Da una prospettiva sociologica, il concetto di identità può essere efficacemente descritto come l’insieme di due processi fra loro interrelati: il processo di individuazione e quello di identificazione. Individuazione significa, per l’individuo, capacità di osservare una differenza tra sé e l’altro da sé, di differenziarsi dal mondo esterno, e di mantenere, nel tempo, il senso di tale differenza. Al contrario, l’identificazione è il risultato della disposizione a essere incluso, a confondersi, del senso di una comunanza o di un’affinità con altri per effetto della quale l’individuo percepisce di essere assimilato in un’entità più vasta, che lo esorta «a usare come parlante il ‘noi’ in luogo di ‘io’» (Luciano Gallino). Questi due processi sono dunque interrelati, reciprocamente funzionali, così che non si dà individuazione senza identificazione e viceversa. L’identità, in altre parole, si presenta come il risultato di un continuo e mutuo rinvio fra differenza (individuazione) e uguaglianza (identificazione). Ora, il problema sembra essere che nella nostra società occidentale la necessaria reciprocità funzionale fra i due processi di cui sopra sia progressivamente venuta meno. A tal proposito la teoria della società parla opportunamente di surplus di individuazione e di deficit di identificazione. In una dinamica alquanto paradossale, l’individuo tenta di recuperare il senso della propria identità cercando di colmare il deficit di identificazione attraverso sempre nuove individuazioni. E tuttavia non vi riesce, poiché sono le identificazioni che rendono poi possibile l’individuazione. Più direttamente, è solo l’appartenenza a un contesto socio-culturale – l’interiorizzazione dei suoi valori e delle sue norme – che mette l’individuo nelle condizioni di sapere come individuarsi: venendo a mancare o essendo labile l’identificazione, insomma, l’individuazione va inevitabilmente in corto circuito. Così, con la progressiva evanescenza di ogni spazio collettivo di identificazione, il singolo individuo si ritrova a fronteggiare un carico notevole di stimoli e sollecitazioni, senza però avere più a disposizione contesti di condivisione e di contenimento adeguati. Non solo: a ciò va aggiunto che, rispetto a quelle che sono le sue effettive capacità di elaborazione, l’individuo dovrà poi gestire siffatta eccedenza di stimoli e sollecitazioni in un’ottica selettiva di persistente reversibilità. Si può parlare, in tal senso, di un mutamento di portata epocale: da una società delle appartenenze in cui l’individuo costruisce la propria identità all’interno di un rapporto organico, si è passati a una società sempre più complessa rispetto alla quale l’individuo stesso costituisce il suo ambiente. Il mutamento epocale di cui sopra riguarda, dunque, qualcosa che è tipico della condizione umana, e che investe il rapporto tra la natura – o vita – individuale, da un lato, e la sua organizzazione collettiva – emergente – dall’altro. Fra l’esperienza individuale e l’esperienza sociale. Fra individuo e società (comunità).

RIPENSARE L'IDENTITA': NUOVE PROSPETTIVE DI TEORIA CRITICA

MANFRE', GIORGIO
2013-01-01

Abstract

Da una prospettiva sociologica, il concetto di identità può essere efficacemente descritto come l’insieme di due processi fra loro interrelati: il processo di individuazione e quello di identificazione. Individuazione significa, per l’individuo, capacità di osservare una differenza tra sé e l’altro da sé, di differenziarsi dal mondo esterno, e di mantenere, nel tempo, il senso di tale differenza. Al contrario, l’identificazione è il risultato della disposizione a essere incluso, a confondersi, del senso di una comunanza o di un’affinità con altri per effetto della quale l’individuo percepisce di essere assimilato in un’entità più vasta, che lo esorta «a usare come parlante il ‘noi’ in luogo di ‘io’» (Luciano Gallino). Questi due processi sono dunque interrelati, reciprocamente funzionali, così che non si dà individuazione senza identificazione e viceversa. L’identità, in altre parole, si presenta come il risultato di un continuo e mutuo rinvio fra differenza (individuazione) e uguaglianza (identificazione). Ora, il problema sembra essere che nella nostra società occidentale la necessaria reciprocità funzionale fra i due processi di cui sopra sia progressivamente venuta meno. A tal proposito la teoria della società parla opportunamente di surplus di individuazione e di deficit di identificazione. In una dinamica alquanto paradossale, l’individuo tenta di recuperare il senso della propria identità cercando di colmare il deficit di identificazione attraverso sempre nuove individuazioni. E tuttavia non vi riesce, poiché sono le identificazioni che rendono poi possibile l’individuazione. Più direttamente, è solo l’appartenenza a un contesto socio-culturale – l’interiorizzazione dei suoi valori e delle sue norme – che mette l’individuo nelle condizioni di sapere come individuarsi: venendo a mancare o essendo labile l’identificazione, insomma, l’individuazione va inevitabilmente in corto circuito. Così, con la progressiva evanescenza di ogni spazio collettivo di identificazione, il singolo individuo si ritrova a fronteggiare un carico notevole di stimoli e sollecitazioni, senza però avere più a disposizione contesti di condivisione e di contenimento adeguati. Non solo: a ciò va aggiunto che, rispetto a quelle che sono le sue effettive capacità di elaborazione, l’individuo dovrà poi gestire siffatta eccedenza di stimoli e sollecitazioni in un’ottica selettiva di persistente reversibilità. Si può parlare, in tal senso, di un mutamento di portata epocale: da una società delle appartenenze in cui l’individuo costruisce la propria identità all’interno di un rapporto organico, si è passati a una società sempre più complessa rispetto alla quale l’individuo stesso costituisce il suo ambiente. Il mutamento epocale di cui sopra riguarda, dunque, qualcosa che è tipico della condizione umana, e che investe il rapporto tra la natura – o vita – individuale, da un lato, e la sua organizzazione collettiva – emergente – dall’altro. Fra l’esperienza individuale e l’esperienza sociale. Fra individuo e società (comunità).
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2512184
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact