Il presente saggio è composto da tre parti distinte, ma al tempo stesso tra loro collegate. La prima di inquadramento teorico del concetto sociologico di generazione, la seconda dedicata a un’analisi diacronica sulle radici culturali del disagio contemporaneo, la terza infine tesa a operare una rilettura della psicoanalisi freudiana e di alcuni suoi interpreti. Si tratta in buona parte di cose già pubblicate – sebbene qui elaborate in una configurazione inedita – che, tuttavia, mi pare di un certo interesse proporre insieme, se non altro perché un filo rosso le attraversa: il convincimento, maturato nel tempo tramite alcune esperienze di ricerca, dell’infruttuosità di separare in compartimenti stagni questi tre importanti argomenti. Ma c’è anche un altro tratto significativo che lega in modo forse ancora più fecondo i contributi di seguito presentati, e che riguarda una mia inderogabile esigenza euristica: quella di individuare, proprio a partire dalle diverse forme del disagio individuale, ciò che unisce in un unico movimento gli universi generazionali della nostra storia (non solo) recente. Cosi da lasciare intravedere, sulla spinta creativa del discorso psicoanalitico e con un po’ di immaginazione sociologica, nuove ipotesi di indagine su un tema di rilevanza strategica come quello dell’educazione in un sistema-mondo sempre più articolato e complesso.

Il disagio delle generazioni

Giorgio Manfré
2018-01-01

Abstract

Il presente saggio è composto da tre parti distinte, ma al tempo stesso tra loro collegate. La prima di inquadramento teorico del concetto sociologico di generazione, la seconda dedicata a un’analisi diacronica sulle radici culturali del disagio contemporaneo, la terza infine tesa a operare una rilettura della psicoanalisi freudiana e di alcuni suoi interpreti. Si tratta in buona parte di cose già pubblicate – sebbene qui elaborate in una configurazione inedita – che, tuttavia, mi pare di un certo interesse proporre insieme, se non altro perché un filo rosso le attraversa: il convincimento, maturato nel tempo tramite alcune esperienze di ricerca, dell’infruttuosità di separare in compartimenti stagni questi tre importanti argomenti. Ma c’è anche un altro tratto significativo che lega in modo forse ancora più fecondo i contributi di seguito presentati, e che riguarda una mia inderogabile esigenza euristica: quella di individuare, proprio a partire dalle diverse forme del disagio individuale, ciò che unisce in un unico movimento gli universi generazionali della nostra storia (non solo) recente. Cosi da lasciare intravedere, sulla spinta creativa del discorso psicoanalitico e con un po’ di immaginazione sociologica, nuove ipotesi di indagine su un tema di rilevanza strategica come quello dell’educazione in un sistema-mondo sempre più articolato e complesso.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2661280
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