazioni a coppie con correzione di Bonferroni quando possibile. La significatività è stata fissata a p<0,05. I risultati hanno rivelato che il posizionamento del carico non esercita alcun effetto principale sui parametri studiati, mentre in associazione con la potenza, il posizionamento largo incrementa significativamente la AUCt (all’80% di 1-RM e 70% della Pmax) e riduce la %Rf con l’aumentare della potenza. Al contrario, il carico e la potenza esercitano degli effetti principali e degli effetti di interazione sui parametri studiati. Un incremento del carico o della potenza hanno infatti determinato un significativo incremento della AUCt e della RPEf, e una riduzione della %Rf. Combinate insieme, carico e potenza non hanno invece influito sulla AUCt e sulla RPEf, ma il loro incremento ha significativamente ridotto la %Rf con la posizione larga del carico. La combinazione carico per posizione non ha prodotto effetti significativi. 2 In conclusione, il posizionamento del carico influisce solo marginalmente sull’attivazione sEMG e sulla RPE, mentre il carico, e particolarmente la potenza, necessitano di essere prescritte con accuratezza perché il loro controllo determina sia differenti effetti sulla sEMG e sulla RPE, sia, con carichi e potenze esecutive alte, implicazioni legate al posizionamento del carico.

Attivazione muscolare e percezione dello sforzo nell’esercizio di ‘panca piana con bilanciere’ effettuato con differenti velocità esecutive e posizionamenti del carico

SHOAEI, VAHID
2015-01-01

Abstract

Scopo di questo progetto era valutare le risposte elettromiografiche di superficie (sEMG) e la percezione dello sforzo (RPE) all’esecuzione dell’esercizio contro resistenza di panca piana effettuato con differenti posizionamenti del carico, con differenti carichi relativi e con differenti velocità medie di sollevamento. Undici studenti universitari di sesso maschile hanno partecipato a sette sessioni sperimentali, le quali erano state disegnate per misurare i segnali sEMG (grande pettorale e capo lungo del tricipite di entrambi i lati) e i valori di RPE (scala OMNI-RES) per tutte le ripetizioni dell’esercizio effettuato combinando 2 posizionamenti del carico (largo e stretto), 3 carichi relativi (50%, 65%, e 80% di 1 ripetizione massima; 1-RM), e 3 potenze relative (50%, 70% e 90% della potenza massima; Pmax). L’area sotto la curva totale (AUCt) dei segnali sEMG tempo normalizzati è stata calcolata con il metodo dei trapezoidi, mentre la RPE all’insorgenza della fatica (RPEf) e la percentuale di ripetizioni alla fatica (%Rf) sono state determinate quando all’ispezione visiva delle ripetizioni si verificava un’involontaria riduzione della velocità di sollevamento (cioè la fatica). Sono state lanciate tre ANOVA a 3 vie per misure ripetute e le comparazioni a coppie con correzione di Bonferroni quando possibile. La significatività è stata fissata a p<0,05. I risultati hanno rivelato che il posizionamento del carico non esercita alcun effetto principale sui parametri studiati, mentre in associazione con la potenza, il posizionamento largo incrementa significativamente la AUCt (all’80% di 1-RM e 70% della Pmax) e riduce la %Rf con l’aumentare della potenza. Al contrario, il carico e la potenza esercitano degli effetti principali e degli effetti di interazione sui parametri studiati. Un incremento del carico o della potenza hanno infatti determinato un significativo incremento della AUCt e della RPEf, e una riduzione della %Rf. Combinate insieme, carico e potenza non hanno invece influito sulla AUCt e sulla RPEf, ma il loro incremento ha significativamente ridotto la %Rf con la posizione larga del carico. La combinazione carico per posizione non ha prodotto effetti significativi. 2 In conclusione, il posizionamento del carico influisce solo marginalmente sull’attivazione sEMG e sulla RPE, mentre il carico, e particolarmente la potenza, necessitano di essere prescritte con accuratezza perché il loro controllo determina sia differenti effetti sulla sEMG e sulla RPE, sia, con carichi e potenze esecutive alte, implicazioni legate al posizionamento del carico.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2629191
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