Il volume fornisce una lettura critica del Cuore deamicisiano, approfondendo varie tematiche che fanno da sfondo al romanzo. L’autore, propone, sotto la veste di antologia critica e ragionata, chiavi di lettura differenti e dense di significati, fornite da diversi autori, di quello che viene universalmente riconosciuto come documento storico, lirico e poetico di un’umanità tutta. I due grandi temi che trasudano dalle pagine del romanzo, l’infanzia e la scuola, vengono presentati e poi analizzati dalla critica letteraria come i due sfondi integratori della trama contenuta nel volume. Il “problema” della scuola collegato allo sviluppo dell’intera società, alla conquista delle sue glorie future. Si intravede dunque un collegamento fra il mito del progresso e della scienza e la speranza, la gloria del mondo, come fede sentimentale nella palingenesi umana. Viene ribadito anche il rapporto tra scuola e genitori, come momenti strettamente correlati di una medesima strategia, facendo della scuola il proseguimento e il completamento dell’educazione familiare. L’infanzia, che si sviluppa, nella seconda metà dell’ottocento, caratterizzandosi sempre più come infanzia di classe. Infatti da una parte c’è l’infanzia aristocratico-borghese, privilegiata, ma anche sorvegliata e punita, sempre sotto lo sguardo attento e indagatore dei genitori e degli educatori,”un’infanzia messa in catene anche se dorate”. Lungo quest’asse di demarcazione se ne sviluppa un altro tratteggiato in Cuore, dove l’autore, appunto delinea due infanzie: l’infanzia sociale e l’infanzia etico-sentimentale. Da un lato l’infanzia è governata dalla società, tutta risolta in forma sociale, ma anche corrotta da questo intimo contatto; dall’altro è “cuore” appunto, sentimento di solidarietà, di uguaglianza e di comprensione, è coscienza di un’umanità comune che può essere sostenuta e incrementata attraverso una “buona pedagogia”. La descrizione che ne fa l’autore possiede i caratteri di una precisa testimonianza sull’infanzia di fine ottocento. De Amicis ne dà una connotazione sociale, la vede infatti immersa nella società. È un’infanzia sottomessa che subisce il suo destino, senza ribellioni; è un’infanzia incatenata, prigioniera che attende ordini che giungono dall’alto. Tuttavia l’autore avverte anche la presenza di un valore autonomo e specifico dell’infanzia, una sua dimensione segreta-interiore che la rende differente rispetto al mondo degli adulti e la indica come una “possibilità” preziosa per l’uomo, come “cuore”, come coscienza sentimentale di valori più autentici. Nel “cuore” del fanciullo infatti sono iscritti quei valori di “fraternità umana”, fondati sull’uguaglianza e la giustizia che è possibile, attraverso l’educazione, trarre alla luce e diffondere da lì poi nel sociale. Per quanto riguarda invece la religiosità, l’altro grande tema, imprescindibile da ogni esistenza umana, si tratta di una religiosità assunta unicamente come repertorio utilitaristico di piccoli comandamenti morali. La bandiera, la patria, la madre: immagini vicarie e grottesche di Dio e della la Vergine. Tuttavia resiste un certo impianto umanistico della sua etica, nella quale persiste il privilegio che in essa ricevono appunto le ragioni del Cuore.

Cuore nella letteratura per l'infanzia

MARINI, CARLO
2004

Abstract

Il volume fornisce una lettura critica del Cuore deamicisiano, approfondendo varie tematiche che fanno da sfondo al romanzo. L’autore, propone, sotto la veste di antologia critica e ragionata, chiavi di lettura differenti e dense di significati, fornite da diversi autori, di quello che viene universalmente riconosciuto come documento storico, lirico e poetico di un’umanità tutta. I due grandi temi che trasudano dalle pagine del romanzo, l’infanzia e la scuola, vengono presentati e poi analizzati dalla critica letteraria come i due sfondi integratori della trama contenuta nel volume. Il “problema” della scuola collegato allo sviluppo dell’intera società, alla conquista delle sue glorie future. Si intravede dunque un collegamento fra il mito del progresso e della scienza e la speranza, la gloria del mondo, come fede sentimentale nella palingenesi umana. Viene ribadito anche il rapporto tra scuola e genitori, come momenti strettamente correlati di una medesima strategia, facendo della scuola il proseguimento e il completamento dell’educazione familiare. L’infanzia, che si sviluppa, nella seconda metà dell’ottocento, caratterizzandosi sempre più come infanzia di classe. Infatti da una parte c’è l’infanzia aristocratico-borghese, privilegiata, ma anche sorvegliata e punita, sempre sotto lo sguardo attento e indagatore dei genitori e degli educatori,”un’infanzia messa in catene anche se dorate”. Lungo quest’asse di demarcazione se ne sviluppa un altro tratteggiato in Cuore, dove l’autore, appunto delinea due infanzie: l’infanzia sociale e l’infanzia etico-sentimentale. Da un lato l’infanzia è governata dalla società, tutta risolta in forma sociale, ma anche corrotta da questo intimo contatto; dall’altro è “cuore” appunto, sentimento di solidarietà, di uguaglianza e di comprensione, è coscienza di un’umanità comune che può essere sostenuta e incrementata attraverso una “buona pedagogia”. La descrizione che ne fa l’autore possiede i caratteri di una precisa testimonianza sull’infanzia di fine ottocento. De Amicis ne dà una connotazione sociale, la vede infatti immersa nella società. È un’infanzia sottomessa che subisce il suo destino, senza ribellioni; è un’infanzia incatenata, prigioniera che attende ordini che giungono dall’alto. Tuttavia l’autore avverte anche la presenza di un valore autonomo e specifico dell’infanzia, una sua dimensione segreta-interiore che la rende differente rispetto al mondo degli adulti e la indica come una “possibilità” preziosa per l’uomo, come “cuore”, come coscienza sentimentale di valori più autentici. Nel “cuore” del fanciullo infatti sono iscritti quei valori di “fraternità umana”, fondati sull’uguaglianza e la giustizia che è possibile, attraverso l’educazione, trarre alla luce e diffondere da lì poi nel sociale. Per quanto riguarda invece la religiosità, l’altro grande tema, imprescindibile da ogni esistenza umana, si tratta di una religiosità assunta unicamente come repertorio utilitaristico di piccoli comandamenti morali. La bandiera, la patria, la madre: immagini vicarie e grottesche di Dio e della la Vergine. Tuttavia resiste un certo impianto umanistico della sua etica, nella quale persiste il privilegio che in essa ricevono appunto le ragioni del Cuore.
8839206787
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11576/1891135
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