Il gioco come strumento educativo-formativo non sia necessariamente destinato a confliggere con i luoghi socio-regolativi dell’attività prima scolastica e poi lavorativa, soprattutto quando si consideri l’infanzia dotata di una mente attiva in grado di apprendere (deweyanamente) attraverso l’esperienza diretta dell’oggetto cognitivo, nell’ottica dell’imparare facendo e in contesti educativo-didattici in cui il fare è legato al lavorare e al correlato supporto pedagogico della scuola-laboratorio, il cui intento principale è di unire teoria e pratica, la mente e il braccio.

Pedagogia del gioco: otium versus lavoro?

Roberto Travaglini
2021-01-01

Abstract

Il gioco come strumento educativo-formativo non sia necessariamente destinato a confliggere con i luoghi socio-regolativi dell’attività prima scolastica e poi lavorativa, soprattutto quando si consideri l’infanzia dotata di una mente attiva in grado di apprendere (deweyanamente) attraverso l’esperienza diretta dell’oggetto cognitivo, nell’ottica dell’imparare facendo e in contesti educativo-didattici in cui il fare è legato al lavorare e al correlato supporto pedagogico della scuola-laboratorio, il cui intento principale è di unire teoria e pratica, la mente e il braccio.
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