Oggetto del contributo è la silloge di rime michelangiolesche assemblata intorno al 1546 per le cure di Luigi del Riccio e Donato Giannotti. Tale selezione poetica, attribuibile allo stesso autore, fu letta e edita come un insieme compiuto nell’edizione critica di Frey (1897), mentre nella attuale vulgata derivante dalla edizione critica di Girardi (1960) risulta dispersa in ragione del criterio cronologico che ispira l’ordinamento delle rime. Dopo altri autorevoli interventi sull’opportunità di ripresentarla in forma privilegiata all’interno del corpus di Michelangelo, come testimonianza essenziale dell’unico tentativo dell’autore di ordinare la sua produzione, il contributo presenta alcune riflessioni e accertamenti ecdotici (corredati dai dati descrittivi essenziali intorno ai testimoni) in vista di una nuova edizione critica per le cure di chi scrive, dimostrando come la silloge debba comparire a sé stante entro un nuovo auspicabile ordinamento delle rime michelangiolesche, in quanto, se pure allestita con finalità “private” e trasmessa secondo una tappa probabilmente non definitiva, è l’indiscutibile testimonianza di un insieme d’autore cronologicamente, intellettualmente, formalmente coeso.

Intorno alle rime di Michelangelo Buonarroti. La silloge del 1546

CORSARO, ANTONIO
2008-01-01

Abstract

Oggetto del contributo è la silloge di rime michelangiolesche assemblata intorno al 1546 per le cure di Luigi del Riccio e Donato Giannotti. Tale selezione poetica, attribuibile allo stesso autore, fu letta e edita come un insieme compiuto nell’edizione critica di Frey (1897), mentre nella attuale vulgata derivante dalla edizione critica di Girardi (1960) risulta dispersa in ragione del criterio cronologico che ispira l’ordinamento delle rime. Dopo altri autorevoli interventi sull’opportunità di ripresentarla in forma privilegiata all’interno del corpus di Michelangelo, come testimonianza essenziale dell’unico tentativo dell’autore di ordinare la sua produzione, il contributo presenta alcune riflessioni e accertamenti ecdotici (corredati dai dati descrittivi essenziali intorno ai testimoni) in vista di una nuova edizione critica per le cure di chi scrive, dimostrando come la silloge debba comparire a sé stante entro un nuovo auspicabile ordinamento delle rime michelangiolesche, in quanto, se pure allestita con finalità “private” e trasmessa secondo una tappa probabilmente non definitiva, è l’indiscutibile testimonianza di un insieme d’autore cronologicamente, intellettualmente, formalmente coeso.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2303345
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