Il volume, nel mettere a fuoco il tema del processo del credito e della qualità degli affidamenti, illustra, anche attraverso un’ampia casistica di esempi e situazioni aziendali commentate, modi e termini della valutazione e della gestione del rischio nell’ambito del rapporto banca-impresa, enfatizzando la corretta determinazione del merito di credito come fattore di sviluppo di nuove e più approfondite relazioni di clientela. Si è spesso ritenuto, soprattutto dopo l’avvento della normativa prudenziale nota come Basilea 2, che la valutazione potesse essere effettuata mediante modelli sempre più sofisticati di analisi, a prescindere dall’importanza del ruolo del capitale umano nell’intermediario creditizio: le recenti turbolenze sui mercati finanziari e le crescenti difficoltà incontrate dalle imprese nei rapporti bancari rimettono al centro del dibattito modi e termini delle relazioni di clientela, da fondarsi più correttamente non solo e non tanto su modelli quantitativi e criteri automatici, quanto piuttosto sull’analisi del fabbisogno finanziario. La qualità degli affidamenti diviene, in tal modo, non solo una corretta modalità di misurazione del rischio di credito, ma un passaggio necessario al fine di consentire un rapporto di lungo periodo fra impresa affidata e banca affidante. Dall’intensità di tale rapporto e dalla cultura che lo informa dipende, del resto, una gran parte della possibilità di ripresa dell’economia italiana.

La qualità degli affidamenti. La valutazione del rischio di credito nel rapporto banca-impresa

BERTI, ALESSANDRO
2009-01-01

Abstract

Il volume, nel mettere a fuoco il tema del processo del credito e della qualità degli affidamenti, illustra, anche attraverso un’ampia casistica di esempi e situazioni aziendali commentate, modi e termini della valutazione e della gestione del rischio nell’ambito del rapporto banca-impresa, enfatizzando la corretta determinazione del merito di credito come fattore di sviluppo di nuove e più approfondite relazioni di clientela. Si è spesso ritenuto, soprattutto dopo l’avvento della normativa prudenziale nota come Basilea 2, che la valutazione potesse essere effettuata mediante modelli sempre più sofisticati di analisi, a prescindere dall’importanza del ruolo del capitale umano nell’intermediario creditizio: le recenti turbolenze sui mercati finanziari e le crescenti difficoltà incontrate dalle imprese nei rapporti bancari rimettono al centro del dibattito modi e termini delle relazioni di clientela, da fondarsi più correttamente non solo e non tanto su modelli quantitativi e criteri automatici, quanto piuttosto sull’analisi del fabbisogno finanziario. La qualità degli affidamenti diviene, in tal modo, non solo una corretta modalità di misurazione del rischio di credito, ma un passaggio necessario al fine di consentire un rapporto di lungo periodo fra impresa affidata e banca affidante. Dall’intensità di tale rapporto e dalla cultura che lo informa dipende, del resto, una gran parte della possibilità di ripresa dell’economia italiana.
9788856807073
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2503508
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