La comunicazione di rete del nostro tempo genera per la prima volta le parole come una volta si producevano gli utensili. È sufficiente nominare le cose perché le cose appaiano. Come la divinità di una genesi fittizia la tecnica produce una parola estatica, fuori di sé, che basta scriverla su uno schermo perché si materializzi un mondo. Nella parola si raccoglie la potenza di una volontà che, nominando, impartisce il medesimo comando che salva. Ecco la questione del saggio. Algoritmi intelligenti imparano dalle tue scelte, ti conoscono sempre meglio, mano o mano che essi entrano in possesso delle informazioni che involontariamente concedi loro, della storia che hai scambiato in solitudine con un dato, il dato che stabilisce la morte in vita dell’esperienza, che corrompe il bene nel male, nella misura in cui perverte il piacere del testo nel desiderio che manca. La dittatura del calcolo processerà il tuo divenire massa virtuale, circolante nell’infosfera, mentre tu scarichi soltanto il programma della tua disgregazione. L’idea in gioco è un’operazione spregiudicata di filosofia politica. Calarsi nel mito della caverna di Platone e risalire il corso della democrazia in America attraverso il capolavoro di Don De Lillo "Underworld", alla ricerca di un’ontologia della tecnica nel tempo che resta.
Dell'essere in rete. Tre navigazioni sul posto
Domenico Scalzo
2026
Abstract
La comunicazione di rete del nostro tempo genera per la prima volta le parole come una volta si producevano gli utensili. È sufficiente nominare le cose perché le cose appaiano. Come la divinità di una genesi fittizia la tecnica produce una parola estatica, fuori di sé, che basta scriverla su uno schermo perché si materializzi un mondo. Nella parola si raccoglie la potenza di una volontà che, nominando, impartisce il medesimo comando che salva. Ecco la questione del saggio. Algoritmi intelligenti imparano dalle tue scelte, ti conoscono sempre meglio, mano o mano che essi entrano in possesso delle informazioni che involontariamente concedi loro, della storia che hai scambiato in solitudine con un dato, il dato che stabilisce la morte in vita dell’esperienza, che corrompe il bene nel male, nella misura in cui perverte il piacere del testo nel desiderio che manca. La dittatura del calcolo processerà il tuo divenire massa virtuale, circolante nell’infosfera, mentre tu scarichi soltanto il programma della tua disgregazione. L’idea in gioco è un’operazione spregiudicata di filosofia politica. Calarsi nel mito della caverna di Platone e risalire il corso della democrazia in America attraverso il capolavoro di Don De Lillo "Underworld", alla ricerca di un’ontologia della tecnica nel tempo che resta.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


