In questi ultimi anni si è sviluppato un intenso dibattito in merito ai cambiamenti che stanno riguardando i centri urbani e agli strumenti che possono essere attivati per preservarne il ruolo aggregatore di attività economiche, di interazioni sociali ma anche di valori identitari di una comunità locale. Il tema è complesso e di non facile approccio, sia in fase di analisi che in quella di messa a punto di leve idonee per un’azione di governo improntata a equilibrio. Ogni città, ma anche ogni piccolo borgo periferico, raccoglie soggetti e interessi molteplici ed eterogenei che devono convivere e a favore dei quali dovrebbero essere indirizzati i mutamenti in atto. Fra i fattori che maggiormente contribuiscono a influenzare l’identità di un centro urbano, così come di ogni comunità dell’entroterra, vi è la struttura della distribuzione al dettaglio, quale elemento attrattore e animatore che fornisce servizi ma contribuisce anche a connotare la qualità delle relazioni sociali. I processi di modernizzazione del commercio, e con essi l’affermarsi di grandi strutture commerciali periferiche ed extraurbane, stanno portando a una modificazione dei rapporti centro-periferia, con la generazione di luoghi, o più propriamente di “non luoghi”, di interazioni sociali svincolate dal retroterra in cui si realizzano. Le conseguenze si manifestano nei centri urbani e in particolare nei centri storici, che vedono messo in discussione il loro ruolo di collante, ma anche nell’entroterra in cui le identità locali sono intaccate dall’aumentata mobilità e dalla separazione fra luoghi di residenza, luoghi di lavoro e luoghi di socialità. Questo volume riporta i risultati di uno studio voluto dalla Provincia di Pesaro e Urbino con l’obiettivo di comprendere quali sono le principali direttrici del cambiamento che sta caratterizzando la struttura della distribuzione al dettaglio nel territorio provinciale e quali possibili modelli di governo del territorio possono essere adottati per contrastarne gli effetti negativi e conciliare le esigenze di valorizzazione delle attività economiche con quelle di qualificazione del tessuto civico. L’analisi si estende oltre il tradizionale campo di approfondimento del rapporto fra commercio moderno e tradizionale, che vede nelle città il riferimento attorno a cui gravitano i cambiamenti in atto, e va a includere anche le problematiche dell’entroterra, che variano in relazione alle diverse configurazioni degli insediamenti economici e abitativi nel territorio provinciale e al modo in cui le conseguenze della modernizzazione del commercio si riflettono sui comportamenti della domanda finale e sul valore/attrattività complessiva dell’area. Il lavoro si articola lungo quattro direttrici. La prima riguarda l’evoluzione del tessuto distributivo nella provincia. L’analisi svolta ha puntato a cogliere i cambiamenti di lungo periodo, privilegiando per questa ragione fonti che fornissero indicazioni di dettaglio sull’evoluzione, a livello di singolo comune, del numero di imprese e di punti vendita per ogni tipologia di assortimento trattato. Questa scelta di metodo a portato a privilegiare i dati censuari che, se meno aggiornati rispetto ai dati camerali, hanno però consentito un’attribuzione più certa delle specializzazioni merceologiche dei vari esercizi commerciali. Il grado di modernizzazione del commercio nella provincia è stato valutato mediante indicatori che sono stati confrontati con il quadro nazionale e con quello rilevabile in altri Paesi europei, in particolare la Francia, che rappresenta attualmente l’espressione di maggiore sviluppo in Europa del sistema distributivo. La seconda direttrice di analisi riguarda la normativa di regolamentazione delle attività commerciali presente a livello nazionale e regionale, in particolare per ciò che concerne il regime autorizzativo, gli orari e i giorni di apertura, gli assortimenti commercializzabili, la pianificazione commerciale. La rassegna è stata integrata con la valutazione della disciplina regionale di sostegno alla rete distributiva di piccoli comuni e località montane. In entrambi i casi l’obiettivo è stato quello di individuare possibili leve utilizzabili per uno sviluppo equilibrato del sistema distributivo. Il terzo fronte è quello relativo ai comportamenti di consumo e di acquisto della domanda finale, che dalla struttura distributiva viene influenzata ma che a sua volta condiziona le scelte delle imprese commerciali, soprattutto per ciò che riguarda la localizzazione dei punti vendita, le specializzazioni assortimentali e i format distributivi. L’obiettivo è stato quello di individuare i principali fattori che incidono sull’evoluzione dei modelli di consumo, analizzare le connessioni fra evoluzione della domanda ed evoluzione dell’apparato commerciale, individuare le direttrici di sviluppo e qualificazione (o riqualificazione) del commercio al dettaglio in funzione del ruolo che esso può recitare nel rapporto con il contesto di appartenenza. L’ultima direttrice di analisi è quella relativa ai possibili modelli di governo del territorio utilizzabili nella realtà provinciale. Sono stati a tal fine considerati due fronti. Il primo riguarda le esperienze più significative realizzate in Italia e all’estero, sia con riferimento alla specifica tematica del governo urbano, sia a quella della rivitalizzazione delle aree periferiche rurali e montane. Il secondo riguarda la situazione della provincia di Pesaro e Urbino, per comprendere la quale sono state raccolte le opinioni di amministratori ed esponenti delle Associazioni di categoria, interpellati durante la ricerca. Della provincia sono state analizzate anche le principali iniziative finora condotte dalle amministrazioni locali per la valorizzazione dei centri urbani. Il quadro provinciale è emblematico della molteplicità di valori e interessi che devono essere salvaguardati: la presenza di attività economiche e insediamenti abitativi diffusi, i flussi turistici nei tratti costieri e verso le attrazioni storiche, artistiche e culturali dell’entroterra, la presenza di numerosi centri storici che devono essere rivitalizzanti, l’attrazione esercitata dai maggiori insediamenti del commercio moderno situati a ridosso delle principali direttrici di collegamento stradale, sono elementi che rendono il tema indagato particolarmente complesso. Ne deriva l’esigenza di un approccio che deve essere improntato a coordinamento fra gli attori coinvolti e che richiede un raccordo rispetto all’eterogeneità delle competenze necessarie per le ricerca di strumenti adeguati.

La modernizzazione del commercio fra centri storici ed entroterra rurale. I cambiamenti della distribuzione al dettaglio nella provincia di Pesaro e Urbino

MUSSO, FABIO
2007-01-01

Abstract

In questi ultimi anni si è sviluppato un intenso dibattito in merito ai cambiamenti che stanno riguardando i centri urbani e agli strumenti che possono essere attivati per preservarne il ruolo aggregatore di attività economiche, di interazioni sociali ma anche di valori identitari di una comunità locale. Il tema è complesso e di non facile approccio, sia in fase di analisi che in quella di messa a punto di leve idonee per un’azione di governo improntata a equilibrio. Ogni città, ma anche ogni piccolo borgo periferico, raccoglie soggetti e interessi molteplici ed eterogenei che devono convivere e a favore dei quali dovrebbero essere indirizzati i mutamenti in atto. Fra i fattori che maggiormente contribuiscono a influenzare l’identità di un centro urbano, così come di ogni comunità dell’entroterra, vi è la struttura della distribuzione al dettaglio, quale elemento attrattore e animatore che fornisce servizi ma contribuisce anche a connotare la qualità delle relazioni sociali. I processi di modernizzazione del commercio, e con essi l’affermarsi di grandi strutture commerciali periferiche ed extraurbane, stanno portando a una modificazione dei rapporti centro-periferia, con la generazione di luoghi, o più propriamente di “non luoghi”, di interazioni sociali svincolate dal retroterra in cui si realizzano. Le conseguenze si manifestano nei centri urbani e in particolare nei centri storici, che vedono messo in discussione il loro ruolo di collante, ma anche nell’entroterra in cui le identità locali sono intaccate dall’aumentata mobilità e dalla separazione fra luoghi di residenza, luoghi di lavoro e luoghi di socialità. Questo volume riporta i risultati di uno studio voluto dalla Provincia di Pesaro e Urbino con l’obiettivo di comprendere quali sono le principali direttrici del cambiamento che sta caratterizzando la struttura della distribuzione al dettaglio nel territorio provinciale e quali possibili modelli di governo del territorio possono essere adottati per contrastarne gli effetti negativi e conciliare le esigenze di valorizzazione delle attività economiche con quelle di qualificazione del tessuto civico. L’analisi si estende oltre il tradizionale campo di approfondimento del rapporto fra commercio moderno e tradizionale, che vede nelle città il riferimento attorno a cui gravitano i cambiamenti in atto, e va a includere anche le problematiche dell’entroterra, che variano in relazione alle diverse configurazioni degli insediamenti economici e abitativi nel territorio provinciale e al modo in cui le conseguenze della modernizzazione del commercio si riflettono sui comportamenti della domanda finale e sul valore/attrattività complessiva dell’area. Il lavoro si articola lungo quattro direttrici. La prima riguarda l’evoluzione del tessuto distributivo nella provincia. L’analisi svolta ha puntato a cogliere i cambiamenti di lungo periodo, privilegiando per questa ragione fonti che fornissero indicazioni di dettaglio sull’evoluzione, a livello di singolo comune, del numero di imprese e di punti vendita per ogni tipologia di assortimento trattato. Questa scelta di metodo a portato a privilegiare i dati censuari che, se meno aggiornati rispetto ai dati camerali, hanno però consentito un’attribuzione più certa delle specializzazioni merceologiche dei vari esercizi commerciali. Il grado di modernizzazione del commercio nella provincia è stato valutato mediante indicatori che sono stati confrontati con il quadro nazionale e con quello rilevabile in altri Paesi europei, in particolare la Francia, che rappresenta attualmente l’espressione di maggiore sviluppo in Europa del sistema distributivo. La seconda direttrice di analisi riguarda la normativa di regolamentazione delle attività commerciali presente a livello nazionale e regionale, in particolare per ciò che concerne il regime autorizzativo, gli orari e i giorni di apertura, gli assortimenti commercializzabili, la pianificazione commerciale. La rassegna è stata integrata con la valutazione della disciplina regionale di sostegno alla rete distributiva di piccoli comuni e località montane. In entrambi i casi l’obiettivo è stato quello di individuare possibili leve utilizzabili per uno sviluppo equilibrato del sistema distributivo. Il terzo fronte è quello relativo ai comportamenti di consumo e di acquisto della domanda finale, che dalla struttura distributiva viene influenzata ma che a sua volta condiziona le scelte delle imprese commerciali, soprattutto per ciò che riguarda la localizzazione dei punti vendita, le specializzazioni assortimentali e i format distributivi. L’obiettivo è stato quello di individuare i principali fattori che incidono sull’evoluzione dei modelli di consumo, analizzare le connessioni fra evoluzione della domanda ed evoluzione dell’apparato commerciale, individuare le direttrici di sviluppo e qualificazione (o riqualificazione) del commercio al dettaglio in funzione del ruolo che esso può recitare nel rapporto con il contesto di appartenenza. L’ultima direttrice di analisi è quella relativa ai possibili modelli di governo del territorio utilizzabili nella realtà provinciale. Sono stati a tal fine considerati due fronti. Il primo riguarda le esperienze più significative realizzate in Italia e all’estero, sia con riferimento alla specifica tematica del governo urbano, sia a quella della rivitalizzazione delle aree periferiche rurali e montane. Il secondo riguarda la situazione della provincia di Pesaro e Urbino, per comprendere la quale sono state raccolte le opinioni di amministratori ed esponenti delle Associazioni di categoria, interpellati durante la ricerca. Della provincia sono state analizzate anche le principali iniziative finora condotte dalle amministrazioni locali per la valorizzazione dei centri urbani. Il quadro provinciale è emblematico della molteplicità di valori e interessi che devono essere salvaguardati: la presenza di attività economiche e insediamenti abitativi diffusi, i flussi turistici nei tratti costieri e verso le attrazioni storiche, artistiche e culturali dell’entroterra, la presenza di numerosi centri storici che devono essere rivitalizzanti, l’attrazione esercitata dai maggiori insediamenti del commercio moderno situati a ridosso delle principali direttrici di collegamento stradale, sono elementi che rendono il tema indagato particolarmente complesso. Ne deriva l’esigenza di un approccio che deve essere improntato a coordinamento fra gli attori coinvolti e che richiede un raccordo rispetto all’eterogeneità delle competenze necessarie per le ricerca di strumenti adeguati.
9788889731147
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