This dissertation examines the construction and transformation of urban memory between Fascism and the postwar period through the cases of Bologna and Florence, both awarded the Gold Medal of Military Valor for the Resistance. Covering the years 1920–1955, it traces the evolution of monuments, plaques, street names, and Fascist architectures during the transition to democracy. Conceiving the city as a site of layered and negotiated memory, the research explores how the urban landscape was occupied, reshaped, and later reorganized. Based on extensive archival work, it examines the decisions of local authorities and consultative commissions and their echoes in the local press, highlighting the central role of commemorative and toponymic policies as instruments of identity-making, as well as their inherently conflictual nature. The aim is to contribute to explaining some of the reasons why the material heritage of Fascism continues to be unevenly distributed and perceived today. Bologna and Florence – key cities in both the political geography of Fascism and the Resistance – emerge as laboratories for the representation of power and its overcoming, where Fascist symbols, whether erased, replaced, ignored, or integrated into the urban fabric, intertwine with the construction of the memory of the Resistance.

La tesi analizza la costruzione e la trasformazione della memoria urbana tra fascismo e dopoguerra attraverso i casi di Bologna e Firenze, città decorate di Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza. Il periodo considerato (1920–1955) comprende l’affermazione del regime, la guerra e i primi anni repubblicani, seguendo la sorte di monumenti, lapidi, intitolazioni e architetture del potere fascista nella transizione alla democrazia. Assumendo le città come luoghi di stratificazione e negoziazione della memoria, la ricerca indaga come il paesaggio urbano sia stato occupato, trasformato e successivamente riorganizzato. Partendo dal lavoro d’archivio, studiando le decisioni degli organi amministrativi e consultivi e analizzandone i riflessi nella stampa locale, lo studio mette in evidenza la centralità delle politiche commemorative e odonomastiche come strumenti di definizione identitaria, ma anche il loro carattere conflittuale. L’obiettivo è contribuire a spiegare perché l’eredità materiale del fascismo risulti oggi variamente distribuita e percepita. Bologna e Firenze – città di grande rilevanza sia nella geografia politica del fascismo sia in quella resistenziale – emergono come laboratori di rappresentazione del potere e del suo superamento, in cui i segni del fascismo, cancellati, sostituiti, ignorati o integrati nel contesto urbano, si intrecciano con la costruzione della memoria della Resistenza.

Le forme della memoria urbana. Bologna e Firenze dal fascismo alla Repubblica (1920-1955) / Lobefaro, Mariateresa. - (2026 Feb 13).

Le forme della memoria urbana. Bologna e Firenze dal fascismo alla Repubblica (1920-1955)

LOBEFARO, MARIATERESA
2026

Abstract

This dissertation examines the construction and transformation of urban memory between Fascism and the postwar period through the cases of Bologna and Florence, both awarded the Gold Medal of Military Valor for the Resistance. Covering the years 1920–1955, it traces the evolution of monuments, plaques, street names, and Fascist architectures during the transition to democracy. Conceiving the city as a site of layered and negotiated memory, the research explores how the urban landscape was occupied, reshaped, and later reorganized. Based on extensive archival work, it examines the decisions of local authorities and consultative commissions and their echoes in the local press, highlighting the central role of commemorative and toponymic policies as instruments of identity-making, as well as their inherently conflictual nature. The aim is to contribute to explaining some of the reasons why the material heritage of Fascism continues to be unevenly distributed and perceived today. Bologna and Florence – key cities in both the political geography of Fascism and the Resistance – emerge as laboratories for the representation of power and its overcoming, where Fascist symbols, whether erased, replaced, ignored, or integrated into the urban fabric, intertwine with the construction of the memory of the Resistance.
13-feb-2026
38
STUDI UMANISTICI
La tesi analizza la costruzione e la trasformazione della memoria urbana tra fascismo e dopoguerra attraverso i casi di Bologna e Firenze, città decorate di Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza. Il periodo considerato (1920–1955) comprende l’affermazione del regime, la guerra e i primi anni repubblicani, seguendo la sorte di monumenti, lapidi, intitolazioni e architetture del potere fascista nella transizione alla democrazia. Assumendo le città come luoghi di stratificazione e negoziazione della memoria, la ricerca indaga come il paesaggio urbano sia stato occupato, trasformato e successivamente riorganizzato. Partendo dal lavoro d’archivio, studiando le decisioni degli organi amministrativi e consultivi e analizzandone i riflessi nella stampa locale, lo studio mette in evidenza la centralità delle politiche commemorative e odonomastiche come strumenti di definizione identitaria, ma anche il loro carattere conflittuale. L’obiettivo è contribuire a spiegare perché l’eredità materiale del fascismo risulti oggi variamente distribuita e percepita. Bologna e Firenze – città di grande rilevanza sia nella geografia politica del fascismo sia in quella resistenziale – emergono come laboratori di rappresentazione del potere e del suo superamento, in cui i segni del fascismo, cancellati, sostituiti, ignorati o integrati nel contesto urbano, si intrecciano con la costruzione della memoria della Resistenza.
MONTESI, BARBARA
BAIONI, MASSIMO
ALBANESE, GIULIA
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Descrizione: Lobefaro_Le forme della memoria urbana
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2770131
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