Il contributo propone una rilettura di Antigone come dispositivo dinamico di riscrittura e di produzione di nuovi mondi finzionali, indagando la presenza di "isotopie antigoniane" in alcune opere di narratrici tedesche tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. Muovendo dalle teorie della riscrittura, della trasduzione letteraria e dei mondi possibili (Genette, Doležel, Lotman), il saggio mostra come queste autrici non si limitino a riprendere il mito sofocleo, ma lo trasformino in uno strumento critico capace di mettere in discussione il canone, le gerarchie letterarie e le categorie di genere. La trasduzione del mito si realizza attraverso la rivalorizzazione di figure marginalizzate – in particolare Giocasta e Ismene – e mediante la costruzione di "antimondi" narrativi che rovesciano le tradizionali opposizioni tra pubblico e privato, maschile e femminile, legge e giustizia. L'analisi inserisce tali riscritture nel contesto della narrativa femminile tedesca della Jahrhundertwende, evidenziando come queste opere costituiscano una "terza via" tanto sul piano estetico quanto su quello politico, superando la dicotomia tra letteratura "alta" e "popolare" e tra scrittura "femminile" e "maschile". Attraverso il confronto con la ricezione filosofica e femminista di Antigone – da Hegel a Irigaray, da Ettinger a Honig e Chanter – il contributo propone inoltre una reinterpretazione della sorellanza, della genealogia femminile e della trasgressione come pratiche di trasformazione politica. Le protagoniste di queste narrazioni rifiutano il paradigma del Bildungsroman tradizionale e costruiscono forme alternative di soggettività fondate sulla fedeltà a sé stesse, sulla solidarietà tra donne e sulla capacità creativa di attraversare il conflitto. In questa prospettiva, Antigone non rappresenta soltanto il simbolo della disobbedienza, ma diventa il principio generativo di una costellazione di figure narrative che anticipano modelli contemporanei di agency, cura, relazione e partecipazione politica.

Antigone post Antigone: Isotopie antigoniane in alcuni testi di narratrici tedesche tra Ottocento e Novecento. In: (a cura di): Del Zoppo/ Lozzi, Sulle tracce di Antigone. p. 315-346

Paola Del Zoppo
2018

Abstract

Il contributo propone una rilettura di Antigone come dispositivo dinamico di riscrittura e di produzione di nuovi mondi finzionali, indagando la presenza di "isotopie antigoniane" in alcune opere di narratrici tedesche tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. Muovendo dalle teorie della riscrittura, della trasduzione letteraria e dei mondi possibili (Genette, Doležel, Lotman), il saggio mostra come queste autrici non si limitino a riprendere il mito sofocleo, ma lo trasformino in uno strumento critico capace di mettere in discussione il canone, le gerarchie letterarie e le categorie di genere. La trasduzione del mito si realizza attraverso la rivalorizzazione di figure marginalizzate – in particolare Giocasta e Ismene – e mediante la costruzione di "antimondi" narrativi che rovesciano le tradizionali opposizioni tra pubblico e privato, maschile e femminile, legge e giustizia. L'analisi inserisce tali riscritture nel contesto della narrativa femminile tedesca della Jahrhundertwende, evidenziando come queste opere costituiscano una "terza via" tanto sul piano estetico quanto su quello politico, superando la dicotomia tra letteratura "alta" e "popolare" e tra scrittura "femminile" e "maschile". Attraverso il confronto con la ricezione filosofica e femminista di Antigone – da Hegel a Irigaray, da Ettinger a Honig e Chanter – il contributo propone inoltre una reinterpretazione della sorellanza, della genealogia femminile e della trasgressione come pratiche di trasformazione politica. Le protagoniste di queste narrazioni rifiutano il paradigma del Bildungsroman tradizionale e costruiscono forme alternative di soggettività fondate sulla fedeltà a sé stesse, sulla solidarietà tra donne e sulla capacità creativa di attraversare il conflitto. In questa prospettiva, Antigone non rappresenta soltanto il simbolo della disobbedienza, ma diventa il principio generativo di una costellazione di figure narrative che anticipano modelli contemporanei di agency, cura, relazione e partecipazione politica.
2018
978-88-95868-27-1
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2780671
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact