Questo contributo intende analizzare la dimensione mediatica del discorso sulle SAE, le Soluzioni Abitative di Emergenza predisposte come risposta istituzionale all’emergenza abitativa causata dalle sequenze sismiche che hanno avuto luogo lungo nell’Appennino Centrale (2016-2017). Non ci soffermeremo sul modo in cui è costruita la notizia del terremoto e sulla reazione a caldo dell’ecosistema mediatico. Ciò che ci interessa è il modo in cui si parla dell’abitare e delle SAE: qual è il teatro attoriale che viene presentato? In che modo è delimitato lo spazio discorsivo della notiziabilità? In che modo il funzionamento di retoriche e stereotipi nel dibattito fa emergere delle isotopie? Per individuare i filoni discorsivi più rilevanti consideriamo la pertinenza dei testi in base alla diffusione delle testate e alla capacità delle stesse incidere nel discorso pubblico. L’ipotesi riguarda la tematizzazione della pratica abitativa nelle SAE. Emerge infatti come questo tema sia informato da alcune retoriche utili a normalizzare il tema complesso e controverso dell’abitare nel post-terremoto. La ricerca mostra come a livello mediatico si sia in molti casi persa l’occasione per aprire un dibattito sul costo/opportunità delle SAE e sull’abitare, inteso come processo di adattamento, ri-costruzione del vissuto che si confronta con un paesaggio in trasformazione. Piuttosto si sono verificate delle fiammate che hanno annacquato la narrazione, con figure e retoriche che hanno modellizzato il dibattito, normalizzandone i punti politici.

Beffati e dimenticati. Figure e retoriche del dibattito sulle Soluzioni Abitative di Emergenza

Enrico Mariani
Writing – Original Draft Preparation
2020-01-01

Abstract

Questo contributo intende analizzare la dimensione mediatica del discorso sulle SAE, le Soluzioni Abitative di Emergenza predisposte come risposta istituzionale all’emergenza abitativa causata dalle sequenze sismiche che hanno avuto luogo lungo nell’Appennino Centrale (2016-2017). Non ci soffermeremo sul modo in cui è costruita la notizia del terremoto e sulla reazione a caldo dell’ecosistema mediatico. Ciò che ci interessa è il modo in cui si parla dell’abitare e delle SAE: qual è il teatro attoriale che viene presentato? In che modo è delimitato lo spazio discorsivo della notiziabilità? In che modo il funzionamento di retoriche e stereotipi nel dibattito fa emergere delle isotopie? Per individuare i filoni discorsivi più rilevanti consideriamo la pertinenza dei testi in base alla diffusione delle testate e alla capacità delle stesse incidere nel discorso pubblico. L’ipotesi riguarda la tematizzazione della pratica abitativa nelle SAE. Emerge infatti come questo tema sia informato da alcune retoriche utili a normalizzare il tema complesso e controverso dell’abitare nel post-terremoto. La ricerca mostra come a livello mediatico si sia in molti casi persa l’occasione per aprire un dibattito sul costo/opportunità delle SAE e sull’abitare, inteso come processo di adattamento, ri-costruzione del vissuto che si confronta con un paesaggio in trasformazione. Piuttosto si sono verificate delle fiammate che hanno annacquato la narrazione, con figure e retoriche che hanno modellizzato il dibattito, normalizzandone i punti politici.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2682230
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