Il contributo mira al confronto tra la concezione interpersonale di Fichte e quella intersoggettiva di Hegel. Lungi dalla semplice sinonimia, interpersonalità e intersoggettività debbono esser distinte poiché esse delineano due tipi di soggettività, pur riconoscendone entrambe lo statuto ontologico-relazionale. Il primo paragrafo si concentra sulla concezione fichtiana della interpersonalità a partire da alcuni punti salienti del Fondamento del diritto naturale. Il secondo paragrafo è dedicato alla concezione hegeliana dell’intersoggettività, così come essa si delinea nella fine del VI capitolo della Fenomenologia dello spirito: qui Hegel espone una “logica del riconoscimento” che trasfigura il senso stesso della relazione, assumendone pienamente la portata ontologica. Il contributo si conclude con il confronto teoretico tra l’interpersonalità fichtiana e l’intersoggettività hegeliana, cercando di sottolineare in che modo le due prospettive pongano nella soggettività una diversa codificazione dell’ontologia relazionale: se per Fichte il soggetto si realizza come persona nella circolarità di invito-risposta alla relazione, per Hegel è l’incontro stesso a inaugurare la soggettività, la quale è dunque intrinsecamente relazionale.

Interpersonalità e intersoggettività. La costituzione relazionale della soggettività in Fichte e in Hegel

Giovanni Andreozzi
2022

Abstract

Il contributo mira al confronto tra la concezione interpersonale di Fichte e quella intersoggettiva di Hegel. Lungi dalla semplice sinonimia, interpersonalità e intersoggettività debbono esser distinte poiché esse delineano due tipi di soggettività, pur riconoscendone entrambe lo statuto ontologico-relazionale. Il primo paragrafo si concentra sulla concezione fichtiana della interpersonalità a partire da alcuni punti salienti del Fondamento del diritto naturale. Il secondo paragrafo è dedicato alla concezione hegeliana dell’intersoggettività, così come essa si delinea nella fine del VI capitolo della Fenomenologia dello spirito: qui Hegel espone una “logica del riconoscimento” che trasfigura il senso stesso della relazione, assumendone pienamente la portata ontologica. Il contributo si conclude con il confronto teoretico tra l’interpersonalità fichtiana e l’intersoggettività hegeliana, cercando di sottolineare in che modo le due prospettive pongano nella soggettività una diversa codificazione dell’ontologia relazionale: se per Fichte il soggetto si realizza come persona nella circolarità di invito-risposta alla relazione, per Hegel è l’incontro stesso a inaugurare la soggettività, la quale è dunque intrinsecamente relazionale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2706851
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