Nonostante la presenza già in epoca greco-romana di istituti giuridici relativi al traffico commerciale, dotati di una loro autonomia e con caratteristiche protocapitalistiche, è solo nel periodo dell'età intermedia e nei secoli successivi che si afferma un sistema normativo autonomo del diritto commerciale, collegato anche alla nascita della nuova classe mercantile borghese. Fra i vari istituti che caratterizzano questo sviluppo, un posto particolare assume la società anonima, nella forma della corporation, in quanto rappresenta l'istituto idoneo alla raccolta degli ingenti capitali necessari, inizialmente, per lo svolgimento dell'attività di sfruttamento delle risorse coloniali, e successivamente, per l'instaurarsi della rivoluzione industriale capitalistica. Diversi studi di carattere storico dimostrano come l'affermarsi di questa forma giuridica sia strettamente condizionato dall'instaurazione di sistemi politici volti a riconosce diritti di proprietà e libertà individuale, e quindi all'introduzione dello stato liberale moderno, in contrapposizione ai regimi improntati al dispotismo. Il mercato diviene così il luogo del riconoscimento delle libertà individuali, e, per effetto, delle nascenti teorie economiche, che si collocano inizialmente all'interno della filosofia morale, il luogo di esercizio delle virtù legate a tali libertà. Quando tuttavia, nella fase evolutiva successiva del pensiero economico, l'approccio razionalista si sostituisce al pensiero classico delle origini, il mercato perde il suo collegamento con le virtù umani e civili, per divenire esso stesso incarnazione della virtù, rappresentata dalla sua asserita razionalità e dalla sua efficienza.

“Mercato, libertà, virtù fra il Medioevo e l’età moderna”

Elisabetta Righini
2018-01-01

Abstract

Nonostante la presenza già in epoca greco-romana di istituti giuridici relativi al traffico commerciale, dotati di una loro autonomia e con caratteristiche protocapitalistiche, è solo nel periodo dell'età intermedia e nei secoli successivi che si afferma un sistema normativo autonomo del diritto commerciale, collegato anche alla nascita della nuova classe mercantile borghese. Fra i vari istituti che caratterizzano questo sviluppo, un posto particolare assume la società anonima, nella forma della corporation, in quanto rappresenta l'istituto idoneo alla raccolta degli ingenti capitali necessari, inizialmente, per lo svolgimento dell'attività di sfruttamento delle risorse coloniali, e successivamente, per l'instaurarsi della rivoluzione industriale capitalistica. Diversi studi di carattere storico dimostrano come l'affermarsi di questa forma giuridica sia strettamente condizionato dall'instaurazione di sistemi politici volti a riconosce diritti di proprietà e libertà individuale, e quindi all'introduzione dello stato liberale moderno, in contrapposizione ai regimi improntati al dispotismo. Il mercato diviene così il luogo del riconoscimento delle libertà individuali, e, per effetto, delle nascenti teorie economiche, che si collocano inizialmente all'interno della filosofia morale, il luogo di esercizio delle virtù legate a tali libertà. Quando tuttavia, nella fase evolutiva successiva del pensiero economico, l'approccio razionalista si sostituisce al pensiero classico delle origini, il mercato perde il suo collegamento con le virtù umani e civili, per divenire esso stesso incarnazione della virtù, rappresentata dalla sua asserita razionalità e dalla sua efficienza.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2662902
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