Nell’ultima parte del "Timeo", Platone ci propone così quella che in senso moderno potremmo definire come un’autentica etica della narrazione. Evidenzia cioè come i discorsi (logoi) e le narrazioni incidano su chi li recepisce, orientando l’individuo, fornendogli gli strumenti per capire se stesso, costruire la propria vita e ritagliarsi un proprio ruolo nel mondo sociale. Se i cattivi discorsi lo indirizzano verso cattivi pensieri, che a loro volta si traducono in sentimenti (e comportamenti) nocivi per sé e per gli altri, i buoni discorsi lo spingono invece verso il bene e fanno sì che egli stia bene con se stesso e con gli altri. Platone dà rilievo al concetto di “cura”, solitamente indicata con il termine epimeleia5, in molti dei suoi scritti; dal Timeo, in particolare, apprendiamo che la conoscenza può curare, orientando verso il bene e che l’educazione, la buona educazione, può fungere da antidoto alle malattie dell’anima.

"Etica della narrazione: Platone e l'educazione come antidoto alle malattie dell'anima"

Raffaella Santi
2026

Abstract

Nell’ultima parte del "Timeo", Platone ci propone così quella che in senso moderno potremmo definire come un’autentica etica della narrazione. Evidenzia cioè come i discorsi (logoi) e le narrazioni incidano su chi li recepisce, orientando l’individuo, fornendogli gli strumenti per capire se stesso, costruire la propria vita e ritagliarsi un proprio ruolo nel mondo sociale. Se i cattivi discorsi lo indirizzano verso cattivi pensieri, che a loro volta si traducono in sentimenti (e comportamenti) nocivi per sé e per gli altri, i buoni discorsi lo spingono invece verso il bene e fanno sì che egli stia bene con se stesso e con gli altri. Platone dà rilievo al concetto di “cura”, solitamente indicata con il termine epimeleia5, in molti dei suoi scritti; dal Timeo, in particolare, apprendiamo che la conoscenza può curare, orientando verso il bene e che l’educazione, la buona educazione, può fungere da antidoto alle malattie dell’anima.
2026
978-88-7326-832-1
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2772512
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