Nella lunga traiettoria letteraria tracciata da Ana María Matute, tra la pubblicazione del romanzo "Los Abel" (1948) e quella di "Demonios familiares" (2014), lo stile personalissimo, la presenza costante di determinate tematiche e una frequente trasfigurazione della realtà hanno spesso impedito la collocazione dell’autrice in un filone letterario concreto. “Fiesta al Noroeste” (1953) costituisce un caso particolare per la presenza di elementi sia della narrativa esistenzialista sia di quella social realista, con interessanti e puntuali esempi di tremendismo. Il romanzo racconta la storia di Juan Medinao, un giovane proprietario terriero, e del suo rapporto conflittuale con Pablo Zácaro, fratellastro nato da una relazione extraconiugale del padre con Salomé, contadina al servizio della 'finca' familiare. Nel testo, un vero e proprio manifesto della narrativa matutiana del primo franchismo, l’autrice propone (e, in alcuni casi, anticipa) molti aspetti fondanti della sua poetica come il difficile processo di crescita dei personaggi e la rappresentazione del rapporto fraterno, spesso complicato o esasperato da dinamiche familiari disfunzionali.
Ana María Matute, Festa al Nordovest. Traduzione e studio introduttivo di Ivana Calceglia
Calceglia
2026
Abstract
Nella lunga traiettoria letteraria tracciata da Ana María Matute, tra la pubblicazione del romanzo "Los Abel" (1948) e quella di "Demonios familiares" (2014), lo stile personalissimo, la presenza costante di determinate tematiche e una frequente trasfigurazione della realtà hanno spesso impedito la collocazione dell’autrice in un filone letterario concreto. “Fiesta al Noroeste” (1953) costituisce un caso particolare per la presenza di elementi sia della narrativa esistenzialista sia di quella social realista, con interessanti e puntuali esempi di tremendismo. Il romanzo racconta la storia di Juan Medinao, un giovane proprietario terriero, e del suo rapporto conflittuale con Pablo Zácaro, fratellastro nato da una relazione extraconiugale del padre con Salomé, contadina al servizio della 'finca' familiare. Nel testo, un vero e proprio manifesto della narrativa matutiana del primo franchismo, l’autrice propone (e, in alcuni casi, anticipa) molti aspetti fondanti della sua poetica come il difficile processo di crescita dei personaggi e la rappresentazione del rapporto fraterno, spesso complicato o esasperato da dinamiche familiari disfunzionali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


