Saggio sulla formazione della coscienza del patrimonio artistico italiano dal XIX secolo ai primi del XX secolo. Il furto della Gioconda al Louvre segnava un momento catalizzatore, in quanto faceva emergere il senso di precarietà in cui giacevano le ricchezze d'arte italiane, ma segnava anche il punto d'arrivo di una rivendicazione che risaliva a Canova e ai sequestri napoleonici. In questo senso il saggio ripercorre come il senso della bellezza si sia intrecciato con il senso di individuazione degli italiani, da Foscolo in avanti.

Bellezza e coscienza nazionale. Dalle requisizioni napoleoniche al "furto" della Gioconda

MENGOZZI, DINO
2012-01-01

Abstract

Saggio sulla formazione della coscienza del patrimonio artistico italiano dal XIX secolo ai primi del XX secolo. Il furto della Gioconda al Louvre segnava un momento catalizzatore, in quanto faceva emergere il senso di precarietà in cui giacevano le ricchezze d'arte italiane, ma segnava anche il punto d'arrivo di una rivendicazione che risaliva a Canova e ai sequestri napoleonici. In questo senso il saggio ripercorre come il senso della bellezza si sia intrecciato con il senso di individuazione degli italiani, da Foscolo in avanti.
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