Il contributo propone una riflessione sul romanzo poliziesco come dispositivo epistemologico, mostrando come il paradigma dell'indagine costituisca una delle forme privilegiate attraverso cui la modernità ha elaborato modelli di conoscenza, interpretazione e costruzione del senso. Muovendo dalla formalizzazione ottocentesca del detective analitico con Edgar Allan Poe e Arthur Conan Doyle, il saggio ricostruisce l'evoluzione del paradigma investigativo attraverso il concetto di «paradigma indiziario» di Carlo Ginzburg, evidenziando il ruolo dell'inferenza, della lettura delle tracce e della cooperazione interpretativa del lettore. L'analisi mette in dialogo prospettive narratologiche, semiotiche ed epistemologiche, mostrando come il romanzo poliziesco non si limiti a rappresentare il crimine, ma organizzi narrativamente l'esperienza dell'incertezza e della decifrabilità del reale. La seconda parte del contributo esamina la crisi novecentesca del modello classico, nella quale la verità cessa di essere un esito garantito dell'indagine e diventa il risultato sempre provvisorio di processi interpretativi condizionati dalla complessità storica, sociale e culturale. Il poliziesco emerge così come un laboratorio privilegiato per interrogare i limiti della conoscenza moderna e le forme narrative attraverso cui essa viene costruita, negoziata e problematizzata.
La grammatica della soglia: per una genealogia del poliziesco liminale
Del Zoppo, Paola
2026
Abstract
Il contributo propone una riflessione sul romanzo poliziesco come dispositivo epistemologico, mostrando come il paradigma dell'indagine costituisca una delle forme privilegiate attraverso cui la modernità ha elaborato modelli di conoscenza, interpretazione e costruzione del senso. Muovendo dalla formalizzazione ottocentesca del detective analitico con Edgar Allan Poe e Arthur Conan Doyle, il saggio ricostruisce l'evoluzione del paradigma investigativo attraverso il concetto di «paradigma indiziario» di Carlo Ginzburg, evidenziando il ruolo dell'inferenza, della lettura delle tracce e della cooperazione interpretativa del lettore. L'analisi mette in dialogo prospettive narratologiche, semiotiche ed epistemologiche, mostrando come il romanzo poliziesco non si limiti a rappresentare il crimine, ma organizzi narrativamente l'esperienza dell'incertezza e della decifrabilità del reale. La seconda parte del contributo esamina la crisi novecentesca del modello classico, nella quale la verità cessa di essere un esito garantito dell'indagine e diventa il risultato sempre provvisorio di processi interpretativi condizionati dalla complessità storica, sociale e culturale. Il poliziesco emerge così come un laboratorio privilegiato per interrogare i limiti della conoscenza moderna e le forme narrative attraverso cui essa viene costruita, negoziata e problematizzata.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


