E' un saggio di filosofia politica applicata. Esso affronta la storia di Stefano Cucchi, la sua morte atroce, alla luce della presa di parola di sua sorella Ilaria. Ma è naturalmente informato sugli sviluppi giudiziari del caso. Circa le responsabilità delle forze di sicurezza, ma anche degli apparati di cura. Non di meno l'argomentazione si porta all'estremo confine dello stato di diritto, in un luogo oscuro della democrazia, nel passaggio in cui la legge eccepisce se stessa nella forma della sua sospensione. Essa rivela come la nuda vita sia la produzione di scarto dello stato d'eccezione. Nella prima parte del saggio, richiamando il pensiero di Giorgio Agamben sulla relazione di inclusione ed esclusione tra potere e nuda vita che istituisce lo stato d'eccezione in luogo del soggetto sovrano, si discute del caso Cucchi in una tensione critica con la teoria dei diritti fondamentali. Viene rappresentata in luogo dell'origine contrattualistica dello Stato una differente genealogia della violenza che istituisce e conserva il diritto. Il tema della colpevolezza della vita naturale e della vocazione mitica del diritto elaborati dal giovane Benjamin sono posti a confronto con i lineamenti fondamentali del garantismo penale. Particolare rilievo viene data alla questione dello stato di diritto, alla sua degenerazione in uno stato di eccezione, come pure alla deriva bio-politica degli apparati di sicurezza e di cura dello Stato che hanno preso in custodia, in carico, il corpo di Stefano abbandonandolo fuori dalla legge in un luogo di puro arbitrio. Nella seconda parte la riflessione si concentra sulla presa di parola di Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, che conduce una battaglia politica all'estremo limite del diritto, in cui sono in gioco ricerca della verità, esigenza di giustizia e rispetto della memoria per morte del fratello da far valere nei confronti di uno Stato che si presenta come irresponsabile oppure assente. In questo passaggio la ricerca affronta il tema del rapporto tra sorella e fratello, attraverso un'indagine che è insieme filosofica e antropologica. Non soltanto il legame di parentela, ma due diversi ordini di legge sono esposti nella città divisa. Ad essere interrogata è la tragedia greca. . Il saggio legge l'Antigone di Sofocle in un dialogo serrato con Hegel, consapevole che nella pagine della "Fenomenologia dello spirito" sia contenuto il motivo per cui è la sorella che reca la famiglia fuori dai suoi legami di sangue esponendola ad un rapporto critico, che ha il coraggio della verità, con le istituzioni . Il post scriptum del saggio mette a tema la questione della tortura (subita da Stefano Cucchi) attraverso un corpo a corpo con le idee di Jean Améry.

Una sorella va lontano. Esigenza di giustizia e vita offesa. Una mediazione sulla morte accidentale di Stefano Cucchi

Scalzo, domenico
2017-01-01

Abstract

E' un saggio di filosofia politica applicata. Esso affronta la storia di Stefano Cucchi, la sua morte atroce, alla luce della presa di parola di sua sorella Ilaria. Ma è naturalmente informato sugli sviluppi giudiziari del caso. Circa le responsabilità delle forze di sicurezza, ma anche degli apparati di cura. Non di meno l'argomentazione si porta all'estremo confine dello stato di diritto, in un luogo oscuro della democrazia, nel passaggio in cui la legge eccepisce se stessa nella forma della sua sospensione. Essa rivela come la nuda vita sia la produzione di scarto dello stato d'eccezione. Nella prima parte del saggio, richiamando il pensiero di Giorgio Agamben sulla relazione di inclusione ed esclusione tra potere e nuda vita che istituisce lo stato d'eccezione in luogo del soggetto sovrano, si discute del caso Cucchi in una tensione critica con la teoria dei diritti fondamentali. Viene rappresentata in luogo dell'origine contrattualistica dello Stato una differente genealogia della violenza che istituisce e conserva il diritto. Il tema della colpevolezza della vita naturale e della vocazione mitica del diritto elaborati dal giovane Benjamin sono posti a confronto con i lineamenti fondamentali del garantismo penale. Particolare rilievo viene data alla questione dello stato di diritto, alla sua degenerazione in uno stato di eccezione, come pure alla deriva bio-politica degli apparati di sicurezza e di cura dello Stato che hanno preso in custodia, in carico, il corpo di Stefano abbandonandolo fuori dalla legge in un luogo di puro arbitrio. Nella seconda parte la riflessione si concentra sulla presa di parola di Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, che conduce una battaglia politica all'estremo limite del diritto, in cui sono in gioco ricerca della verità, esigenza di giustizia e rispetto della memoria per morte del fratello da far valere nei confronti di uno Stato che si presenta come irresponsabile oppure assente. In questo passaggio la ricerca affronta il tema del rapporto tra sorella e fratello, attraverso un'indagine che è insieme filosofica e antropologica. Non soltanto il legame di parentela, ma due diversi ordini di legge sono esposti nella città divisa. Ad essere interrogata è la tragedia greca. . Il saggio legge l'Antigone di Sofocle in un dialogo serrato con Hegel, consapevole che nella pagine della "Fenomenologia dello spirito" sia contenuto il motivo per cui è la sorella che reca la famiglia fuori dai suoi legami di sangue esponendola ad un rapporto critico, che ha il coraggio della verità, con le istituzioni . Il post scriptum del saggio mette a tema la questione della tortura (subita da Stefano Cucchi) attraverso un corpo a corpo con le idee di Jean Améry.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2642102
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