La galassia delle opportunità formative determinate dal sistema educativo pubblico italiano, dominante in un sistema in cui alla componente privata è spesso affidato un ruolo subalterno, individua in alcuni particolari settori forme elettive, destinate a soggetti portatori di peculiari attitudini, difficilmente valorizzabili in un sistema generalista. In questo campo, un ruolo peculiare viene rivestito dalle istituzioni dedicate alla cultura e alla pratica musicale. L’indagine, caratterizzata come studio pilota, mette a confronto tre Conservatori musicali, appartenenti a contesti territoriali diversi, cercando di costruire un quadro informativo relativo alle aspettative, ai percorsi formativi e alle realizzazioni professionali degli studenti. Facendo seguito ad una serie di investigazioni preliminari (colloqui, interviste, focus group), condotte con la fattiva partecipazione della Dirigenza, del personale Docente e degli studenti, è stato prodotto e distribuito un questionario aventi lo scopo di definire operativamente e censire i costrutti delineati. Pur con tutti i limiti imposti alla formazione e, soprattutto, alla rappresentatività del corpo dei dati ottenuti, l’indagine permette di delineare alcuni scenari utili a focalizzare l’attenzione sulla realtà dei Conservatori. Lo sguardo attento, rivolto all’interno, è da considerare indispensabile per riflettere sulla struttura organizzativa e portare alla luce il problema dell’educazione e della formazione musicale, a partire da come emerge dal percorso storico. Un equilibrio instabile nel corso degli anni ha cercato di mantenere insieme identità e formazioni eterogenee, rivolte alla ricerca di uno sviluppo coerente, per coglierne la logica che ne prefigura l’evoluzione. Qui, come in altri contesti, la difficile sfida sembra dunque essere quella di coniugare il rigore della formazione d’eccellenza con i necessari adeguamenti indotti dai repentini mutamenti in atto.

Uno studio pilota nei conservatori musicali italiani

Mario Corsi
;
2019-01-01

Abstract

La galassia delle opportunità formative determinate dal sistema educativo pubblico italiano, dominante in un sistema in cui alla componente privata è spesso affidato un ruolo subalterno, individua in alcuni particolari settori forme elettive, destinate a soggetti portatori di peculiari attitudini, difficilmente valorizzabili in un sistema generalista. In questo campo, un ruolo peculiare viene rivestito dalle istituzioni dedicate alla cultura e alla pratica musicale. L’indagine, caratterizzata come studio pilota, mette a confronto tre Conservatori musicali, appartenenti a contesti territoriali diversi, cercando di costruire un quadro informativo relativo alle aspettative, ai percorsi formativi e alle realizzazioni professionali degli studenti. Facendo seguito ad una serie di investigazioni preliminari (colloqui, interviste, focus group), condotte con la fattiva partecipazione della Dirigenza, del personale Docente e degli studenti, è stato prodotto e distribuito un questionario aventi lo scopo di definire operativamente e censire i costrutti delineati. Pur con tutti i limiti imposti alla formazione e, soprattutto, alla rappresentatività del corpo dei dati ottenuti, l’indagine permette di delineare alcuni scenari utili a focalizzare l’attenzione sulla realtà dei Conservatori. Lo sguardo attento, rivolto all’interno, è da considerare indispensabile per riflettere sulla struttura organizzativa e portare alla luce il problema dell’educazione e della formazione musicale, a partire da come emerge dal percorso storico. Un equilibrio instabile nel corso degli anni ha cercato di mantenere insieme identità e formazioni eterogenee, rivolte alla ricerca di uno sviluppo coerente, per coglierne la logica che ne prefigura l’evoluzione. Qui, come in altri contesti, la difficile sfida sembra dunque essere quella di coniugare il rigore della formazione d’eccellenza con i necessari adeguamenti indotti dai repentini mutamenti in atto.
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