L’immigrazione ormai accompagna la nostra vita, le nostre giornate. È un capitolo importante e ricorrente dello “spettacolo della vita”, che scorre sugli schermi e sulle pagine dei media. Senza soluzione di continuità. D'altronde, i flussi di migranti non cessano, soprattutto dalle coste nord africane. E gli sbarchi proseguono, frequenti. Come le tragedie delle imbarcazioni che si inabissano. E lasciano affondare il loro carico di vite – meglio, peggio: di morte – in fondo al mare. Divenuto, ormai, un cimitero senza lapidi. Senza lacrime. Perché ormai ci siamo abituati alle tragedie. E non ci impressionano più di tanto. D'altronde, come piangere vittime senza volto e senza nome?

L'invasione mediale degli immigrati senza volto

Ilvo Diamanti
2016-01-01

Abstract

L’immigrazione ormai accompagna la nostra vita, le nostre giornate. È un capitolo importante e ricorrente dello “spettacolo della vita”, che scorre sugli schermi e sulle pagine dei media. Senza soluzione di continuità. D'altronde, i flussi di migranti non cessano, soprattutto dalle coste nord africane. E gli sbarchi proseguono, frequenti. Come le tragedie delle imbarcazioni che si inabissano. E lasciano affondare il loro carico di vite – meglio, peggio: di morte – in fondo al mare. Divenuto, ormai, un cimitero senza lapidi. Senza lacrime. Perché ormai ci siamo abituati alle tragedie. E non ci impressionano più di tanto. D'altronde, come piangere vittime senza volto e senza nome?
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2656288
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