Il volume nasce da un interrogativo di fondo: le imprese e le banche italiane si sono adeguate alle nuove regole promosse dall’accordo di Basilea II, oppure ci troviamo nella situazione per cui vale il noto adagio “Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga lo stesso?” Per tentare di rispondere a tale interrogativo, questa raccolta di saggi, nata dal confronto tra studiosi di diverse discipline economiche esperti del settore, adotta le seguenti chiavi di lettura: affronta il rapporto banca-impresa, osservandolo dal punto di vista “soggetto impresa” e “soggetto banca”; si sofferma sull’analisi delle convenienze degli attori in gioco; si focalizza sul comportamento delle piccole e medie imprese italiane, che costituiscono, a tutt’oggi, gran parte della forza vitale del nostro Paese. Quest’ultimo tema è trattato da Del Baldo nella prima parte (capitolo secondo), affrontando alcuni dei nodi principali della finanza delle piccole e medie imprese dibattuti in letteratura. La funzione finanziaria delel PMi deve allinearsi ai principi della finanza manageriale? O è corretto pensare a modelli interpretativi ad hoc, che meglio si attagliano alle caratteristiche dell’impresa minore. Quali effetti sta producendo e produrrà nel tempo l’accordo di Basilea II sulle banche e sulle piccole e medie imprese italiane? Si verificherà un razionamento del credito e/o un innalzamento del relativo costo? Oppure, si perverrà ad un generalizzato miglioramento delle capacità di valutazione del merito creditizio da parte del sistema bancario e ad un sistema di imprese minori più consapevole nel gestire la finanza aziendale? Attorno a questi interrogativi di fondo si è sviluppato da qualche anno un ampio dibattito, tutt’altro che risolto, che affronta il delinearsi dell’assetto e dei contenuti definitivi del “Nuovo Accordo”, noto come Basilea II. Difficile, certo, dare un’interpretazione univoca e netta delle ricadute che deriveranno dalla sua applicazione. Per valutarne la portata e le probabili ripercussioni sulle relazioni fra banche e imprese occorre orientare la riflessione intorno al contesto di riferimento dell’Accordo, ai suoi contenuti analitici, alla tipologia di scelte che le banche devono e possono intraprendere, così come ai possibili comportamenti finanziari delle imprese. Con specifico riferimento alle PMI, allo scopo di offrire un contributo interpretativo sui vincoli e sulle opportunità dell’Accordo, si è ritenuto opportuno focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti inerenti la “finanza imprenditoriale” che riflettono le specificità del comparto e sui quali la normativa va ad impattare. Pertanto, il lavoro è articolato su due piani: una prima parte presenta un richiamo al corpus di studi sul tema della funzione finanziaria nelle piccole imprese; una seconda, dopo avere richiamato i principali lineamenti dei cambiamenti introdotti con Basilea II, ripercorre in chiave critica alcune delle posizioni più diffuse nel mondo imprenditoriale e bancario sul futuro del rapporto banche-PMI. In questo contesto, sono presentate le proiezioni più significative ricavate da un primo studio empirico di tipo esplorativo condotto su un ristretto campione di piccole imprese e di istituti di credito, che confermano, in linea di massima, i timori e le attese diffusi tra gli operatori economici. Sulla base delle posizioni teoriche e dei lineamenti che prendono forma dall’analisi della realtà aziendale sono, infine, formulate le riflessioni conclusive, che intendono contribuire, per quanto possibile, ad allargare gli schemi interpretativi su un tema i cui sviluppi in larga parte devono ancora manifestarsi nel medio-lungo periodo.

LIMITI E OPPORTUNITA' NELL'AFFIDAMENTO DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE. ALCUNE POSIZIONI A CONFRONTO

DEL BALDO, MARA
2009

Abstract

Il volume nasce da un interrogativo di fondo: le imprese e le banche italiane si sono adeguate alle nuove regole promosse dall’accordo di Basilea II, oppure ci troviamo nella situazione per cui vale il noto adagio “Bisogna che tutto cambi, perché tutto rimanga lo stesso?” Per tentare di rispondere a tale interrogativo, questa raccolta di saggi, nata dal confronto tra studiosi di diverse discipline economiche esperti del settore, adotta le seguenti chiavi di lettura: affronta il rapporto banca-impresa, osservandolo dal punto di vista “soggetto impresa” e “soggetto banca”; si sofferma sull’analisi delle convenienze degli attori in gioco; si focalizza sul comportamento delle piccole e medie imprese italiane, che costituiscono, a tutt’oggi, gran parte della forza vitale del nostro Paese. Quest’ultimo tema è trattato da Del Baldo nella prima parte (capitolo secondo), affrontando alcuni dei nodi principali della finanza delle piccole e medie imprese dibattuti in letteratura. La funzione finanziaria delel PMi deve allinearsi ai principi della finanza manageriale? O è corretto pensare a modelli interpretativi ad hoc, che meglio si attagliano alle caratteristiche dell’impresa minore. Quali effetti sta producendo e produrrà nel tempo l’accordo di Basilea II sulle banche e sulle piccole e medie imprese italiane? Si verificherà un razionamento del credito e/o un innalzamento del relativo costo? Oppure, si perverrà ad un generalizzato miglioramento delle capacità di valutazione del merito creditizio da parte del sistema bancario e ad un sistema di imprese minori più consapevole nel gestire la finanza aziendale? Attorno a questi interrogativi di fondo si è sviluppato da qualche anno un ampio dibattito, tutt’altro che risolto, che affronta il delinearsi dell’assetto e dei contenuti definitivi del “Nuovo Accordo”, noto come Basilea II. Difficile, certo, dare un’interpretazione univoca e netta delle ricadute che deriveranno dalla sua applicazione. Per valutarne la portata e le probabili ripercussioni sulle relazioni fra banche e imprese occorre orientare la riflessione intorno al contesto di riferimento dell’Accordo, ai suoi contenuti analitici, alla tipologia di scelte che le banche devono e possono intraprendere, così come ai possibili comportamenti finanziari delle imprese. Con specifico riferimento alle PMI, allo scopo di offrire un contributo interpretativo sui vincoli e sulle opportunità dell’Accordo, si è ritenuto opportuno focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti inerenti la “finanza imprenditoriale” che riflettono le specificità del comparto e sui quali la normativa va ad impattare. Pertanto, il lavoro è articolato su due piani: una prima parte presenta un richiamo al corpus di studi sul tema della funzione finanziaria nelle piccole imprese; una seconda, dopo avere richiamato i principali lineamenti dei cambiamenti introdotti con Basilea II, ripercorre in chiave critica alcune delle posizioni più diffuse nel mondo imprenditoriale e bancario sul futuro del rapporto banche-PMI. In questo contesto, sono presentate le proiezioni più significative ricavate da un primo studio empirico di tipo esplorativo condotto su un ristretto campione di piccole imprese e di istituti di credito, che confermano, in linea di massima, i timori e le attese diffusi tra gli operatori economici. Sulla base delle posizioni teoriche e dei lineamenti che prendono forma dall’analisi della realtà aziendale sono, infine, formulate le riflessioni conclusive, che intendono contribuire, per quanto possibile, ad allargare gli schemi interpretativi su un tema i cui sviluppi in larga parte devono ancora manifestarsi nel medio-lungo periodo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11576/2300206
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