Il saggio affronta il nodo portante della mostra, vale a dire quanto e come la presenza e l'attività cospicua di un astro del pari di Orazio Gentileschi a Fabriano abbia effettivamente indirizzato una diffusione, nel territorio, della pittura segnata dal verbo caravaggesco e più in generale naturalista, nella rivoluzionaria matrice inaugurata dal grande lombardo a Roma. In questa inedita prospettiva, il saggio analizza sviluppi, presenze e passaggi di opere e artisti, tra le Marche e Roma, ricavando affinità e divergenze, dando sempre spunti di confronti concreti sulle opere, a partire da eredità, come quella baroccesca, già proiettata a nuove strade naturaliste e, accanto, una propensione verso declinazioni classiciste che, in molti casi, proprio nella mescolanza con le novità caravaggesche, anche grazie al ruolo di Gentileschi, originano linguaggi personalissimi e innovativi, in un quadro di profondi cambiamenti. Accanto ad alcune opere-guida, delle quali si cerca di mettere in luce nuove relazioni e interpretazioni, sono diverse le novità, sia di dipinti che di proposte attributive, nonché di sguardi possibili tra artisti, talora solo apparentemente distanti ma che sul terreno di una nuova prospettiva di indagine rivelano incroci documentabili, parlanti e che stimolano nuovi approcci di comprensione, rendendo imprescindibile, oggi più che mai, lo studio dei fenomeni storico-artistici nella tensione vitale tra centro e periferia.

La luce e i silenzi. Orazio Gentileschi e la pittura caravaggesca nelle Marche. Diario di viaggio

Anna Maria Ambrosini Massari
2019-01-01

Abstract

Il saggio affronta il nodo portante della mostra, vale a dire quanto e come la presenza e l'attività cospicua di un astro del pari di Orazio Gentileschi a Fabriano abbia effettivamente indirizzato una diffusione, nel territorio, della pittura segnata dal verbo caravaggesco e più in generale naturalista, nella rivoluzionaria matrice inaugurata dal grande lombardo a Roma. In questa inedita prospettiva, il saggio analizza sviluppi, presenze e passaggi di opere e artisti, tra le Marche e Roma, ricavando affinità e divergenze, dando sempre spunti di confronti concreti sulle opere, a partire da eredità, come quella baroccesca, già proiettata a nuove strade naturaliste e, accanto, una propensione verso declinazioni classiciste che, in molti casi, proprio nella mescolanza con le novità caravaggesche, anche grazie al ruolo di Gentileschi, originano linguaggi personalissimi e innovativi, in un quadro di profondi cambiamenti. Accanto ad alcune opere-guida, delle quali si cerca di mettere in luce nuove relazioni e interpretazioni, sono diverse le novità, sia di dipinti che di proposte attributive, nonché di sguardi possibili tra artisti, talora solo apparentemente distanti ma che sul terreno di una nuova prospettiva di indagine rivelano incroci documentabili, parlanti e che stimolano nuovi approcci di comprensione, rendendo imprescindibile, oggi più che mai, lo studio dei fenomeni storico-artistici nella tensione vitale tra centro e periferia.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2670340
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