Il saggio propone una lettura de Il miracolo di Pentecoste (Das Pfingstwunder, 2016) di Sibylle Lewitscharoff come riscrittura della Commedia dantesca che supera la dimensione dell'omaggio intertestuale per interrogare il rapporto tra rappresentazione, trascendenza e possibilità stessa della narrazione. Attraverso la figura del filologo Gottlieb Elsheimer, unico superstite dell'ascensione dei partecipanti a un convegno internazionale su Dante, il romanzo mette in scena una riflessione sulla medialità della salvezza, sul carattere liminale dell'esperienza e sulla costruzione narrativa dell'indicibile. La Commedia diventa al tempo stesso modello strutturale, dispositivo ermeneutico e oggetto di una continua mediazione attraverso traduzioni, commenti e immagini, configurando un sistema intersemiotico in cui letteratura, arti figurative e teologia dialogano costantemente. Il contributo evidenzia come Lewitscharoff costruisca una poetica della Zwischenheit, nella quale il confine tra terreno e ultraterreno, presenza e assenza, visibile e invisibile viene continuamente problematizzato mediante un uso originale dell'ecfrasi, della focalizzazione inattendibile e della riscrittura dantesca. Particolare attenzione è dedicata alla funzione satirica del narratore, alla critica del pensiero calcolante e alla contrapposizione tra conoscenza razionalizzante e meraviglia, in dialogo con Heidegger, Blumenberg, Guardini e Hans Urs von Balthasar. Nell'ultima parte il saggio affronta le implicazioni traduttive del romanzo, mostrando come la traduzione non costituisca un momento successivo alla critica, ma un vero metodo ermeneutico. La resa delle molteplici traduzioni della Commedia, dell'intertestualità filosofica e biblica e del plurilinguismo del testo dimostra infatti come la traduzione creativa rappresenti l'unica possibilità di conservare la polisemia dell'opera, confermando la traduzione stessa quale forma di ricerca, interpretazione e produzione critica.
Del Zoppo Paola. Dio su un fondale di cartone. Narrare l'indicibile, visualizzare l'assenza.. In: (a cura di): Del Zoppo, Il miracolo di Pentecoste. Bracciano:Del Vecchio Editore
del zoppo
2021
Abstract
Il saggio propone una lettura de Il miracolo di Pentecoste (Das Pfingstwunder, 2016) di Sibylle Lewitscharoff come riscrittura della Commedia dantesca che supera la dimensione dell'omaggio intertestuale per interrogare il rapporto tra rappresentazione, trascendenza e possibilità stessa della narrazione. Attraverso la figura del filologo Gottlieb Elsheimer, unico superstite dell'ascensione dei partecipanti a un convegno internazionale su Dante, il romanzo mette in scena una riflessione sulla medialità della salvezza, sul carattere liminale dell'esperienza e sulla costruzione narrativa dell'indicibile. La Commedia diventa al tempo stesso modello strutturale, dispositivo ermeneutico e oggetto di una continua mediazione attraverso traduzioni, commenti e immagini, configurando un sistema intersemiotico in cui letteratura, arti figurative e teologia dialogano costantemente. Il contributo evidenzia come Lewitscharoff costruisca una poetica della Zwischenheit, nella quale il confine tra terreno e ultraterreno, presenza e assenza, visibile e invisibile viene continuamente problematizzato mediante un uso originale dell'ecfrasi, della focalizzazione inattendibile e della riscrittura dantesca. Particolare attenzione è dedicata alla funzione satirica del narratore, alla critica del pensiero calcolante e alla contrapposizione tra conoscenza razionalizzante e meraviglia, in dialogo con Heidegger, Blumenberg, Guardini e Hans Urs von Balthasar. Nell'ultima parte il saggio affronta le implicazioni traduttive del romanzo, mostrando come la traduzione non costituisca un momento successivo alla critica, ma un vero metodo ermeneutico. La resa delle molteplici traduzioni della Commedia, dell'intertestualità filosofica e biblica e del plurilinguismo del testo dimostra infatti come la traduzione creativa rappresenti l'unica possibilità di conservare la polisemia dell'opera, confermando la traduzione stessa quale forma di ricerca, interpretazione e produzione critica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


