Roma antica e il Medioevo: due mitomotori per costruire la storia della nazione e delle piccole patrie tra Risorgimento e Fascismo. In questo lavoro si esaminano i modi in cui, dal principio dell’Ottocento alla Seconda guerra mondiale, per costruire l’identità politico-culturale della nazione italiana vennero impiegati temi e simboli desunti dall’età classica e da quella medievale. Il vincolo con i retaggi del passato trovò in Italia modalità di espressione peculiari rispetto alle altre nazioni europee; in particolare, il percorso che viene qui descritto è quello della sempre più chiara gerarchizzazione delle due epoche, interpretate non come contrapposte, bensì integrate. La prima, la classicità romana, andò a significare la nazione nella sua unità e nella sua rinnovata potenza; la seconda, il medioevo, servì invece a raccontare la nazione nella sua costruzione composita a partire dalle prospere città fiorite nel periodo comunale. Tra i molti possibili, due esempi sono emblematici di questo linguaggio politico: il Vittoriano di Roma, in cui la statua della dea Roma campeggia sotto le statue delle maggiori città italiane, che a loro volta fanno da basamento alla statua del re d’Italia, e la scelta di chiamare, durante il Fascismo, rispettivamente “Dux” il capo del governo e “podestà” i capi delle singole amministrazioni comunali. Ancient Rome and the Middle Ages: two “myth-making forces” in constructing the history of the nation and small homelands during the Risorgimento and Fascism. This study considers how, from the early nineteenth century to the Second World War, themes and symbols borrowed from Antiquity and the Middle Ages were enlisted to construct the political and cultural identity of the Italian nation. The bond with the legacies of the past in Italy took on peculiar forms compared to other European nations. The development described here reveals an increasingly clear hierarchy of the two periods, interpreted not as opposed but integrated. The first, 186 Classical Rome, was adopted to stand for the nation in terms of unity and refound power; the second, the Middle Ages, was used to narrate a nation and its composite construction, starting from the prosperous cities that flourished in the age of the communes. Among the many possible examples, two are particularly emblematic of this political language: the Vittoriano monument in Rome, with the statue of the deity Roma depicted beneath the statues of the largest Italian cities, which in turn form the base of the statue of the King of Italy; and the choice during the Fascist period to call the head of government Dux and the heads of local communal administrations podestà.

Roma antica e il Medioevo: due mitomotori per costruire la storia della nazione e delle ‘piccole patrie’ tra Risorgimento e Fascismo

DI CARPEGNA GABRIELLI FALCONIERI, TOMMASO
2017-01-01

Abstract

Roma antica e il Medioevo: due mitomotori per costruire la storia della nazione e delle piccole patrie tra Risorgimento e Fascismo. In questo lavoro si esaminano i modi in cui, dal principio dell’Ottocento alla Seconda guerra mondiale, per costruire l’identità politico-culturale della nazione italiana vennero impiegati temi e simboli desunti dall’età classica e da quella medievale. Il vincolo con i retaggi del passato trovò in Italia modalità di espressione peculiari rispetto alle altre nazioni europee; in particolare, il percorso che viene qui descritto è quello della sempre più chiara gerarchizzazione delle due epoche, interpretate non come contrapposte, bensì integrate. La prima, la classicità romana, andò a significare la nazione nella sua unità e nella sua rinnovata potenza; la seconda, il medioevo, servì invece a raccontare la nazione nella sua costruzione composita a partire dalle prospere città fiorite nel periodo comunale. Tra i molti possibili, due esempi sono emblematici di questo linguaggio politico: il Vittoriano di Roma, in cui la statua della dea Roma campeggia sotto le statue delle maggiori città italiane, che a loro volta fanno da basamento alla statua del re d’Italia, e la scelta di chiamare, durante il Fascismo, rispettivamente “Dux” il capo del governo e “podestà” i capi delle singole amministrazioni comunali. Ancient Rome and the Middle Ages: two “myth-making forces” in constructing the history of the nation and small homelands during the Risorgimento and Fascism. This study considers how, from the early nineteenth century to the Second World War, themes and symbols borrowed from Antiquity and the Middle Ages were enlisted to construct the political and cultural identity of the Italian nation. The bond with the legacies of the past in Italy took on peculiar forms compared to other European nations. The development described here reveals an increasingly clear hierarchy of the two periods, interpreted not as opposed but integrated. The first, 186 Classical Rome, was adopted to stand for the nation in terms of unity and refound power; the second, the Middle Ages, was used to narrate a nation and its composite construction, starting from the prosperous cities that flourished in the age of the communes. Among the many possible examples, two are particularly emblematic of this political language: the Vittoriano monument in Rome, with the statue of the deity Roma depicted beneath the statues of the largest Italian cities, which in turn form the base of the statue of the King of Italy; and the choice during the Fascist period to call the head of government Dux and the heads of local communal administrations podestà.
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