Nel 1960, il filosofo Popper tenne la conferenza annuale presso la British Academy, dal titolo ‘On the Source of Knowledge and of Ignorance’ arrivata a noi, in Italia, nel 1972 nel noto testo Congetture e confutazioni. Nonostante gli anni trascorsi, la lucidità del messaggio del filosofo austriaco ancora oggi si colloca come centrale per avviare una discussione e riflessione pedagogica sulle libertà reali e percepite, su come queste intervengano nella dimensione pedagogica e si manifestino poi in dimensioni egemoniche di controllo del sapere. Il contesto di questo intervento e riflessione è quello contemporaneo, segnato da profondi mutamenti, della cosiddetta società post-alfabetizzata o dell’analfabetismo di ritorno, come descritto con evidente lungimiranza da Ong (1982). Il passaggio dalla cultura orale a quella scritta, e poi alla oralità secondaria hanno prodotto una profonda ridefinizione del pensare criticamente. Dunque, abbiamo la necessità di riflettere partendo dalla domanda popperiana: “L’ignoranza è qualcosa di negativo: è l’assenza di conoscenza, ma come può mai avere fonti l’assenza di qualcosa?”. Secondo quanto proposto da Baldacci (2026) e promosso nel recente Manifesto della Pedagogia Laica, è necessario ritrovare consapevolezza dei valori costituzionali orientati alla promozione di un atteggiamento critico, ‘della democrazia, l’autonomia della cultura, la libertà di pensiero, l’atteggiamento critico e antidogmatico, il dialogo, la tolleranza e il rispetto reciproco.’ Solo a partire da queste consapevolezze, comprendendo l’assenza di conoscenza sollecitata da Popper e approfondita da Burke diviene possibile proseguire la riflessione, e ripensare a interventi propositivi in merito alle dimensioni interessate dalla società della post alfabetizzazione.
Libertà presunte: questioni pedagogiche nella società post-alfabetizzata
Bocciolesi, E.
Writing – Review & Editing
2026
Abstract
Nel 1960, il filosofo Popper tenne la conferenza annuale presso la British Academy, dal titolo ‘On the Source of Knowledge and of Ignorance’ arrivata a noi, in Italia, nel 1972 nel noto testo Congetture e confutazioni. Nonostante gli anni trascorsi, la lucidità del messaggio del filosofo austriaco ancora oggi si colloca come centrale per avviare una discussione e riflessione pedagogica sulle libertà reali e percepite, su come queste intervengano nella dimensione pedagogica e si manifestino poi in dimensioni egemoniche di controllo del sapere. Il contesto di questo intervento e riflessione è quello contemporaneo, segnato da profondi mutamenti, della cosiddetta società post-alfabetizzata o dell’analfabetismo di ritorno, come descritto con evidente lungimiranza da Ong (1982). Il passaggio dalla cultura orale a quella scritta, e poi alla oralità secondaria hanno prodotto una profonda ridefinizione del pensare criticamente. Dunque, abbiamo la necessità di riflettere partendo dalla domanda popperiana: “L’ignoranza è qualcosa di negativo: è l’assenza di conoscenza, ma come può mai avere fonti l’assenza di qualcosa?”. Secondo quanto proposto da Baldacci (2026) e promosso nel recente Manifesto della Pedagogia Laica, è necessario ritrovare consapevolezza dei valori costituzionali orientati alla promozione di un atteggiamento critico, ‘della democrazia, l’autonomia della cultura, la libertà di pensiero, l’atteggiamento critico e antidogmatico, il dialogo, la tolleranza e il rispetto reciproco.’ Solo a partire da queste consapevolezze, comprendendo l’assenza di conoscenza sollecitata da Popper e approfondita da Burke diviene possibile proseguire la riflessione, e ripensare a interventi propositivi in merito alle dimensioni interessate dalla società della post alfabetizzazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


