Nel Triumphus Cupidinis l’amore entra in scena sotto il segno della sovranità. Non si annuncia come moto segreto dell’anima, né come turbamento individuale, ma assume la forma pubblica del trionfo: un carro, una moltitudine, una schiera di figure celebri che procede sotto il dominio di Amore. Petrarca costruisce una delle rappresentazioni più incisive del desiderio nella tradizione occidentale, sottraendo l’esperienza amorosa alla pura interiorità e collocandola dentro un ordine in cui la freccia non rappresenta soltanto il colpo della passione, ma il simbolo di una forza capace di riorganizzare gli sguardi e di mostrare che il desiderio non appartiene mai soltanto alla volontà individuale. L’errore da evitare, se si intende strutturare un confronto con gli ambienti digitali, è quello di lasciarsi affascinare dalla formula semplicistica dell’algoritmo come nuovo Cupido. Interrogare Cupido al tempo degli algoritmi significa chiedersi che cosa accade quando il desiderio non viene più catturato da una forza che si mostra apertamente trionfante, ma da dispositivi che agiscono nella continuità ordinaria dell’esperienza. La domanda è decisiva, perché riguarda il modo in cui una comunità organizza le condizioni del proprio desiderare. Nel Triumphus Cupidinis il soggetto viene trascinato dentro un corteo che non nasconde il potere di Amore, mentre nel digitale viene immerso in un ambiente che orienta le sue scelte senza rendere trasparenti i criteri attraverso cui le influenza.
Il desiderio e l’ordine del mondo: Cupido al tempo dell’algoritmo
cristiano maria bellei
2026
Abstract
Nel Triumphus Cupidinis l’amore entra in scena sotto il segno della sovranità. Non si annuncia come moto segreto dell’anima, né come turbamento individuale, ma assume la forma pubblica del trionfo: un carro, una moltitudine, una schiera di figure celebri che procede sotto il dominio di Amore. Petrarca costruisce una delle rappresentazioni più incisive del desiderio nella tradizione occidentale, sottraendo l’esperienza amorosa alla pura interiorità e collocandola dentro un ordine in cui la freccia non rappresenta soltanto il colpo della passione, ma il simbolo di una forza capace di riorganizzare gli sguardi e di mostrare che il desiderio non appartiene mai soltanto alla volontà individuale. L’errore da evitare, se si intende strutturare un confronto con gli ambienti digitali, è quello di lasciarsi affascinare dalla formula semplicistica dell’algoritmo come nuovo Cupido. Interrogare Cupido al tempo degli algoritmi significa chiedersi che cosa accade quando il desiderio non viene più catturato da una forza che si mostra apertamente trionfante, ma da dispositivi che agiscono nella continuità ordinaria dell’esperienza. La domanda è decisiva, perché riguarda il modo in cui una comunità organizza le condizioni del proprio desiderare. Nel Triumphus Cupidinis il soggetto viene trascinato dentro un corteo che non nasconde il potere di Amore, mentre nel digitale viene immerso in un ambiente che orienta le sue scelte senza rendere trasparenti i criteri attraverso cui le influenza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


