Con il rilievo digitale e la creazione di modelli tridimensionali, si ha la possibilità di documentare e valutare lo stato di fatto delle opere d’arte al momento del rilievo, costituendo una base informativa essenziale per le operazioni successive di restauro. Diverse sono le modalità di acquisizione e di rappresentazione che si sono sviluppate nel corso degli ultimi anni, alcune delle quali si avvalgono di strumentazioni e software molto accessibili per chi lavora nel settore dei beni culturali. Alcuni programmi sono in grado di integrare la capacità di una ricostruzione tridimensionale georeferenziata con un’elaborazione grafica avanzata, servendosi di semplici fotocamere digitali. Su questi principi si basa la fotomodellazione metodo di rilievo 3D applicato all’opera Ricostruzione del dinosauro di Pino Pascali presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma. In generale la tecnica può essere condotta per elaborare un progetto di restauro, visualizzando le eventuali modifiche che si potrebbero attuare nella realtà, valutandone visivamente gli effetti. In alcuni casi però ci si trova di fronte a situazioni in cui il bene non è suscettibile di restauro, ad esempio quando vi è l’impossibilità di reintegrare una lacuna, e allora ci si può avvalere della restituzione grafica per eseguire un restauro virtuale: ritoccando graficamente la texture e la geometria, si può ricostruire lo status quo dell’opera. Altre possibili applicazioni della tecnica di rilievo sono impiegate per simulazioni, didattica, animazione, cartografia, gestione territoriale (GIS), monitoraggio, ecc. Indicati alcuni degli utilizzi che si possono attuare, si evidenzia come la metodologia di rilievo 3D, diviene uno strumento di indubbia utilità sia per le opere d’arte, poiché descrive, con risultati straordinari, i dati rilevati grazie ad una interpretazione geometrica della forma che essi descrivono. Sull’opera sono stati messi a confronto sistemi di rilievo laser scanner con sistemi di fotomodellazione per valutarne limiti, accuratezza e possibilità nell’ambito della documentazione utile per la movimentazione e conservazione delle opere d’arte. Infine i modelli 3D sono stati integrati in sistemi di “condition report” per verificare le potenzialità della tridimensionalità come strumento di lavoro all’interno di ambienti espositivi.

DOCUMENTAZIONE E RILIEVO TRIDIMENSIONALE DELL’OPERA DI PINO PASCALI PRESSO LA GALLERIA NAZIONALE D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI ROMA

BARATIN, LAURA;
2016-01-01

Abstract

Con il rilievo digitale e la creazione di modelli tridimensionali, si ha la possibilità di documentare e valutare lo stato di fatto delle opere d’arte al momento del rilievo, costituendo una base informativa essenziale per le operazioni successive di restauro. Diverse sono le modalità di acquisizione e di rappresentazione che si sono sviluppate nel corso degli ultimi anni, alcune delle quali si avvalgono di strumentazioni e software molto accessibili per chi lavora nel settore dei beni culturali. Alcuni programmi sono in grado di integrare la capacità di una ricostruzione tridimensionale georeferenziata con un’elaborazione grafica avanzata, servendosi di semplici fotocamere digitali. Su questi principi si basa la fotomodellazione metodo di rilievo 3D applicato all’opera Ricostruzione del dinosauro di Pino Pascali presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma. In generale la tecnica può essere condotta per elaborare un progetto di restauro, visualizzando le eventuali modifiche che si potrebbero attuare nella realtà, valutandone visivamente gli effetti. In alcuni casi però ci si trova di fronte a situazioni in cui il bene non è suscettibile di restauro, ad esempio quando vi è l’impossibilità di reintegrare una lacuna, e allora ci si può avvalere della restituzione grafica per eseguire un restauro virtuale: ritoccando graficamente la texture e la geometria, si può ricostruire lo status quo dell’opera. Altre possibili applicazioni della tecnica di rilievo sono impiegate per simulazioni, didattica, animazione, cartografia, gestione territoriale (GIS), monitoraggio, ecc. Indicati alcuni degli utilizzi che si possono attuare, si evidenzia come la metodologia di rilievo 3D, diviene uno strumento di indubbia utilità sia per le opere d’arte, poiché descrive, con risultati straordinari, i dati rilevati grazie ad una interpretazione geometrica della forma che essi descrivono. Sull’opera sono stati messi a confronto sistemi di rilievo laser scanner con sistemi di fotomodellazione per valutarne limiti, accuratezza e possibilità nell’ambito della documentazione utile per la movimentazione e conservazione delle opere d’arte. Infine i modelli 3D sono stati integrati in sistemi di “condition report” per verificare le potenzialità della tridimensionalità come strumento di lavoro all’interno di ambienti espositivi.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2647877
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