Nella società tecnotronica moderna si assiste sempre di più ad una spasmodica e dilagante diffusione di un’educazione scientifica, a scapito della pedagogia dell’immaginazione che dovrebbe essere indispensabile per un corretto sviluppo della personalità umana. Diventa fondamentale e necessario auspicare una sintesi dialettica e integrata tra l’educazione del pensiero convergente, fondata sulla logica e sulla razionalità e quella dell’educazione divergente o della rappresentazione fantastica, fondata sulla fantasia e sull’ammaliante funzione della creatività. Attualmente, la moderna normativa scolastica vigente sottolinea il fatto che la scuola dovrebbe stimolare i fanciulli a coltivare la fantasia, a esercitare la creatività per non venire sopraffatti da rigidi e precostituiti schemi comportamentali, imposti dalla società contemporanea. È possibile educare alla fantasia con la fantasia stessa e poiché la fantasia è un diritto dell’uomo, occorre affinarla durante tutto l’excursus scolastico (dai 3 ai 18 anni). Occorre perciò riflettere sugli strumenti atti a rendere l’uomo creativo e fantasioso. Senza ombra di dubbio l’unico strumento possibile appare la lettura, intesa come lettura-cattura, come piacere e la scrittura, come mezzo per potenziare le capacità raziocinanti della mente, atte a dilatare e amplificare quelle immaginative e creative. La gioventù di oggi, sempre più ingabbiata nel mondo dei consumi, vittima di quell’”orrore” imprescindibile dalla realtà, ha bisogno della fantasia per affrontare i contenuti irrazionali e inconsapevoli da cui si sente minacciata, per elaborare in senso positivo le angosce e dominare il panico esistenziale, sempre in agguato, nonché per tradurre in azioni appaganti, le pulsioni istintuali del desiderio. La scuola, pertanto, deve sollecitarne nel fanciullo il suo esercizio consapevole, rivalutando la creatività, l’immaginazione e l’invenzione, quale condizione necessaria per educare la mente. Anche Rodari, grande maestro della parola, si è schierato a favore della fantasia, insistendo sulle tecniche per stimolare l’arte dell’invenzione. Sempre di più, si è sviluppata una letteratura a misura di bambino, sempre più vicina e aperta ai suoi interessi, dal taglio emotivo decisamente improntato al mondo dell’infanzia, marcatamente vicino alle sue esperienze, in grado di rappresentare i suoi vissuti, di veicolare le sue emozioni e di trasmettere i suoi valori. Ne è un mirabile esempio l’epopea di Geronimo Stilton, un topo speciale che, nascondendosi appunto sotto le vesti animali, rappresenta un mondo, sì irreale, ma possibile, simile a quello degli umani, in cui è possibile per il lettore bambino, ritrovarsi, vivendo emozioni nuove. Si tratta di una fiaba moderna, che, sulla scia delle favole antiche, fa irrompere il fantastico, in maniera improvvisa, mescolandosi e intrecciandosi con il reale. A ciò si aggiunge, nella veste grafico-formale, l’utilizzo dei grafismi che hanno il merito di riprodurre, non solo l’idea, ma anche la forma di ciò di cui si parla e che concorrono, insieme al fantastico, ad animare il testo, aprendo la mente ad un mondo di possibilità impalpabili, uscendo dalla strettoia della banalità, verso uno spiraglio di libertà.

Da Rodari a Stilton: il filo conduttore della fantasia

MARINI, CARLO
2009-01-01

Abstract

Nella società tecnotronica moderna si assiste sempre di più ad una spasmodica e dilagante diffusione di un’educazione scientifica, a scapito della pedagogia dell’immaginazione che dovrebbe essere indispensabile per un corretto sviluppo della personalità umana. Diventa fondamentale e necessario auspicare una sintesi dialettica e integrata tra l’educazione del pensiero convergente, fondata sulla logica e sulla razionalità e quella dell’educazione divergente o della rappresentazione fantastica, fondata sulla fantasia e sull’ammaliante funzione della creatività. Attualmente, la moderna normativa scolastica vigente sottolinea il fatto che la scuola dovrebbe stimolare i fanciulli a coltivare la fantasia, a esercitare la creatività per non venire sopraffatti da rigidi e precostituiti schemi comportamentali, imposti dalla società contemporanea. È possibile educare alla fantasia con la fantasia stessa e poiché la fantasia è un diritto dell’uomo, occorre affinarla durante tutto l’excursus scolastico (dai 3 ai 18 anni). Occorre perciò riflettere sugli strumenti atti a rendere l’uomo creativo e fantasioso. Senza ombra di dubbio l’unico strumento possibile appare la lettura, intesa come lettura-cattura, come piacere e la scrittura, come mezzo per potenziare le capacità raziocinanti della mente, atte a dilatare e amplificare quelle immaginative e creative. La gioventù di oggi, sempre più ingabbiata nel mondo dei consumi, vittima di quell’”orrore” imprescindibile dalla realtà, ha bisogno della fantasia per affrontare i contenuti irrazionali e inconsapevoli da cui si sente minacciata, per elaborare in senso positivo le angosce e dominare il panico esistenziale, sempre in agguato, nonché per tradurre in azioni appaganti, le pulsioni istintuali del desiderio. La scuola, pertanto, deve sollecitarne nel fanciullo il suo esercizio consapevole, rivalutando la creatività, l’immaginazione e l’invenzione, quale condizione necessaria per educare la mente. Anche Rodari, grande maestro della parola, si è schierato a favore della fantasia, insistendo sulle tecniche per stimolare l’arte dell’invenzione. Sempre di più, si è sviluppata una letteratura a misura di bambino, sempre più vicina e aperta ai suoi interessi, dal taglio emotivo decisamente improntato al mondo dell’infanzia, marcatamente vicino alle sue esperienze, in grado di rappresentare i suoi vissuti, di veicolare le sue emozioni e di trasmettere i suoi valori. Ne è un mirabile esempio l’epopea di Geronimo Stilton, un topo speciale che, nascondendosi appunto sotto le vesti animali, rappresenta un mondo, sì irreale, ma possibile, simile a quello degli umani, in cui è possibile per il lettore bambino, ritrovarsi, vivendo emozioni nuove. Si tratta di una fiaba moderna, che, sulla scia delle favole antiche, fa irrompere il fantastico, in maniera improvvisa, mescolandosi e intrecciandosi con il reale. A ciò si aggiunge, nella veste grafico-formale, l’utilizzo dei grafismi che hanno il merito di riprodurre, non solo l’idea, ma anche la forma di ciò di cui si parla e che concorrono, insieme al fantastico, ad animare il testo, aprendo la mente ad un mondo di possibilità impalpabili, uscendo dalla strettoia della banalità, verso uno spiraglio di libertà.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2512450
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