Negli anni 70 in Italia si sviluppa la moda per un pubblico di massa, un settore che proprio a partire da quegli anni vive un'accelerazione straordinaria a livello nazionale, realizzando inaspettatamente un fenomeno industriale che diventerà primario nell'economia del paese. In questo settore in cui la creatività, la sensibilità artistica, ma anche l'intuito e la competitività commerciale sono fondamentali, Piero Guidi e tutti gli altri come lui, che vengono dalla bella provincia italiana, portano il patrimonio di creatività, sensibilità e conoscenze, ma soprattutto la voglia di emergere e la sfrontatezza, fino al limite dell'azzardo nell'affrontare il mare aperto. Per fare ciò una molla straordinaria è il desiderio e la volontà di uscire dall'orizzonte bloccato in cui sono nati per raggiungere gli spazi compressi delle grandi città in cui si celebrano con inaudito clamore assieme ai fasti del consumo, quelli del cambiamento e si muovevano i fili di un mercato che comincia ad essere internazionale. In una situazione di questo tipo giovani imprenditori come Guidi, quasi del tutto estranei, a causa delle proprie origini, alle nostalgie culturali che si nascondono nelle pieghe di un territorio bellissimo, ma al limite dell'immobilità, dimostrano di sapere interpretare senza pregiudizi e con determinazione la nuova situazione. Tenendo la fabbrica legata materialmente al territorio d'origine (con l'assunzione nella ditta anche di giovani provenienti dalla stessa Scuola d'arte frequentata un tempo), essi cominciano a confrontarsi con i concorrenti più evoluti per quanto riguarda lo stile della produzione, l'organizzazione aziendale, la distribuzione, ma soprattutto lo fanno nella gestione del brand e nella comunicazione. Sicuramente, come all'origine, emerge la volontà di riuscire a vincere con mezzi propri, ostinatamente e con coraggio, senza la speranza di potere contare su nessun efficace aiuto pubblico. Di fatto, in un contesto generale molto difficile, risulta evidente come ciò che oggi viene pensato e fatto da un punto di vista strategico sia una specie di rifondazione oltre la quale ci sono la ripartenza o il declino. Rimane comunque sullo sfondo il drammatico cambiamento epocale, il repentino variare dei parametri sociali, politici, economici e culturali con i quali ci si deve rapportare, con cui anche la Piero Guidi deve fare i conti nel tentativo di trovare la giusta strategia aziendale ed in ultima analisi intercettare i gusti di un vastissimo pubblico di consumatori i cui comportamenti sono di giorno in giorno più complessi. » necessario pensare con i tempi di internet ad una geografia mondiale esplosa che va percorsa con una nuova mentalità ed una cultura il cui grado di elaborazione e sofisticazione ha raggiunto livelli fino ad ora impensabili. Soprattutto è legittimo che in tutte le aziende protagoniste di questa grande battaglia emerga il dubbio, che oggi forse non è più sufficiente dare risposte in cui per altro sono presenti in maniera lineare la storia, l'arte, la tradizione, l'intuito e il coraggio, ma che tutto ciò debba essere remixato, integrato e gestito in maniera differente è necessario saper capire e lavorare sui valori sfuggenti dell'immateriale, e per fare ciò bisogna sapere maneggiare e leggere gli strumenti di nuova generazione ed usare le metodologie di ricerca più aggiornate per elaborare i saperi che producono i concept vincenti.

COMUNICAZIONE E IMMAGINE: IL BRAND PIERO GUIDI

VALLI, BERNARDO
2007-01-01

Abstract

Negli anni 70 in Italia si sviluppa la moda per un pubblico di massa, un settore che proprio a partire da quegli anni vive un'accelerazione straordinaria a livello nazionale, realizzando inaspettatamente un fenomeno industriale che diventerà primario nell'economia del paese. In questo settore in cui la creatività, la sensibilità artistica, ma anche l'intuito e la competitività commerciale sono fondamentali, Piero Guidi e tutti gli altri come lui, che vengono dalla bella provincia italiana, portano il patrimonio di creatività, sensibilità e conoscenze, ma soprattutto la voglia di emergere e la sfrontatezza, fino al limite dell'azzardo nell'affrontare il mare aperto. Per fare ciò una molla straordinaria è il desiderio e la volontà di uscire dall'orizzonte bloccato in cui sono nati per raggiungere gli spazi compressi delle grandi città in cui si celebrano con inaudito clamore assieme ai fasti del consumo, quelli del cambiamento e si muovevano i fili di un mercato che comincia ad essere internazionale. In una situazione di questo tipo giovani imprenditori come Guidi, quasi del tutto estranei, a causa delle proprie origini, alle nostalgie culturali che si nascondono nelle pieghe di un territorio bellissimo, ma al limite dell'immobilità, dimostrano di sapere interpretare senza pregiudizi e con determinazione la nuova situazione. Tenendo la fabbrica legata materialmente al territorio d'origine (con l'assunzione nella ditta anche di giovani provenienti dalla stessa Scuola d'arte frequentata un tempo), essi cominciano a confrontarsi con i concorrenti più evoluti per quanto riguarda lo stile della produzione, l'organizzazione aziendale, la distribuzione, ma soprattutto lo fanno nella gestione del brand e nella comunicazione. Sicuramente, come all'origine, emerge la volontà di riuscire a vincere con mezzi propri, ostinatamente e con coraggio, senza la speranza di potere contare su nessun efficace aiuto pubblico. Di fatto, in un contesto generale molto difficile, risulta evidente come ciò che oggi viene pensato e fatto da un punto di vista strategico sia una specie di rifondazione oltre la quale ci sono la ripartenza o il declino. Rimane comunque sullo sfondo il drammatico cambiamento epocale, il repentino variare dei parametri sociali, politici, economici e culturali con i quali ci si deve rapportare, con cui anche la Piero Guidi deve fare i conti nel tentativo di trovare la giusta strategia aziendale ed in ultima analisi intercettare i gusti di un vastissimo pubblico di consumatori i cui comportamenti sono di giorno in giorno più complessi. » necessario pensare con i tempi di internet ad una geografia mondiale esplosa che va percorsa con una nuova mentalità ed una cultura il cui grado di elaborazione e sofisticazione ha raggiunto livelli fino ad ora impensabili. Soprattutto è legittimo che in tutte le aziende protagoniste di questa grande battaglia emerga il dubbio, che oggi forse non è più sufficiente dare risposte in cui per altro sono presenti in maniera lineare la storia, l'arte, la tradizione, l'intuito e il coraggio, ma che tutto ciò debba essere remixato, integrato e gestito in maniera differente è necessario saper capire e lavorare sui valori sfuggenti dell'immateriale, e per fare ciò bisogna sapere maneggiare e leggere gli strumenti di nuova generazione ed usare le metodologie di ricerca più aggiornate per elaborare i saperi che producono i concept vincenti.
9788820741761
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/1891544
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