Il saggio non condivide la prospettiva di analisi di chi ritiene che la democrazia sia un frutto del capitalismo e della sua necessità di legittimazione, ma rintraccia invece le radici della democrazia moderna nella distinzione tra sfera politica e sfera economica e nel confinamento della prima a luogo di legittimazione del diritto di proprietà e del meccanismo di accumulazione del valore e di accrescimento delle diseguaglianze che è proprio del capitalismo. Più funzionale appare invece il rapporto tra democrazia e mercato. Entrambe sono arene di esercizio del potere, ed entrambe le arene producono oligarchie che beneficiano di posizioni dominanti ma, nella misura in cui sono arene aperte e contendibili, vedono anche l'ingresso di nuovi soggetti portatori di istanze egualitarie. L'accumulazione del capitale tende a soggiogare le istanze egualitarie del mercato come quelle della democrazia. Il mercato ha perciò bisogno delle istanze egualitarie della democrazia per ridurre la tendenza del capitalismo a generare diseguaglianze, mentre la democrazia si può nutrire del pluralismo economico e sociale del mercato per combattere la tendenza delle sue oligarchie a chiudersi a difesa delle proprie rendite di posizione. La cultura neoliberista, radicando la convinzione che il mercato sia il meccanismo principe della attribuzione del valore e della valutazione del merito sociale e individuale, ha innescato un discorso politico che depotenzia la democrazia a favore del mercato favorendo così la crescita di quelle diseguaglianze che minano la legittimità della democrazia come strumento inclusivo di benessere e sicurezza sociale. Essendo ormai le persone educate ad accettare il mercato nella sua veste inegualitaria, riversano invece sul gioco democratico le loro frustrazioni di sicurezza sociale inappagata. Lo squilibrio del favore del mercato, dominato dal capitalismo, produce perciò una debolezza della democrazia e della sua capacità di riequilibriare gli eccessi nella diseguaglianza di opportunità che pure è la principale fonte di legittimazione sociale del discorso retorico con cui il capitalismo giustifica la sua inevitabile tendenza inegualitaria. The essay does not share the perspective of analysis of those who believe that democracy is a fruit of capitalism and its need for legitimacy, but instead traces the roots of modern democracy in the distinction between the political and economic spheres and in the confinement of the former to the place of legitimation of the right of property and of the mechanism of accumulation of value and the increase of inequalities which is typical of capitalism. The relationship between democracy and the market appears to be more functional. Both are arenas for the exercise of power, and both arenas produce oligarchies that benefit from dominant positions but, to the extent that they are open and contestable arenas, they also see the entry of new subjects with egalitarian demands. The accumulation of capital tends to subjugate the egalitarian demands of the market as well as those of democracy. The market therefore needs the egalitarian demands of democracy to reduce the tendency of capitalism to generate inequalities, while democracy can feed on the economic and social pluralism of the market to combat the tendency of its oligarchies to close themselves in defense of their own position rents. The neoliberal culture, by taking root the belief that the market is the main mechanism of the attribution of value and of the evaluation of social and individual merit, has triggered a political discourse that weakens democracy in favor of the market, thus favoring the growth of those inequalities that undermine legitimacy of democracy as an inclusive instrument of welfare and social security. Since people are now educated to accept the market in its inegalitarian guise, they instead pour their frustrations of unsatisfied social security onto the democratic game. The imbalance of the market's favor, dominated by capitalism, therefore produces a weakness of democracy and its ability to rebalance the excesses in the inequality of opportunity which is also the main source of social legitimation of the rhetorical discourse with which capitalism justifies its inevitable tendency to be unfair.

Il conflitto generativo tra capitalismo e democrazia

Nicola Giannelli
Writing – Original Draft Preparation
2020-01-01

Abstract

Il saggio non condivide la prospettiva di analisi di chi ritiene che la democrazia sia un frutto del capitalismo e della sua necessità di legittimazione, ma rintraccia invece le radici della democrazia moderna nella distinzione tra sfera politica e sfera economica e nel confinamento della prima a luogo di legittimazione del diritto di proprietà e del meccanismo di accumulazione del valore e di accrescimento delle diseguaglianze che è proprio del capitalismo. Più funzionale appare invece il rapporto tra democrazia e mercato. Entrambe sono arene di esercizio del potere, ed entrambe le arene producono oligarchie che beneficiano di posizioni dominanti ma, nella misura in cui sono arene aperte e contendibili, vedono anche l'ingresso di nuovi soggetti portatori di istanze egualitarie. L'accumulazione del capitale tende a soggiogare le istanze egualitarie del mercato come quelle della democrazia. Il mercato ha perciò bisogno delle istanze egualitarie della democrazia per ridurre la tendenza del capitalismo a generare diseguaglianze, mentre la democrazia si può nutrire del pluralismo economico e sociale del mercato per combattere la tendenza delle sue oligarchie a chiudersi a difesa delle proprie rendite di posizione. La cultura neoliberista, radicando la convinzione che il mercato sia il meccanismo principe della attribuzione del valore e della valutazione del merito sociale e individuale, ha innescato un discorso politico che depotenzia la democrazia a favore del mercato favorendo così la crescita di quelle diseguaglianze che minano la legittimità della democrazia come strumento inclusivo di benessere e sicurezza sociale. Essendo ormai le persone educate ad accettare il mercato nella sua veste inegualitaria, riversano invece sul gioco democratico le loro frustrazioni di sicurezza sociale inappagata. Lo squilibrio del favore del mercato, dominato dal capitalismo, produce perciò una debolezza della democrazia e della sua capacità di riequilibriare gli eccessi nella diseguaglianza di opportunità che pure è la principale fonte di legittimazione sociale del discorso retorico con cui il capitalismo giustifica la sua inevitabile tendenza inegualitaria. The essay does not share the perspective of analysis of those who believe that democracy is a fruit of capitalism and its need for legitimacy, but instead traces the roots of modern democracy in the distinction between the political and economic spheres and in the confinement of the former to the place of legitimation of the right of property and of the mechanism of accumulation of value and the increase of inequalities which is typical of capitalism. The relationship between democracy and the market appears to be more functional. Both are arenas for the exercise of power, and both arenas produce oligarchies that benefit from dominant positions but, to the extent that they are open and contestable arenas, they also see the entry of new subjects with egalitarian demands. The accumulation of capital tends to subjugate the egalitarian demands of the market as well as those of democracy. The market therefore needs the egalitarian demands of democracy to reduce the tendency of capitalism to generate inequalities, while democracy can feed on the economic and social pluralism of the market to combat the tendency of its oligarchies to close themselves in defense of their own position rents. The neoliberal culture, by taking root the belief that the market is the main mechanism of the attribution of value and of the evaluation of social and individual merit, has triggered a political discourse that weakens democracy in favor of the market, thus favoring the growth of those inequalities that undermine legitimacy of democracy as an inclusive instrument of welfare and social security. Since people are now educated to accept the market in its inegalitarian guise, they instead pour their frustrations of unsatisfied social security onto the democratic game. The imbalance of the market's favor, dominated by capitalism, therefore produces a weakness of democracy and its ability to rebalance the excesses in the inequality of opportunity which is also the main source of social legitimation of the rhetorical discourse with which capitalism justifies its inevitable tendency to be unfair.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2681576
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