l saggio ricostruisce la genesi e il significato dell'opera L’uomo è buono di Leonhard Frank, proponendone una lettura che intreccia storia della cultura, psicoanalisi, teoria politica e poetica dell'espressionismo. Muovendo dall'influenza esercitata da Sigmund Freud e soprattutto da Otto Gross sugli ambienti letterari tedeschi del primo Novecento, il contributo mostra come Frank trasformi la psicoanalisi da strumento di analisi individuale a mezzo di critica delle strutture autoritarie della società. L'analisi di L'origine del male mette in luce la progressiva elaborazione di una concezione della colpa che supera la responsabilità individuale per individuare le radici della violenza nel sistema educativo, giudiziario, economico e culturale, fondato sulla repressione e sulla produzione del "suddito". La successiva lettura del ciclo di novelle L’uomo è buono evidenzia il definitivo superamento delle posizioni di Otto Gross e l'approdo a una radicale riflessione pacifista, nella quale il linguaggio stesso diventa il principale terreno di conflitto politico. Frank denuncia la manipolazione lessicale operata dalla propaganda bellica, smascherando formule retoriche come "caduto sul campo dell'onore" o "sacrificato sull'altare della patria" e restituendo alle parole il loro significato umano originario. Il saggio interpreta così l'opera di Frank come una critica complessiva della falsa coscienza collettiva, nella quale la letteratura assume una funzione etica e conoscitiva: non semplice testimonianza della guerra, ma strumento di smascheramento delle forme di violenza simbolica che precedono e rendono possibile la violenza storica. Attraverso l'intreccio fra analisi psicologica, costruzione narrativa e riflessione linguistica, Frank elabora una poetica dell'antiautoritarismo che supera tanto il determinismo psicoanalitico quanto l'utopia rivoluzionaria, facendo della responsabilità individuale e della liberazione del linguaggio il fondamento di una diversa idea di umanità.

L'uomo è buono e Nota ai testi

Paola Del Zoppo
2014

Abstract

l saggio ricostruisce la genesi e il significato dell'opera L’uomo è buono di Leonhard Frank, proponendone una lettura che intreccia storia della cultura, psicoanalisi, teoria politica e poetica dell'espressionismo. Muovendo dall'influenza esercitata da Sigmund Freud e soprattutto da Otto Gross sugli ambienti letterari tedeschi del primo Novecento, il contributo mostra come Frank trasformi la psicoanalisi da strumento di analisi individuale a mezzo di critica delle strutture autoritarie della società. L'analisi di L'origine del male mette in luce la progressiva elaborazione di una concezione della colpa che supera la responsabilità individuale per individuare le radici della violenza nel sistema educativo, giudiziario, economico e culturale, fondato sulla repressione e sulla produzione del "suddito". La successiva lettura del ciclo di novelle L’uomo è buono evidenzia il definitivo superamento delle posizioni di Otto Gross e l'approdo a una radicale riflessione pacifista, nella quale il linguaggio stesso diventa il principale terreno di conflitto politico. Frank denuncia la manipolazione lessicale operata dalla propaganda bellica, smascherando formule retoriche come "caduto sul campo dell'onore" o "sacrificato sull'altare della patria" e restituendo alle parole il loro significato umano originario. Il saggio interpreta così l'opera di Frank come una critica complessiva della falsa coscienza collettiva, nella quale la letteratura assume una funzione etica e conoscitiva: non semplice testimonianza della guerra, ma strumento di smascheramento delle forme di violenza simbolica che precedono e rendono possibile la violenza storica. Attraverso l'intreccio fra analisi psicologica, costruzione narrativa e riflessione linguistica, Frank elabora una poetica dell'antiautoritarismo che supera tanto il determinismo psicoanalitico quanto l'utopia rivoluzionaria, facendo della responsabilità individuale e della liberazione del linguaggio il fondamento di una diversa idea di umanità.
2014
9788861101067
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2780711
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