L’articolo indaga sull’origine dell’intestazione ufficiale degli atti normativi che nella sua forma, “in nomine Domini Nostri Iesu Christi”, dall’epoca giustinianea si è perpetuata attraverso i secoli nei territori italici, invariata nei luoghi del Sacro Romano Impero e poi dello Stato Pontificio, ed anche altrove (naturalmente modificandosi negli stati in cui muta la base della sovranità, e che pure ne sono influenzati: così “In nome del popolo italiano”). Il confronto con le intestazioni di varie costituzioni imperiali ci dimostra che la formula si origina appunto nell’ambito di alcune soltanto delle costituzioni giustinianee che accompagnano l’emanazione delle varie parti della compilazione (in particolare il Digesto con la Tanta del 16 nov. 533 – così anche nella versione greca –, le Istituzioni con la Imperatoriam maiestatem del 21 nov. 533, il Codice con la Cordi del 29 dic. 534), a sottolineare l’importanza dell’atto in ragione del suo oggetto. La stessa formula è stata utilizzata in seguito nella corte di Costantinopoli soltanto quando l’atto, ancora in ragione dell’oggetto, assumeva una importanza particolare (come, per esempio, per l’organizzazione della nuova prefettura d’Africa dopo la sua riconquista dai Vandali, di cui in C. 1.27.1 e C. 1.27.2 del 13 aprile del 534; e per altre simili circostanze). L’indagine è anche occasione per ipotizzare un rapporto di particolare connessione fra la cost. Tanta che emana il Digesto e la Omnem che riorganizza gli studi di diritto che hanno stessa data.

Compilazione (e legislazione) giustinianea "in nomine Domini Nostri Ihesu Christi"

GIOMARO, ANNA MARIA
2019-01-01

Abstract

L’articolo indaga sull’origine dell’intestazione ufficiale degli atti normativi che nella sua forma, “in nomine Domini Nostri Iesu Christi”, dall’epoca giustinianea si è perpetuata attraverso i secoli nei territori italici, invariata nei luoghi del Sacro Romano Impero e poi dello Stato Pontificio, ed anche altrove (naturalmente modificandosi negli stati in cui muta la base della sovranità, e che pure ne sono influenzati: così “In nome del popolo italiano”). Il confronto con le intestazioni di varie costituzioni imperiali ci dimostra che la formula si origina appunto nell’ambito di alcune soltanto delle costituzioni giustinianee che accompagnano l’emanazione delle varie parti della compilazione (in particolare il Digesto con la Tanta del 16 nov. 533 – così anche nella versione greca –, le Istituzioni con la Imperatoriam maiestatem del 21 nov. 533, il Codice con la Cordi del 29 dic. 534), a sottolineare l’importanza dell’atto in ragione del suo oggetto. La stessa formula è stata utilizzata in seguito nella corte di Costantinopoli soltanto quando l’atto, ancora in ragione dell’oggetto, assumeva una importanza particolare (come, per esempio, per l’organizzazione della nuova prefettura d’Africa dopo la sua riconquista dai Vandali, di cui in C. 1.27.1 e C. 1.27.2 del 13 aprile del 534; e per altre simili circostanze). L’indagine è anche occasione per ipotizzare un rapporto di particolare connessione fra la cost. Tanta che emana il Digesto e la Omnem che riorganizza gli studi di diritto che hanno stessa data.
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