Uno scherzo pesante,un soprannome ridicolo.Un insulto, uno spintone, un quaderno imbrattato o una merenda rubata. Non sono le solite “cose da ragazzi”quegli episodi in cui viene usato il proprio potere per intimorire, offendere, isolare, un compagno più debole. Sono cose serie, gravi che possono lasciare cicatrici dolorose e addirittura crocifiggere un’esistenza. In questo libro l’educazione alla prosocialità attinge dal paradigma teorico della pedagogia della cognizione originali parametri euristici per la comprensione del fenomeno del bullismo ed efficaci strumenti di intervento in ambito scolastico. Ne risulta che bullo e vittima sono entrambi vittime:vittime del tradimento degli adulti e dell’analfabetismo affettivo della nostra società, che trasmette modelli cognitivi e rappresentazioni valoriali incentrate sul successo e pretende dai soggetti in età evolutiva irrealistiche affermazioni. E che il bullismo è un fenomeno da non sottovalutare né banalizzare in quanto mina le basi stesse del convivere civile.

Prepotenze tra i banchi

RIZZARDI, MARIO
2012-01-01

Abstract

Uno scherzo pesante,un soprannome ridicolo.Un insulto, uno spintone, un quaderno imbrattato o una merenda rubata. Non sono le solite “cose da ragazzi”quegli episodi in cui viene usato il proprio potere per intimorire, offendere, isolare, un compagno più debole. Sono cose serie, gravi che possono lasciare cicatrici dolorose e addirittura crocifiggere un’esistenza. In questo libro l’educazione alla prosocialità attinge dal paradigma teorico della pedagogia della cognizione originali parametri euristici per la comprensione del fenomeno del bullismo ed efficaci strumenti di intervento in ambito scolastico. Ne risulta che bullo e vittima sono entrambi vittime:vittime del tradimento degli adulti e dell’analfabetismo affettivo della nostra società, che trasmette modelli cognitivi e rappresentazioni valoriali incentrate sul successo e pretende dai soggetti in età evolutiva irrealistiche affermazioni. E che il bullismo è un fenomeno da non sottovalutare né banalizzare in quanto mina le basi stesse del convivere civile.
9788865982341
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11576/2531984
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