Il saggio si propone una lettura filosofico-politica dello scritto di Walter Benjamin Il dramma barocco tedesco. Il primo passo è comprendere il posto preminente che l’opera occupa lungo l’itinerario di pensiero del suo autore. Il confronto con la posizione di Adorno è preliminare ad ogni suo commento e critica. Si incrocerà lo sguardo di Medusa che Benjamin riconosceva alla modernità e Adorno attribuiva ai suoi stessi occhi. Il suo doppio iconologico sarà La testa di Medusa dipinta dal Caravaggio, ora conservata nelle gallerie degli Uffizi di Firenze. In particolare il saggio sviluppa l’idea di rappresentazione che è contenuta nella premessa gnoseologica dello scritto sia per gli aspetti ontologici sia per quelli storici che essa presenta. Attraverso di essa ad essere in questione è da una parte la genesi della modernità europea, dall’altra il concetto di sovranità dello Stato che alla rappresentazione si accompagna come un’ombra, essendo la sua mano più intima. Il teatro barocco della politica moderna si rappresenta nell’Amleto di Shakespeare ancor prima che nel frontespizio del Leviatano di Hobbes. Sulla scena compariranno i vivi e i morti, presenze e fantasmi. Il confronto è con Carl Schmitt, la cui idea di decisione politica e di stato di eccezione matura in un dialogo di pensiero con Benjamin. Si indagherà la tragedia del potere secondo una prospettiva teologico-politica e storico-politica. Attraverso un testo che con Il dramma barocco tedesco compone un dittico speciale, Il doppio corpo del re di Kantorowicz, si rifletterà infine sull’evento della grande Rivoluzione Inglese. L’idea che precipita nella terra a volte desolata della contemporaneità politica è che a bene vedere la rappresentazione politica può rivelare il vuoto, la vacuità, che attraversa il Regno dopo tanta gloria dissipata. Che il populismo di cui oggi si discute non trovi qui la sua prima radice?

L'intima mano della rappresentazione e lo sguardo di Medusa

Domenico Scalzo
2020

Abstract

Il saggio si propone una lettura filosofico-politica dello scritto di Walter Benjamin Il dramma barocco tedesco. Il primo passo è comprendere il posto preminente che l’opera occupa lungo l’itinerario di pensiero del suo autore. Il confronto con la posizione di Adorno è preliminare ad ogni suo commento e critica. Si incrocerà lo sguardo di Medusa che Benjamin riconosceva alla modernità e Adorno attribuiva ai suoi stessi occhi. Il suo doppio iconologico sarà La testa di Medusa dipinta dal Caravaggio, ora conservata nelle gallerie degli Uffizi di Firenze. In particolare il saggio sviluppa l’idea di rappresentazione che è contenuta nella premessa gnoseologica dello scritto sia per gli aspetti ontologici sia per quelli storici che essa presenta. Attraverso di essa ad essere in questione è da una parte la genesi della modernità europea, dall’altra il concetto di sovranità dello Stato che alla rappresentazione si accompagna come un’ombra, essendo la sua mano più intima. Il teatro barocco della politica moderna si rappresenta nell’Amleto di Shakespeare ancor prima che nel frontespizio del Leviatano di Hobbes. Sulla scena compariranno i vivi e i morti, presenze e fantasmi. Il confronto è con Carl Schmitt, la cui idea di decisione politica e di stato di eccezione matura in un dialogo di pensiero con Benjamin. Si indagherà la tragedia del potere secondo una prospettiva teologico-politica e storico-politica. Attraverso un testo che con Il dramma barocco tedesco compone un dittico speciale, Il doppio corpo del re di Kantorowicz, si rifletterà infine sull’evento della grande Rivoluzione Inglese. L’idea che precipita nella terra a volte desolata della contemporaneità politica è che a bene vedere la rappresentazione politica può rivelare il vuoto, la vacuità, che attraversa il Regno dopo tanta gloria dissipata. Che il populismo di cui oggi si discute non trovi qui la sua prima radice?
2020
978-88-32241-06-8
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2677826
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