L’immagine cartografica di tipo storico è stata costruita attraverso il disegno inteso da un lato come mezzo di rilievo espressivo e figurativo e dall’altro come strumento formativo dell’immagine per farla divenire il più possibile documento. Con questo duplice significato la carta assume il ruolo di uno strumento di memorizzazione di grande potenzialità dovuta all’astrazione simbolica che la struttura in immagini, decodificabili a loro volta in fase di lettura, offre come supporto informativo libero di essere interpretato per nuove e diverse finalità. Il disegno della città e del suo territorio sotto il profilo storico, infatti condensa in un solo ambito fortemente caratterizzato un insieme di problematiche che riguardano sia i sistemi della rappresentazione e le relative scale grafiche, sia i rapporti tra significante e significato nella scelta e nell’uso delle codifiche e delle simbologie come chiave di lettura e di interpretazione critica di un contesto. L’introduzione dell’informatica in cartografia, dalle piccole alle grandi scale, ha portato ad un nuovo fondamentale concetto: la mappa di un territorio non è più costituita da un disegno ma da un insieme di numeri e codici che lo descrivono. I disegni cartografici sono stati per lungo tempo immagini idealizzate della realtà e come tali nella loro esecuzione seguivano un codice rappresentativo che non era rigidamente legato all’informazione oggettiva del reale ma ad un modello della realtà. L’aggiornamento tecnologico consente di costruire una documentazione obiettiva basando l’immagine o i disegni su dati rigorosi, oggettivi, univocabilmente e universalmente interpretabili forse a scapito di un impoverimento della ricerca rappresentativa e figurativa. Queste tematiche vengono affrontate attraverso l’analisi di alcune cartografie storiche della città di Valletta a Malta e la loro catalogazione secondo criteri che permettano una classificazione dei diversi metodi e convenzioni di rappresentazione; e successivamente nella illustrazione della cartografia numerica alla scala nominale 1:500 della città di Valletta/Floriana e il suo sistema fortificato, prodotta all’interno del progetto di ricerca “Malta: La fabbrica delle mura” frutto della collaborazione tra l’Università di Bologna e il Governo Maltese. The cartographic image of historical type was represented through drawings supposed to be both a medium of figurative survey and an instrument to build images as much as possible to document. With such a double meaning, mapping becomes a powerful instruments of memorization due to the symbolic abstraction that the structure of images gives as a system of information able to be explained with different purposes. City and territory drawing under an historic profile, can collect a set of aspects concerning both representation systems (and relevant graphic scales) and correct meaning, choice and use of codes and symbols seen as key of critical interpretation of the same subject. Digital cartography, from small to large scales, has lead to a new main concept: territory mapping is not any more a drawing but a set of numbers or codes describing it. Previously cartographic drawings were images idealizing the reality, therefore not rigidly limited to the real subject but to a model of it. Modern technology allows an objective documentation basing images and drawings on univocal and strict data, universally interpretable, maybe with reduced figurative representation. All above aspects are here analyzed referring to several maps of Valletta city in Malta, classifying historical them with different representation systems. At the same time comparing them with digital cartography (1:500 scale) of Valletta/Floriana city and fortification system, recently developed within the Project “Malta: La fabbrica delle mura”, cooperation between the Maltese Government and the University of Bologna (Baratin et al., 1998, 2001).

La rappresentazione urbana nella cartografia storica e nella cartografia numerica: il centro storico di Valletta.

BARATIN, LAURA
2002

Abstract

L’immagine cartografica di tipo storico è stata costruita attraverso il disegno inteso da un lato come mezzo di rilievo espressivo e figurativo e dall’altro come strumento formativo dell’immagine per farla divenire il più possibile documento. Con questo duplice significato la carta assume il ruolo di uno strumento di memorizzazione di grande potenzialità dovuta all’astrazione simbolica che la struttura in immagini, decodificabili a loro volta in fase di lettura, offre come supporto informativo libero di essere interpretato per nuove e diverse finalità. Il disegno della città e del suo territorio sotto il profilo storico, infatti condensa in un solo ambito fortemente caratterizzato un insieme di problematiche che riguardano sia i sistemi della rappresentazione e le relative scale grafiche, sia i rapporti tra significante e significato nella scelta e nell’uso delle codifiche e delle simbologie come chiave di lettura e di interpretazione critica di un contesto. L’introduzione dell’informatica in cartografia, dalle piccole alle grandi scale, ha portato ad un nuovo fondamentale concetto: la mappa di un territorio non è più costituita da un disegno ma da un insieme di numeri e codici che lo descrivono. I disegni cartografici sono stati per lungo tempo immagini idealizzate della realtà e come tali nella loro esecuzione seguivano un codice rappresentativo che non era rigidamente legato all’informazione oggettiva del reale ma ad un modello della realtà. L’aggiornamento tecnologico consente di costruire una documentazione obiettiva basando l’immagine o i disegni su dati rigorosi, oggettivi, univocabilmente e universalmente interpretabili forse a scapito di un impoverimento della ricerca rappresentativa e figurativa. Queste tematiche vengono affrontate attraverso l’analisi di alcune cartografie storiche della città di Valletta a Malta e la loro catalogazione secondo criteri che permettano una classificazione dei diversi metodi e convenzioni di rappresentazione; e successivamente nella illustrazione della cartografia numerica alla scala nominale 1:500 della città di Valletta/Floriana e il suo sistema fortificato, prodotta all’interno del progetto di ricerca “Malta: La fabbrica delle mura” frutto della collaborazione tra l’Università di Bologna e il Governo Maltese. The cartographic image of historical type was represented through drawings supposed to be both a medium of figurative survey and an instrument to build images as much as possible to document. With such a double meaning, mapping becomes a powerful instruments of memorization due to the symbolic abstraction that the structure of images gives as a system of information able to be explained with different purposes. City and territory drawing under an historic profile, can collect a set of aspects concerning both representation systems (and relevant graphic scales) and correct meaning, choice and use of codes and symbols seen as key of critical interpretation of the same subject. Digital cartography, from small to large scales, has lead to a new main concept: territory mapping is not any more a drawing but a set of numbers or codes describing it. Previously cartographic drawings were images idealizing the reality, therefore not rigidly limited to the real subject but to a model of it. Modern technology allows an objective documentation basing images and drawings on univocal and strict data, universally interpretable, maybe with reduced figurative representation. All above aspects are here analyzed referring to several maps of Valletta city in Malta, classifying historical them with different representation systems. At the same time comparing them with digital cartography (1:500 scale) of Valletta/Floriana city and fortification system, recently developed within the Project “Malta: La fabbrica delle mura”, cooperation between the Maltese Government and the University of Bologna (Baratin et al., 1998, 2001).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11576/1891916
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